Fiorello e violenza in TV

Se l’ha capito anche Fiorello vuol dire che la questione è seria. Parlo dell’eccesso di violenza in TV. Ieri ha lanciato un appello a RAI e Mediaset: “Basta sangue e violenza in TV“. Chi ha la bontà di dare uno sguardo al mio blog sa che è un argomento che tratto da sempre. Basta dare uno sguardo alla sezione “Mass media, società e violenza” nella colonna a destra, dove sono riportati i link di alcuni dei tanti post dedicati all’argomento “Media e violenza” (nella vecchia piattaforma Tiscali; qui non è visibile).

Forse non ci facciamo più caso perché la cronaca nera è talmente diffusa su stampa e TV che sembra normale. Proprio ieri ho seguito un TG5 che ha dedicato un quarto d’ora abbondante alle notizie di nera accaduti nelle ultime ore: sono almeno 5 i fatti di sangue e violenza, tra genitori ammazzati dai figli, donne bruciate o sfregiate con l’acido o accoltellate. Praticamente metà TG era dedicato a fatti di violenza, con dovizia di dettagli, sangue, inviati davanti ai luoghi della tragedia, interviste volanti ai passanti, ricostruzioni dei delitti. Niente di straordinario, è la solita informazione quotidiana. Ormai i TG sembrano bollettini di guerra.

Ma non basta. Si comincia già al mattino a riprendere i fatti delittuosi e discuterne in TV. L’ho ricordato spesso, anche di recente. E poi si continua per tutta la giornata a parlare degli stessi fatti nei salotti pomeridiani, e poi la sera in programmi espressamente dedicati alla cronaca nera: Quarto grado, Amori criminali, Storie maledette, Chi l’ha visto, Il terzo indizio etc. Basta? No, perché poi ci sono tutta una serie di fiction e  film horror, thrilling, di azione, polizieschi; insomma a base di violenza, sparatorie, sangue e morti ammazzati. Non li cito perché l’elenco è lungo. Fiorello ha ragione, c’è troppa violenza in TV. Sbaglia, però, quando dice che di questi delitti se ne dovrebbe occupare solo la magistratura ed i TG. La magistratura è giusto che se ne occupi, ma perché i TG devono riversare ogni giorno una valanga di notizie violente? Possibile che siano queste le notizie che interessano i cittadini? Io credo di no, da sempre. L’ho detto e scritto ogni volta che ho avuto la possibilità di farlo. E lo sto scrivendo anche in rete fin da quando ho cominciato ad usare internet; lo sto scrivendo da 15 anni. Ma sembra di scontrarsi con un muro di gomma. E nessuno se ne preoccupa, nemmeno coloro che per professione (psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, sociologi, giornalisti ed addetti ai lavori) dovrebbero farlo.

Stavo per scrivere proprio un post sulla follia umana che sembra essere ormai inarrestabile. Ma prima, visto l’intervento di Fiorello, mi fermo a parlare per la millesima volta dell’eccesso di violenza in televisione.  E’ un problema che ho accennato da subito, appena ho cominciato a frequentare la rete e diversi forum di discussione, tra i quali anche la Community RAI che aveva diverse sezioni e forum nei quali si poteva intervenire.  Parlo di 15 anni fa. Allora la connessione era a 56 kb ed il problema più frequente era che cadeva spesso la linea. Il che significava che se stavi scrivendo qualcosa perdevi tutto. Così presi l’abitudine di scrivere i messaggi, commenti ed interventi anche brevi, prima su una pagina word e poi col copia/incolla inviarli nel forum. Molti di quei messaggi si sono salvati e li tengo ancora in una cartella documenti. Così ho rintracciato dei commenti che avevo inserito proprio in un forum della Community RAI riservato proprio al problema della violenza in TV.

Il forum era moderato dal prof. Scandaletti. Pensai subito che un forum sulla violenza in TV all’interno della Community RAI fosse il posto giusto per porre il problema dell’eccesso di violenza in TV (cosa che osservavo già da tempo), e che magari il prof Scandaletti avrebbe potuto darmi una risposta o, comunque, si poteva avviare una discussione. L’illusione è durata poco, nessuna risposta, né dal moderatore, né da altri frequentatori del forum. Così cominci a pensare che, in fondo, se agli altri non interessa, magari sono io ad essere troppo critico.

Non solo nessuno rispondeva, ma qualche mese dopo addirittura chiusero il forum; così si evitano domande scomode. Pensate quanto gli interessa il parere del pubblico. Riporto quei pochi interventi fatti in quel forum nel 2002 a dimostrazione che quello che lamenta Fiorello oggi, lo denunciavo già 15 anni fa, purtroppo senza ottenere risposta. La “Carta di Treviso” alla quale accenno nei commenti è un protocollo deontologico d’intesa fra Ordine dei giornalisti e TV che risale al 1990 e che dovrebbe tutelare i minori dall’eccesso di scene violente in TV e tutelarne la privacy. La cito perché l’intestazione della sezione faceva riferimento proprio a quella “Carta”.

Su  RAI Community 24/4/2002

Altro che Carta di Treviso; bell’elenco di buone intenzioni. Fossi in voi (intendo nei panni degli addetti ai lavori), comincerei a preoccuparmi seriamente anche dell’informazione per gli adulti. Ma, a quanto vedo, in questo forum non risponde nessuno. Per essere ascoltati, oggi, bisogna parlare di Fiorello o del “Grande fratello” o delle amenità varie del mondo dello spettacolo; insomma, di stupidità e affini. Prova ne sia che, a dieci anni dalla “Carta”, il pericolo della TV violenta, come risulta dai rapporti, è addirittura aumentato. Alla faccia della “Carta”. Ma siamo seri, per favore.”.

Ma, del resto, come si può pensare di essere ascoltati, quando addirittura si sentono certi psicologi (?) affermare candidamente che, in fondo, la violenza non è poi così pericolosa, anzi, contribuisce ad esorcizzare la paura. Ma dove hanno studiato certi personaggi? Nei corsi serali tenuti nella capanne del Burundi? Ma non sarebbe meglio, nell’interesse di tutti, che cambiassero mestiere? O devo credere che, veramente, nelle nostre università si insegna che essere sottoposti quotidianamente a visioni di violenza di ogni genere, e in tutte le salse, contribuisca ad esorcizzare la paura e che, quindi, abbia, addirittura degli effetti positivi? Ma davvero si insegna questo? Chiudete quelle università e ricavateci alloggi per i senzatetto, almeno servirà a qualcosa e non faranno danni.

Su RAI Community (1 maggio 2002)

Adesso capisco perché la “Carta di Treviso” resta carta straccia. E’ la solita trovata all’italiana. In Italia si svolgono ogni anno centinaia, o forse migliaia, di convegni, congressi, seminari, meeting etc. A parte il fatto che il più delle volte, direttamente o indirettamente, vengono organizzati col sostegno di Enti pubblici, quindi, con denaro pubblico, mi chiedo a cosa servano. Il più delle volte il loro scopo (non ufficiale) è il seguente:

– Dare la possibilità ai partecipanti di trascorrere qualche giorno di vacanza in località amene.

– Offrire l’opportunità di instaurare nuovi rapporti personali o professionali (tornano sempre utili).

– Consentire di degustare le varie specialità gastronomiche locali. In alcuni casi è possibile anche acquistare direttamente i vari prodotti locali, che sono sempre graditi, sia per consumo personale, sia come regalini per amici e parenti.

– Stilare un documento finale (ma, spesso, neanche questo) che giustifichi, con pretese scientifiche, quanto detto nei punti precedenti.

 Detto questo, quando sono entrato in questo forum, mi sono sorpreso di scoprire che, finalmente, qualcuno si occupa di un argomento così serio qual è l’informazione, con particolare riferimento all’informazione per i bambini. Ma, a distanza di dieci giorni, mi rendo conto che anche questo forum è “all’italiana”. Nessun commento, nessuna risposta ai vari messaggi. Ma nessuno potrà dire che nulla viene fatto. Vero? La RAI ha perfino aperto un forum ad hoc, dove discutere di informazione. Ed è un forum moderato dall’illustre prof. Scandaletti. Mica scherzi! Classica domanda all’italiana: “Il prof. Scandaletti viene anche pagato, per questo gravoso incarico di moderatore?”.

Ho la vaga impressione che, nonostante le buone intenzioni, non si sia ancora capito se e quanto la televisione possa influire sul comportamento sociale. Anzi, credo proprio che, nonostante lo si sia capito molto bene, non si faccia nulla, perché occorrerebbe adottare dei provvedimenti che, come sempre, sarebbero scomodi per molti. E allora, all’italiana, facciamo finta di occuparci del problema e che tutto resti come prima. Una cosa è certa; tutti gli italiani hanno letto “Il gattopardo“. Concludo, all’italiana, citando un noto ritornello di Sordi: ” Ti ci hanno mai mandato a quel paese?” Statemi bene! E se un domani i vostri figli o nipoti si ammazzano fra loro, o puntano un fucile o una pistola sulla vostra canuta testolina e fanno boom, non preoccupatevi, niente di grave; lo hanno semplicemente visto fare in televisione.

Su RAI Community 26/5/02 

Perché in questo forum non risponde nessuno? “In tutt’altre faccende affaccendati?”. Eh sì. E’ di ieri la notizia che un ragazzo ha ammazzato il padre e la madre. La sorella l’ha scampata per miracolo. Beh, normale no? Ormai questi delitti in ambito familiare si susseguono con un ritmo così frequente che è tutto normale. Pensiamo piuttosto ad altro; ai mondiali di calcio, e chissà se Carlo sposerà Camilla, e chi vincerà a “Saranno famosi”? In attesa del prossimo delitto. Sperando che non sia il nostro. Così, giusto perché da morti non potremmo vedere che anche noi abbiamo avuto i 5 minuti di celebrità in TV. Sì, vero, da morti, ma comunque siamo apparsi in TV.

Ma, visto che ormai vanno di moda, a nessuno viene in mente di fare un bel “Girotondo” contro la violenza in TV? No, vero? I girotondi si fanno per rivendicare la libertà d’informazione. O meglio, quella che si ritiene sia libertà di informazione. Ovvero la libertà di riversare quotidianamente sui cittadini montagne di residui digestivi e violenza, in tutte le salse. Questa è libertà di informazione. Meglio che i bambini imparino presto che ammazzare il padre o la madre è una cosa del tutto naturale, visto che succede così spesso. O no? Così, se ne avranno voglia, magari perché non gli comprano il motorino, potranno farlo senza eccessivi scrupoli, tanto è normale. Ma perché preoccuparci di queste cose? Pensiamo ai mondiali di calcio ed al giro d’Italia. A proposito, visto come procede…l’ultima tappa si correrà a S. Vittore? Ma l’atroce dubbio che tiene il mondo in ansia è: Carlo sposerà Camilla? Albertone…com’era quella canzoncina? Ah, sì: “Ti ci hanno mai mandato a quel paese?“.

Questi furono i soli commenti inviati, perché visto che regnava il silenzio totale, rinunciai a perdere tempo. Stesso esito su altri forum tra i quali quello del programma TV “Il Grande talk” divenuto poi “TV talk” (programma che, con l’intervento di analisti ed ospiti in studio analizza i programmi televisivi della settimana) che prima andava in onda il sabato mattina ed ora il sabato pomeriggio alle ore 15. Risposte zero, anzi qualche frequentatore  si lamentava delle mie segnalazioni con la solita idiota giustificazione che se un programma non ti piace sei libero di non guardarlo, c’è il telecomando; classica risposta da imbecille della comitiva. Anche quel forum è stato chiuso già da alcuni anni. Sembra che gli addetti ai lavori non gradiscano parlare di ciò che li riguarda. Possono parlarne solo gli interessati e, naturalmente, bene.

Popper Big

Allora ci si chiede perché nessuno si occupi di un problema così importante com’è la programmazione televisiva e degli effetti che può avere sul pubblico. La risposta può essere quella di Popper, riportata a lato, che cito spesso. E’ triste doverlo riconoscere, ma la spiegazione è proprio quella. La televisione ormai è diventata uno strumento il cui scopo principale è quello di creare programmi di successo in cui inserire messaggi pubblicitari a pagamento. Il che significa che, per venire incontro ai gusti del pubblico e aumentare i dati di ascolto che significano maggior valore commerciale delle inserzioni, si abbassa il livello dei programmi per assecondare i gusti della maggioranza della popolazione.  Senza mai chiedersi quali possono essere gli effetti di programmi basati su cronaca nera e violenza.

Abbiamo il più potente mezzo di comunicazione che l’umanità abbia mai avuto nella storia e, invece che usarlo per diffondere conoscenza ed aumentare il livello  culturale del pubblico, lo usiamo per aumentare il livello di aggressività della gente e per fare pubblicità a detersivi, pannolini e porcherie alimentari industriali.  E non si può nemmeno lamentarsi, altrimenti il solito idiota vi dirà che basta cambiare canale. Sì, ma se cambi canale e vedi la solita spazzatura, stai cambiando solo la discarica, ma sempre spazzatura è. E fa anche molto male. Ma tutti fanno finta di non accorgersene, perché ciò che conta è lo share, l’auditel, i dati di ascolto. Una volta gli idioti erano solo idioti, oggi sono evoluti tecnologicamente, sono Teleidioti.

Vedi

Cuochi e delitti

Cara sorellina ti ammazzo, per gioco.

Donne da macello

Gli italiani sono scemi

Pane, sesso e violenza

Follie di giornata e futili motivi (2004)

Ipocriti (2004)

Mille volte ipocriti (2004)

. Quando i bambini fanno “Ahi” (2005)

Lo stupro quotidiano (2006)

AdolesceMenza (2006)

Cara sorellina ti ammazzo, per gioco (2007)

Il mondo visto dalle mutande (2007)

Manicomio Italia (2009)

Mamma, sono incinta (2009)

Cani e bestie (209)

Il Papa ha ragione (2009)

Luna nel Pozzo (2010)

Pane, sesso e violenza (2014)

E se non basta ecco cosa dice qualcuno molto più autorevole in una intervista TV:

– “K. R. Popper, la TV e la violenza”.

4 pensieri su “Fiorello e violenza in TV

  1. Giuseppe

    Buongiorno.
    Credo che dovrà occuparsene ancora a lungo.Inutilmente.Ha presente la pubblicità dei gratta e vinci?"Ti piace vincere facile?".È l’ipocrita impudenza che ne veicola le graveolenti sordide avvertenze?Il gioco può causare dipendenza.Gioca responsabile."La tutela del Consumatore coinvolge tutte le fasi del gioco: dalla sua ideazione fino alle attività di marketing e promozione del prodotto. Inoltre, quando il gioco viene distribuito sul mercato, l’attenzione dell’Azienda si traduce in formazione e assistenza ai Ricevitori e ai Giocatori e nell’implementazione di specifiche misure di sicurezza."Ecco.Vogliono vincere facile.Sono "fondamentalisti"
    Cristiani.Hanno assunto come spin doctor l’avvertimento evangelico:"Lo spirito è pronto,ma la carne è debole." Dove,ovviamente,la carne è il bersaglio diretto.Sono consapevoli che siamo fragili,e,molti di noi,particolarmente esposti se incessantemente irretiti.Lo Stato è ormai divenuto legittimatore del vizio.Anzi,ne è divenuto l’untore.Nuoce gravemente alla salute(sigarette).Siamo allo Stato che si improvvisa puscher e nasconde la mano che ha scagliato la pietra,dietro l’ipocrisia più torva e sordida.Diritto all’informazione.Così dichiarata assume una valenza educatrice l’onda devastante della violenza proposta in tv.E non v’è disfagia che tenga.Come se al diritto consegua l’obbligo dell’esercizio.Ed in quanto al:puoi cambiare canale,concordo con Lei.Risposta da imbecille che prende il toro per la coda.Nessun appunto,nessuna critica ad una tv che dovrebbe educare.Già educare.Ci risiamo.Per educare educa.Al peggio.Ma,accidenti,chiedo:è mai possibile che su questo nostro pianeta,con una popolazione stimata in sette ed oltre miliardi di esseri umani,non accada qualcosa che meriti attenzione,che ci dia speranza,che ci rincuori,ci dia coraggio,ci convinca che il mondo è meglio di quel che sembra.Che sono rimasti uomini di buona volontà.E mi riferisco alla volontà"etica",laica o religiosa che sia.Mi rifiuto di credere a quanto Jhon Carpenter,nel suo Starman del 1984,fà dire a Jeff Bridges in una scena del film,nel quale interpretava il ruolo di un extraterreste,riferendosi agli esseri umani:"Date il meglio di voi stessi nelle cose peggiori".Avere sull’essere.Fra uno sculettio di appetitose veline ed una reclame di un prosciutto, assistiamo ad una spettacolarizzazione del dolore.La tragedia ci viene vomitata
    addosso,pronunciata da volti che la chirurgia estetica ha reso aridi per sfuggire alla malattia per antonomasia:la vecchiaia.Salvatore Natoli,nel suo"Stare al mondo",indica nella"spudorata esibizione del dolore" una verità che"si volge facilmenta in menzogna"e nella spettacolarizzazione di esso"non si incontra il dolora ma il suo surrogato"."…tutto è buon per destare pietà…."E per veicolare ascolti,ergo soldi.Aggiungo io.Popper?Chi era costui?Abbiamo la D’Urso.
    Non si arrenda.
    Cordialmente
    Giuseppe

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    1. Giano

      Grazie per la solidarietà e l’incoraggiamento. Anche se non serve a molto nemmeno lamentarsi. Uno Stato che da un lato fa le campagne salutiste contro il fumo, mentre ha il monopolio del tabacco è la dimostrazione dell’ipocrisia di questo sistema. Il gioco d’azzardo pure. Ricordo che una volta il gioco d’azzardo era vietato. Perfino farsi una partita a ramino al bar giocandosi 100 lire a partita era pericoloso, perché se ti beccavano i carabinieri erano guai. Oggi non c’è bar che non abbia le micidiali macchinette mangiasoldi che stanno rovinando migliaia di persone. Aggiungiamo tutte le lotterie varie e siamo diventati una specie di grande bisca alla luce del sole. Tempo fa sul Giornale c’erano sempre in bella evidenza degli articoli che parlavano del poker e dei siti on line del gioco d’azzardo; e restavano in prima pagina per diversi giorni. Poi pausa di qualche giorno e ripartiva altro articolo sul poker. Mascherati da articoli di cronaca; quello che si chiama “pubblicità redazionale”. Ogni volta che appariva un articolo simile, protestavo per la evidente pubblicità ad un gioco d’azzardo che conviene solo a chi gestisce il gioco e rovina i giocatori: il banco vince sempre. Non hanno mai pubblicato un commento, sempre censurati. Ma visto che insistevo, alla fine hanno chiuso la possibilità di inviare commenti su quegli articoli. Ecco, esattamente come la censura sulla violenza in TV. Credo di non sbagliare di molto se dico che dietro quegli articoli sul poker on line ci fossero i gestori di siti del gioco d’azzardo che pagavano profumatamente per vedere quegli articoli in prima pagina. E non c’è modo di fermarli, troppo forti. Io continuerò a denunciare queste ed altre porcherie, ma so benissimo che è una battaglia persa in partenza. Comunque grazie ancora per l’appoggio morale, anche questo aiuta ad andare avanti. Buona domenica.

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  2. Giuseppe

    Ripeto,ringrazio Lei ed altri che non sono usciti da un lavaggio automatico.Un esempio fra i tanti che si trovano in rete-basta coltivare l’inquetudine della curiosità-Alberto Negri,inviato di guerra del Sole 24ore:«Con le sue scelte errate Obama non ha destabilizzato solo il Medio Oriente, ma anche l’Europa. Per colpa sua sono affluiti sulle nostre coste milioni di profughi e il terrorismo jihadista ha messo le radici anche da noi. Altro che Nobel, bisognerebbe processarlo in tribunale».
    Non tutto è perduto.Qualcuno avvisi la sig.ra Botteri.Non è la più bella del Reame.
    Cordialmente
    Giuseppe

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    1. Giano

      Grazie Giuseppe. Per fortuna Obama ha chiuso; giusto in tempo prima che riuscisse a provocare scontri armati al confine polacco con i russi e ci portasse al disastro totale. Ma i danni provocati sono enormi; il più evidente per noi è proprio la destabilizzazione dell’area nord africana e siriana. In quanto alla Botteri immagino che sarà in crisi profonda. Dopo aver passato 8 anni ad elogiare tutto ciò che riguardava la Obama family, compreso l’orticello della casa Bianca e perfino il “first dog BO”, ora cambierà decisamente tono; come sta già facendo tutta la stampa italiana che per 8 anni suonava campane a festa ed ora annuncia catastrofi, epidemie funeste e piaghe bibliche. Per Obama inneggiava un coro di voci bianche, ora piange un coro di prefiche.

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