Sardi, non ammalatevi

Fuori i sardi dagli ospedali, lasciate posto agli immigrati. Non è una battuta o uno slogan di facile propaganda anti immigrazione; purtroppo è la verità nuda e cruda. Ed è anche la dimostrazione di come l’ideologia terzomondista, il buonismo ipocrita di facciata e la cultura dell’accoglienza siano arrivati a livelli intollerabili di follia e idiozia pura.  La notizia è stata diffusa venerdì scorso da diverse testate nazionali (Il Giornale: Migranti al posto dei pazienti  Adnkronos: Stop ai ricoveri programmati per far posto ai migranti),  e regionali (Unidos: Bloccare i ricoveri, dimettere i pazienti, arrivano i migranti – Sardegna oggi: Polemica di Pili su circolare dell’ospedale – Casteddu on line: Sos migranti, degenti allontanati dagli ospedali –  Vistanet: Pericolosa e stupida bufala sui social), e da altri siti di informazione in rete.

La riportano tutti, compreso qualche  TG nazionale. Tutti, ma non L’Unione sarda on line, il maggior quotidiano locale. Curioso, vero? Forse pensano che sia meglio nascondere certe notizie per non “alimentare la xenofobia e l’odio etnico” ed esacerbare gli animi dei sardi già ampiamente esasperati dall’invasione africana. La cosa buffa è che non solo non ne parlano, ma censurano anche i commenti che chiedono perché non abbiano dato la notizia. Se questa non è censura da regime cos’è? In compenso danno sempre ampio spazio a tutte le iniziative e manifestazione che, a vario titolo, promuovono l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati. Quelle le trovate sempre, ogni giorno in prima pagina con ampio rilievo. Ma guai a mettere in dubbio l’imparzialità della stampa. Danno spazio a tutti, purché siano a favore dell’immigrazione. E se non sei d’accordo con la linea editoriale ti censurano; alla faccia dell’art. 21 e della libertà di espressione.

Ecco a lato la circolare, firmata dal direttore medico dei presidi ospedalieri di Cagliari dott. Giuseppe Orrù, che ha come oggetto: “Blocco ricoveri programmati e dimissioni pazienti dimissibili“. La lettera, che era riservata, è stata divulgata dal leader di Unidos Mauro Pili. Dice : “In previsione dello sbarco dei migranti previsto per la giornata di oggi, si invitano le SS.LL  a voler provvedere a bloccare i ricoveri programmati e a dimettere i pazienti dimissibili, al fine di poter affrontare l’eventuale emergenza.”.  Il senso è chiarissimo e non lascia spazio ad interpretazioni di sorta. Ed è talmente folle ed incredibile che qualcuno ha scritto che si trattasse di una vecchia bufala di anni fa. Infatti, dietro segnalazione,  se ne è occupato anche Bufale.net, un sito specializzato nello scovare bufale in rete. Ma dopo aver accertato l’esistenza della circolare chiedendo conferma direttamente agli uffici della Regione, ha constatato che non è una bufala, è vera e si tratta di misure preventive adottate normalmente in occasione di potenziali emergenze sanitarie dovute agli sbarchi di immigrati. E per dimostrare che non solo scovano le bufale, ma sono anche “imparziali” (più o meno come L’Unione sarda) concludono l’indagine classificando la notizia come “Disinformazione“. La notizia è vera, la circolare è vera, il senso è chiaro, ma divulgare questa notizia è…Disinformazione. No comment; si commentano da soli. Diceva Togliatti, il “migliore” (figuratevi gli altri): “La verità è ciò che conviene al partito.”. Ragazzi, questo è parlar chiaro. Oggi potrebbe aggiungere: “La verità che NON conviene al partito è… Disinformazione.”. Punto.

Infatti, lo stesso assessore alla sanità Luigi Arru, già ieri, dopo la divulgazione della circolare  e la polemica scaturita dalla denuncia di Pili (vedi qui la sua la sua denuncia), rilasciava una dichiarazione riportata dal sito Vistanet.it che titolava “Pericolosa e stupida bufala sui social.”.  Chiaro? Sarebbe una bufala, ovvero una notizia falsa, e pure pericolosa. Ma sarà così? Vediamo cosa dice la dichiarazione di Arru riportata nel sito della Regione Sardegna:

“Cagliari, 16 dicembre 2016 – “Circola in queste ore sui social media la notizia che il direttore sanitario di un presidio ospedaliero di Cagliari avrebbe dato ordine di dimettere i pazienti ricoverati per liberare i posti letto e accogliere i migranti sbarcati martedì”. Così interviene l’assessore della Sanità, Luigi Arru, in riferimento ad una circolare del responsabile di un presidio cagliaritano, emessa in occasione dell’ultimo sbarco di migranti.

“Forse qualcuno non sa che è una regola generale – prosegue Arru – che, quando avvengono dei fatti eccezionali per numero di persone coinvolte o per la gravità delle condizioni cliniche (che potenzialmente potrebbero portare ad un aumentato numero di ricoveri), si attiva un piano che prevede che siano prontamente dimessi i pazienti per i quali il medico che li ha in cura – e solo lui – ha già stabilito la dimissibilità. Nessuna dimissione, quindi, per pazienti che richiedono altre cure, come qualcuno in malafede afferma. Fortunatamente il numero di persone che sono finora sbarcate e che hanno ricevuto cure in ospedale o sono state ricoverate, è inferiore all’1%. Anche durante questo ultimo sbarco nel porto di Cagliari, pur essendoci numerose donne vittime di violenza, numerosi bambini, pochi sono stati coloro che hanno avuto bisogno di cure ospedaliere. Dispiace che si diffondano notizie con il solo scopo di suscitare la paura, odio contro persone che hanno solo bisogno di aiuto e conforto, dopo aver effettuato viaggi lunghi e pericolosi. L’assistenza a queste persone è dovuta e, certamente, non avviene a scapito della risposta sanitaria che ricevono i cittadini sardi.”.

Questa è la spiegazione dell’assessore Arru che vediamo a lato in un primo piano molto espressivo. Ed è anche convinto che sia una spiegazione accettabile. Lo si capisce anche dallo sguardo che denota acutezza d’ingegno e dal sorriso soddisfatto. E bravo assessore. Risposta in perfetto stile buonista che non solo non smentisce la notizia, ma la conferma in tutta la sua allucinante realtà. Quella circolare non è una bufala, come alcuni hanno insinuato. E non è nemmeno stata male interpretata allo scopo di diffondere “paura e odio contro persone che hanno bisogno di aiuto“. Dice esattamente e chiaramente che devono essere bloccati ricoveri già programmati e dimessi i pazienti dimissibili, evidentemente  anche in anticipo rispetto al previsto, altrimenti non avrebbe senso. Sarebbe come dire che “siano dimessi i pazienti che devono essere dimessi“; che sarebbe pleonastico e pure un po’ stupido. E ricorderebbe la famosa domanda che Totò rivolgeva al vigile milanese per sapere “dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare”. Ecco, qualcosa del genere, ma riveduta e corretta in stile sardo/ospedaliero.

Insomma, chi è ricoverato deve essere mandato a casa in anticipo, mentre quelli che hanno già fissato il ricovero dovranno aspettare qualche giorno. Abbiate pazienza, stringete i denti; prima dobbiamo assistere i migranti. Quindi evitate di ammalarvi e, soprattutto, di aver necessità di un ricovero. Aspettate che tutti i nuovi arrivati siano stati accuratamente visitati, siano dichiarati in buona salute, di sana e robusta costituzione, e siano ospitati in qualche delizioso hotel con piscina e vista sul mare (a spese nostre, è bene ricordarlo). Solo allora potrete concedervi il lusso di ammalarvi e di ricoverarvi; sperando che non arrivi un altro carico di “turisti” travestiti da migranti; altrimenti saltate di nuovo il ricovero. Chiaro? Come giustificazione ufficiale di un assessore alla Sanità ci aspettavamo qualcosa di meglio. Non sembra molto convincente.

Anzi, scopriamo che le disposizioni impartite con questa circolare non sono un fatto eccezionale, che sarebbe sempre grave, ma almeno si tratterebbe di un episodio unico e straordinario. No, si scopre che questa è la norma, la prassi adottata ogni volta che arriva una nave con immigrati. Quindi, cari sardi, prima di ammalarvi informatevi bene sul traffico di gommoni e barconi in partenza dalla Libia e sulla possibilità che vengano “salvati”, imbarcati sulle navi che fanno servizio taxi gratuito per l’Italia, e sbarcati a Cagliari. Regolatevi con i tempi di arrivo, magari contattate la Capitaneria di porto per avere informazioni precise, ed eventualmente rimandate la malattia a data da stabilire, in bassa stagione migranti. Oppure, se proprio è urgente, presentatevi all’ospedale come “migranti” appena sbarcati e senza documenti. Allora avrete il posto sicuro ed uno stuolo di specialisti che vi prestano tutte le cure del caso; e pure gratis, non pagate  nemmeno il ticket.  E questa sarebbe la spiegazione dell’assessore. Come dicono al nord “La toppa è peggio del buco“.

Ieri, è intervenuta anche la “prefetta” di Cagliari Giuliana Perrotta (nella foto sotto), che ha dichiarato: “Sui migranti bugie pericolose, uniamo le forze.”.  Anche per lei sono “bufale”. Recentemente la popolazione di Monastir, un paese ad una decina di chilometri da Cagliari, è scesa in piazza per protestare, con in testa il sindaco, contro l’arrivo di immigrati in una struttura prevista come scuola di polizia penitenziaria, ma ancora inutilizzata: “Accoglienza migranti, Monastir dice no.”. Ma anche gli altri sindaci della zona riuniti in assemblea hanno manifestato preoccupazione per l’arrivo di centinaia di immigrati che creerebbero non pochi problemi alla popolazione: “Assemblea popolare contro il centro di accoglienza“. In quella occasione la Perrotta ebbe parole poco simpatiche, anzi decisamente arroganti, affermando che comunque il loro dovere era quello di accogliere i migranti e lo avrebbero fatto con o senza il consenso della gente. Dichiarazione ineccepibile sotto l’aspetto del dovere istituzionale, ma alquanto azzardato e pericoloso in un momento di esasperazione dei cittadini per i continui sbarchi di immigrati.

Subito dopo, per tutta risposta, la struttura fu danneggiata da un incendio doloso ed al prefetto arrivò una lettera minacciosa accompagnata da alcuni proiettili.  Seguì una lettera di rimprovero del prefetto che strigliava il sindaco per le proteste e per l’attentato incendiario, nonché una circolare indirizzata ai sindaci, contestando l’adozione di provvedimenti sulla sicurezza, che suscitò la reazione polemica degli stessi sindaci. Come gettare benzina sul fuoco.  Infine sembrò trovare un aggiustamento assicurando che gli immigrati sarebbero arrivati a Monastir solo in mancanza di altre soluzioni: “Il centro di Monastir sarà aperto solo se necessario“. Il che sembra aver risolto il problema, ma non lo risolve affatto. Significa solo che, siccome tutte le strutture disponibili in Sardegna sono ormai piene da tempo, l’invio di immigrati a Monastir è solo rimandata, questione di tempo. Ora, dopo le minacce ricevute,  il prefetto cerca di minimizzare la propria responsabilità e se la prende con chi le ha addossato la colpa dell’accoglienza dei migranti. “Qualcuno ha pensato che il rappresentante dello Stato avesse il potere di decidere numeri e tempi degli arrivi. Un clamoroso errore.”, dice. E giusto per escludere possibilità che rinunci al proprio ruolo o si trasferisca in altra sede,  strizza l’occhio ai sardi in un ultimo tentativo di conciliazione ed afferma: “Voglio restare, ho tante cose da fare qui.”.

Siamo felici che la signora si trovi bene in Sardegna ed abbia intenzione di restarci a lungo. Dice che non dipende da lei stabilire il numero dei migranti e la data di arrivo. Certo, però ha il potere di decidere dove sistemarli. E, come già messo in atto da altri prefetti, per esempio a Ficarolo ed a Gorino, potrebbe decidere di requisire immobili privati per alloggiare gli immigrati. Per lei accoglierli è un dovere istituzionale, certo, ma è pur sempre un dovere espletato “Contro la volontà popolare“. E questo si chiama autoritarismo, totalitarismo e dittatura. E quando un tiranno impone delle scelte contro il popolo, prima o poi ne paga le conseguenze.

Cara “prefetta”, anche i sardi hanno “tante cose da fare qui“. Fra le tante cose da fare la più importante è una: vogliono vivere. E vorrebbero farlo qui, in pace e tranquillità, perché la Sardegna è la loro casa, la loro  terra. E vorrebbero vivere sereni, senza aver paura di uscire di casa o di intrattenersi in una piazza o un parco pubblico col rischio di essere importunati, minacciati, aggrediti e borseggiati. Vorrebbero vivere qui senza subire quotidianamente ricatti ed estorsioni in tutti i parcheggi pubblici, senza dover fare lo slalom nei marciapiedi occupati permanentemente da venditori abusivi di cianfrusaglie, senza doversi guardare le spalle e difendersi da insulti, aggressioni, scippi, furti, rapine e stupri, senza essere invasi da clandestini travestiti da profughi; e dover anche pagare le spese del loro soggiorno. Vorrebbero vivere qui, in casa loro,  e passeggiare per la città senza  sentire linguaggi incomprensibili invece che la lingua familiare,  senza avere l’impressione di essere finiti, per qualche strano incantesimo o magia, in una casbah, in un mercato popolare di Nairobi o un caravanserraglio di beduini e carovanieri (mancano solo i cammelli, ma con la siccità e la desertificazione che incombe presto arriveranno anche quelli). Vorrebbero vivere qui e sentirsi a casa, sardi fra sardi, e non sentirsi stranieri in patria.

Le bufale, cara “prefetta”, e caro assessore Arru,  sono quelle che raccontano le anime belle, i buonisti per caso, quelli che vogliono imporre la beneficenza di Stato, che fanno i filantropi con i soldi degli altri, gli sciacalli che incassano milioni di euro speculando sull’accoglienza. Bufala è quel governo bocciato dal 72% di sardi che hanno detto NO alle riforme fasulle perché sono stufi di questa marmaglia di sinistra che favorisce l’invasione, pensa a tutelare gli immigrati prima che gli italiani, e sta portando l’Italia alla rovina. Bufale sono quelle di chi continua a raccontarci che gli invasori sono “preziose risorse”, mentre invece ci costano miliardi di euro per pagare vitto, alloggio, assistenza, annessi e connessi. Bufale sono quelle di chi ci dice che dobbiamo accogliere amorevolmente tutti i disperati del mondo perché sono nostri fratelli, ma poi ne paghiamo le conseguenze e subiamo i disagi, la paura, i vandalismi, la violenza spesso bestiale di chi non si fa scrupoli ad aggredire e ammazzare delle persone anziane per rubare pochi euro, come dimostrazione di “riconoscenza”. Bufale sono le giustificazioni fasulle di chi ci obbliga ad una convivenza forzata con gente con cui, per insanabili diversità culturali e religiose, è impossibile qualunque integrazione e convivenza che non generi conflitti, attriti, tensioni sociali che porteranno inevitabilmente a scontri anche violenti. Bufala delle più tragiche è la scellerata  visione del mondo secondo un’ideologia sinistra criminale e storicamente fallimentare mascherata da falso umanitarismo che porterà all’autodistruzione della civiltà occidentale.

4 pensieri su “Sardi, non ammalatevi

  1. Alfio

    Una cosa è certa alle prossime elezioni questa bella gente verra cacciata dai votanti… con un probabile collasso del PD che difficilmente potra rimanere al di sopra del 12-15% di preferenze.

    Mi piace

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