Le nuove Miss

Eh, signora mia, non ci sono più le Miss di una volta. Quelle belle ragazze prosperose che negli anni ’50/’60 rappresentavano la tipica bellezza italiana e che spesso dalle pedane del concorso di Miss Italia facevano il salto nel cinema diventando attrici di primo piano. Quattro anni fa, a proposito di questi cambiamenti di criteri estetici, scrivevo: “Anche la classica bellezza italiana sembra aver perso i connotati che la identificavano. Non ci sono più le “maggiorate” dei concorsi di bellezza di una volta. Scomparse le belle ragazze formose  e procaci come Silvana Pampanini, Gina Lollobrigida, Lucia Bosè, Silvana Mangano, Sofia Loren. Erano l’immagine della salute. Ora vanno di moda le magre. Più sono magre e più sono quotate. Infatti non le pagano un tanto al chilo, non pagano il pieno, pagano il vuoto. Più sono vuote e più valgono.“.

Oggi anche i canoni di bellezza sono mutati e si adeguano ai tempi, alle mode, al nuovo modello di società multiculturale e multietnica. E’ il nuovo verbo politicamente corretto che si diffonde come il vento nell’Europa e nel mondo. Così assistiamo ad eventi impensabili solo qualche decennio fa. Negli USA, Stato dello Iowa, una ragazza senza un braccio partecipa ad un concorso di bellezza, vince il titolo di Miss Iowa e partecipa alle finali di Miss America 2013.  A giugno scorso una ragazza paraplegica sfila in carrozzina su una passerella di moda. E ancora mulatte (Denny Mendez) che vincono il titolo di Miss Italia, ragazze etiopi (Yityish Aynaw) che diventano Miss Israele e trans barbute (Concita Wurst) che vincono il festival europeo della canzone.  Strano che Luxuria non abbia vinto ancora nessun concorso  di bellezza; però ha vinto il reality L’isola dei famosi (sarà un caso?). Ma forse è solo questione di tempo, perché ormai tutto è possibile in “Questo mondo di rinco“.

Il mondo sta cambiando e niente è come prima; saltano tutti gli schemi, i riferimenti, i modelli ed i criteri estetici e morali. Il fine dei talebani del pensiero sembra essere lo stravolgimento totale della civiltà occidentale così come è stata fino ad oggi. Speriamo che non facciano come i talebani veri che abbattono le statue del Budda, e per eliminare del tutto qualunque simbolo o ricordo della vecchia civiltà  non distruggano anche cattedrali,  castelli, monumenti e opere d’arte. Ed ecco l’ultima notizia che conferma questo cambiamento totale e irreversibile.

Guardate la foto a lato e dite sinceramente, se doveste indicare la più bella, quale scegliereste? Credo che ci siano pochi dubbi, a meno che non si sia  strabici a tal punto da avere grosse difficoltà a mettere a fuoco le immagini. Ma evidentemente in Finlandia devono avere degli strani gusti, perché quella ragazza nera nigeriana al centro ha appena vinto il titolo di Miss Helsinki. Già è strano che una nigeriana vada a finire in Finlandia. Che poi superi  le varie selezioni di un concorso di bellezza ed infine, addirittura, vinca il titolo come rappresentante della bellezza nordica è fuori da ogni logica. Ma diventa quasi normale se pensiamo che una delle mete preferite degli emigranti africani è proprio il nord Europa: Svezia, Norvegia, Finlandia. Ma noi non dovremmo sorprenderci perché qualcosa di simile lo abbiamo fatto molto prima dei nordici finlandesi, facendo vincere il titolo di Miss Italia ad una mulatta di Santo Domingo: “Miss Italia col trucco“. E non è finita, anzi dobbiamo aspettarci di tutto e di più; il peggio deve ancora arrivare. Per dimostrare quanto siamo buoni ci stiamo rovinando con le nostre mani pur di adeguarci al politicamente corretto. Quando essere neri non è più uno svantaggio, ma diventa un pregio e, per evitare accuse di razzismo e discriminazione, si arriva a far vincere un titolo di bellezza nordica ad una nigeriana solo perché è nera, questo non ha niente a che vedere con la solidarietà, l’accoglienza, l’integrazione, lo spirito umanitario, i diritti umani, la società multietnica e tutte le stronzate ideologiche politicamente corrette. Questa è pura e semplice idiozia. Come dire che per non farsi accusare di omofobia ci si lascia sodomizzare. Assurdo, ma il concetto è questo. A nessuno viene almeno un piccolo dubbio che forse, dico forse, stiamo esagerando?

Purtroppo ormai questo sembra un destino segnato. Ci stiamo avviando al declino del mondo occidentale ed alla scomparsa della nostra civiltà, non per qualche strana imprevedibile ed inarrestabile calamità naturale, ma per nostra libera scelta; da perfetti  idioti.  Gli effetti di questo  masochismo a lungo andare (ma non ci vorrà molto tempo) saranno devastanti, Ma anche nel presente si notano piccoli segnali che  sono sintomatici del progressivo adattamento della società al nuovo modello imposto dal pensiero unico. Oggi per guadagnarsi l’attenzione dei media e qualche forma di aiuto e assistenza, bisogna essere strani, fuori dalla norma, avere qualche deficit, diversità o stranezza di qualche tipo, bisogna appartenere a quelle che chiamo “categorie protette“: zingari, immigrati, neri, musulmani, gay, lesbiche, trans, carcerati, drogati, disagiati fisici e mentali, poveri e ultimi. C’è uno stuolo di soggetti assistenziali e umanitari  che si occupano di loro: associazioni umanitarie, gruppi di volontari, enti, Onlus, Ogn, benefattori privati, filantropi, ONU, Unhcr, Unar, Coop, Consulte, Caritas, preti, vescovi e perfino il Papa. Possedere uno di questi requisiti costituisce titolo di merito, forse si acquisisce anche punteggio valido per i concorsi pubblici, si aprono corsie preferenziali e si impegnano somme ingenti per assisterli. Ne accennavo anche di recente nel post: “Natale con gli ultimi“.

Alle persone normali non ci pensa nessuno. Ragionieri dell’INPS e geometri del catasto, panettieri e parrucchiere, idraulici ed elettricisti, tranvieri e vigili urbani, bidelli e cassiere, pastori e contadini, sarti e salumieri, non esistono, nessuno se ne preoccupa, nemmeno l’ONU o il Papa. L’unico che si ricorda di loro è l’Agenzia delle entrate quando devono pagare le tasse. Per il resto non esistono. Tanto che finiranno per sentirsi emarginati, dimenticati, andranno incontro a crisi di depressione, stati d’ansia, panico e stress che potrebbero determinare gravi stati patologici. Solo allora, in quanto sofferenti di disagio sociale, rientreranno fra le categorie protette e finalmente qualcuno li degnerà di uno sguardo.  Quando qualunque forma di  diversità di tipo etnico, religioso, sessuale, psicofisico, diventa titolo di merito e quasi un pregio, l’unico handicap è essere normali. E non possiamo nemmeno lamentarci, altrimenti ci accusano di populismo, fascismo, xenofobia, razzismo, omofobia, islamofobia, e di qualche altra fobia che devono ancora inventarsi.

4 pensieri su “Le nuove Miss

  1. Giuseppe

    Buongiorno.
    Michael Pollan-Una seconda natura-"Forse la nostra civiltà è parte del nostro problema con la natura,ma senza di essa non vi sarà soluzione alcuna….è la cultura,e di certo non la natura,che ci insegna a osservare e a ricordare,a imparare dai
    nostri errori…a controllare noi stessi.È solo attraverso lezioni durissime-epidemie,morti in massa,estinzioni-che la
    natura insegna alle sue creature a frenare i suoi appetiti."
    Si riferisce,l’autore,al rapporto che l’uomo ha con la natura,
    intesa come bene da custodire e le conseguenze,estreme,della violenza contro di essa perpretate.Ha affermato,uno dei tanti,inconcludenti filosofi,Jacquesa Deridda,: "la Decostruzione è la denaturalizzazione del naturale".Ho sempre faticato a seguire i percorsi nebulosi di menti alquanto complesse.Da un pressuposto concettuale,stiracchiandolo ad infinitum,elaborano un ginepraio di asserti destinati ad altre menti speculari.Tuttavia,estrapolando,provo un presuntuoso esercizio,forse un pò ardito,direi che la bellezza prima inscritta entro le percezione occidentale come diletto,è avvertita,a tuttoggi,come riflesso,come ombra,di un vacuo
    fraintendimento,di una bruttura,o bruttezza,eletta quale negatrice di un valora oggettivo:la bellezza.Muore la bellezza
    e muore l’arte dice Giovanna Jacob,aggiungendo che se muore la civiltà,muore l’uomo.Essendo l’arte espressione feconda della civiltà.Afferma inoltre che"..la lunga agonia del concetto di bellezza è iniziata almeno due secoli fa, al tempo dei Lumi".Ed è quasi giunta al suo esito mortale.Ameranno dunque i posteri la brutezza?Il diritto naturale si dileguerà nel
    luciferino prometeismo antagonista?Rispondo citando ancora Pollan-sempre estrapolando dal contesto-."In quel caso,a perdere non sarebbe la natura,né essa altererebbe minimamante le proprie leggi:operando come ha sempre fatto,la selzione naturale ci farebbe fuori senza complimenti".
    In quanto alle sédicenti Miss,personalmente le ho sempre trovate,come dire,uscite da una catena di montaggio,e davanti
    a Miss Helsinki che dire,decisamente la trovo poco bella. Con tutto il sincero rispetto per la persona in questione.Dal loggione,rilevo,è rimasto qualche melòmane che esprime il suo dissenso.Forse vede bene Enzo Pennetta che dal suo sito ci informa in merito alla campagna contro la rete indotta dai neoterici del pensiero unico:"Finora le persone hanno ritenuto che fossero di maggioranza le opinioni veicolate dai grandi media, quotidiani e telegiornali, possiamo però ipotizzare che la percezione sia cambiata quando i piccoli e piccolissimi media, cioè i siti internet di varie dimensioni, hanno cominciato a convergere su determinati argomenti".Determinati argomenti!Eviterò di nominarli questi perniciosi argomenti. argomenti.Queste pietre d’intralcio.Chiudo con una citazione,
    anche se mi dolgo di utilizzare farina del sacco altrui.E che
    farina!
    Salamov si trovava in un gulag, e nella sua baracca avviene un’ispezione. La polizia chiede di consegnare tutta una serie di cose esterne al proprio corpo: gli arti artificiali, le dentiere, tutte le protesi. E allora fra questi prigionieri c’è chi si toglie la dentiera, chi si leva l’occhio di vetro, chi si smonta la gamba. Ma Varlam Salamov è molto giovane, è sano, e quindi la polizia scherzando dice: “Tu cosa ci consegni?”

    E lui fermo: “Niente”

    Allora dice la polizia: “Tu ci consegni l’anima”

    Salamov risponde così, d’istinto: “No, io l’anima non ve la consegno”. Al che quelli continuano: “Un mese di punizione se non ce la consegni”

    “No, non ve la consegno”

    “Due mesi di punizione se non ce la consegni”

    “Io l’anima non ve la do”

    “Quattro mesi di punizione” che nei Gulag significa quasi la morte certa.

    “L’anima non ve la do”

    Dopo i quattro mesi di punizione, Salamov sopravvive e scriverà: “Io per tutta la vita non avevo mai creduto di avere l’anima”

    Non siamo ancora a questo punto.Ci manca poco.
    Cordialmente
    Giuseppe

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    1. Giano

      Caro Giuseppe, ottimo commento denso di citazioni molto interessanti e pertinenti, grazie. Non ho letto niente di Pollan, ma grazie alla tua segnalazione, ho cercato qualcosa in rete e mi è bastato leggere la recensione di Una seconda natura e di In difesa del cibo (credo che li acquisterò entrambi) per capire che sono completamente d’accordo con le sue tesi, sono esattamente il mio pensiero; specie se prende per i fondelli i cuochi moderni. In quanto a Derrida, i filosofi vanno presi a piccole dosi e facendo attenzione alle istruzioni per l’uso; spesso le loro elucubrazioni sono solo masturbazioni intellettuali autocompiacenti. Vero, invece, che la bellezza è morta e sepolta, sostituita da nuovi criteri estetici che si riassumono nel detto popolare “è bello ciò che piace”. Al concetto di vero, bello, giusto si sostituisce il relativismo ed il pensiero debole di Vattimo. E così anche lo scemo del villaggio può ritenersi filosofo. Grazie, buona giornata.

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  2. Giuseppe

    Lo acquisti.Lo consiglio.Personalmente lo trovo equilibrato e,molto pragmatico.Oltretutto ha una scrittura piacevole.Le consiglierei anche il”Mito vegetariano”di Lierre Keith,anche se quest’ultima propone soluzioni marcatamente ideologiche pescando a piene mani nel Malthusianesimo.
    Cordialmente
    Giuseppe

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    1. Giano

      Grazie Giuseppe, di solito trovo interessante tutto ciò che è contro il pensiero unico, le mode del momento, i luoghi comuni, la mediocrità e la banalità della cultura di massa. In genere non scopro niente di nuovo, ma mi consola leggere che altri hanno la stessa idea del mondo e la esprimono benissimo. Almeno non ci si sente come delle pecore nere o dei Bastian contrari. Grazie, buona serata.

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