Ben ritrovati

Non ne posso più di sentire in televisione questo “Ben ritrovati” usato come saluto. Mi provoca l’orticaria. Ormai dilaga, lo usano tutti, è diventato il saluto di rito. Stamattina ho sentito pure una meteorina vestita da ufficiale dell’aeronautica, che apriva le sue previsioni del tempo con “Ben ritrovati“. Lo usano le annunciatrici dei telegiornali, conduttori e conduttrici dei vari programmi, inviati più o meno speciali, titolari di rubriche e rubrichette quotidiane, cuochi e oroscopanti. Non bastava usare un Buongiorno, Buonasera, Buon pomeriggio, o un normalissimo Benvenuti, come si è fatto per secoli. No, oggi bisogna inventarsi sempre delle novità, per dimostrare di essere originali, creativi, estrosi, eccentrici, chic. Così tempo fa qualcuno cominciò a salutare non con un semplice Buongiorno, ma con “Ben ritrovati“, tanto per usare un’espressione diversa. E siccome è risaputo che le cose intelligenti sono difficili da accettare, ma le stronzate fanno subito presa e si diffondono peggio dell’influenza asiatica, ecco che, in brevissimo tempo, tutti si adeguano e non c’è programma TV che non vi saluti e vi accolga con “Ben trovati o Ben ritrovati“.

E’ lo stesso principio per il quale si è diffuso come un virus l’uso di “quant’altro, assolutamente sì, un attimino, sicuramente, etc…”, ma soprattutto quella specie di obbrobrio ed oltraggio alla lingua che è l’uso di “piuttosto che” in senso disgiuntivo, al posto di “e, o, oppure“. Dovrebbe essere considerato come reato, da  perseguire con sanzioni, multe salate e perfino la galera per i più recidivi; roba da metterli alla gogna nella pubblica piazza. Sembrano dettagli insignificanti, ma sono segnali della stupidità dilagante, del decadimento sociale, dell’ignoranza diffusa mascherata da cultura di massa. E la cosa più assurda è che ad usare questa nuova terminologia non sono le persone ignoranti che, grazie al cielo, continuano a parlare come mangiano: i cultori di questi obbrobri linguistici sono le classi elevate, intellettuali, giornalisti, scrittori, direttori vari, conduttori televisivi, l’élite.

Sta diventando davvero insopportabile sentire ogni giorno queste aberrazioni linguistiche, proprio perché vengono da personaggi che, per il ruolo pubblico ricoperto,  dovrebbero fungere da maestri, modelli da seguire.  Si dice che la televisione abbia unificato l’Italia anche nella lingua; ed è vero. Oggi, dopo aver favorito la diffusione della lingua italiana dalle Alpi a Lampedusa,  sta diventando la “cattiva maestra televisione“, come la chiamò Karl Popper, che non solo sta facendo dimenticare l’uso corretto della lingua, della grammatica e della sintassi, ma favorisce la diffusione degli errori più elementari ed insopportabili. Errori che non si facevano nemmeno alle scuole medie, come usare “Te” al posto del “Tu” in espressioni tipo “Come dici te…Te cosa ne pensi…). Eppure questo errore lo si sente spesso in Tv anche da parte di conduttori come Del Debbio (che, da toscano, lo usa regolarmente perché è tipico della parlata toscana) o come l’ex direttore del TG1 Gianni Riotta, o di quel grande divulgatore scientifico che pensa di essere Alessandro Cecchi Paone (l’ho sentito per puro caso proprio ieri sera, facendo zapping, mentre si rivolgeva ad un cane col Te al posto del Tu). Ma non divaghiamo, l’elenco delle scelleratezze linguistiche sarebbe lungo.

Ora, quando si sente questo nuovo modo di rivolgersi ad un ospite in studio, ad un inviato collegato in esterna, al pubblico a casa, viene spontaneo porsi una domanda. Ma salutare qualcuno con  “Ben ritrovato” significa che si era perso, smarrito, dimenticato o rinchiuso per sbaglio in qualche sgabuzzino degli studi televisivi e per fortuna è stato “ritrovato” magari dalle donne delle pulizie?  Significa che era dato per disperso nella foresta amazzonica o nell’Africa equatoriale e che dopo anni di lunghe e perigliose vicissitudini è stato finalmente “ritrovato” vivo fra gli indigeni? Ricorda l’episodio del ritrovamento del missionario esploratore David Livingstone che era dato per disperso in Africa. Si narra che quando il giornalista Henry  Morton Stanley finalmente lo trovò, dopo due anni di ricerche, lo abbia salutato con la frase diventata celebre: “Dr. Livingstone, I presume” Ecco, oggi invece che “Dr. Livinstone, suppongo“, un giornalista italiano direbbe “Ben ritrovato, Livingstone“. Ed avrebbe anche ragione se ci si rivolge a qualcuno che si sta cercando per mari e monti da anni. Ma non ha senso se ti rivolgi al pubblico a casa o ad un personaggio che staziona in permanenza negli studi televisivi che, quindi, non si è perso, non si era smarrito, non era dato per scomparso in Patagonia. In questo caso salutare con “Ben ritrovati” è da idioti.  Punto. Per essere coerenti, se quando si comincia una puntata si saluta il pubblico con “Ben ritrovati“, quando la puntata finisce si saluta con “Ben lasciati“?

Come se non bastasse, subito dopo la meteorina in divisa parte un faccia a faccia tra Emanuele Fiano e Matteo Salvini sul referendum. Credo che i personaggi pubblici, quelli che appaiono quotidianamente in televisione, dovrebbero possedere dei requisiti minimi anche di carattere estetico. Non capisco come uno con la faccia di Fiano possa presentarsi in pubblico. Mistero. Non si può cominciare la giornata con queste visioni inquietanti. Dopo l’orticaria della meteorina che saluta con “Ben ritrovati”, vedendo Fiano ti viene anche il mal di pancia e, sentendolo anche parlare con quella vocina nasale gne gne (e dire le sciocchezze che dice) ti viene anche un improvviso raffreddamento in zona pubica causato dal forte movimento rotatorio delle palle. E’ troppo, abbiate pietà. E ci fanno pure pagare il canone.

A proposito di facce vedi:

Le facce

Facce e facciacce

Trota al Carroccio

Madonne in TV, col trucco

Il trucco c’è (e si vede)

7 pensieri su “Ben ritrovati

  1. Giuseppe

    Buongiorno.
    Romano Amerio,filosofo,teologo e folologo erudito,nonché cattolico tradizionalista,pone al capitolo 1° del suo Iota Unum
    la seguènte definizione:"La determinatezza dei vocaboli è sanità del discorso."L’impareggiabile cattolico svizzero,superstite di una fedeltà che si è ormai svenduta ai Madianiti,luteranizzandosi,cosa direbbe in presenza di un Papa che ci saluta con un :buon pranzo,e non con un:sia lodato Gesù Cristo.
    Cecchi Paone?Chi era costui?Il fine erudito divulgatore che indicò in Galileo Galilei colui che,attraverso l’osservazione-sic- dimostrò la sfericità della terra?
    Purtroppo si trattasse solo di errori da matita blu commessi da intellettuali di regime.No siamo al plagio spudorato.Al copia incolla di"mostri sacri"della cultura egemone:Saviano,Corrado Augias,Umberto Galimberti etc.etc..

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    1. Giano

      Ciao Giuseppe. Sì, l’esempio viene proprio dall’alto. Saviano è quello che scrive “qual’è” con l’apostrofo. E quando gli si fa notare l’errore, invece che scusarsi (una distrazione può sempre succedere), ribatte che continuerà a scriverlo così. Oggi leggere un quotidiano o ascoltare la TV è una pena. C’è una sciatteria linguistica insopportabile. Una volta per andare in televisione era necessaria una perfetta conoscenza della lingua e della dizione. Oggi qualunque sciacquetta fa la conduttrice, purché sia di bella presenza e, meglio ancora, se mostra farfalline inguinali. E dire che basterebbe inserire una rubrichetta anche di un minuto al giorno, in coda al TG, per insegnare le regole della grammatica; non tanto per gli spettatori, quanto per i giornalisti. Quando anche su quotidiani prestigiosi come il Corriere leggo titoli come “Scontro tra treni”, è come un pugno nello stomaco. Mi chiedo se abbiano mai sentito vagamente parlare di cacofonia. Forse a quella lezione erano assenti. Oppure sono tutti diplomati col 6 politico sessantottino. Non è un caso che recentemente, constatata una diffusa ignoranza, diverse università italiane abbiano istituito corsi di lingua per le matricole. Non pretendo una perfetta conoscenza da chi scrive saltuariamente, ma la pretendo da chi dovrebbe conoscere la lingua perfettamente, è pagato profumatamente per scrivere e dovrebbe essere d’esempio ai lettori. Se sbaglia un bracciante non lo noto nemmeno, ma se il Corriere titola “Scontri tra treni” li metterei alla gogna. Coraggio e pazienza.

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  2. Giuseppe

    Una chiosa.Mi giunge in sottofondo l’audio del telegiornale.Non posso farne a meno.E’ l’unico programma che guarda mia madre,oltre all’eredità.Mi giunge una notizia,fra le tante facezie:Formula uno sotto shock.Rosberg lascia le corse.
    Bene.E’ per queste notizie shock che si paga il canone.Formula uno sotto shock.Ma per favore.

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    1. Giano

      Già, per loro tutto deve essere ingigantito, urlato, esagerato. Così si sprecano superlativi ed iperboli. Oggi sulla stampa c’era anche un’altra notizia sulla damigella renziana Maria Elena Boschi che è intervenuta alla prima dell’Otello al San Carlo di Napoli. Il titolo era “Boschi incanta Napoli”. Appunto. Buona serata.

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  3. Lentiacontatto

    Ciao, chiedo scusa se ti scrivo a distanza di qualche giorno questa mia. Sento la necessità di scusarmi con te Giano in quanto salutandoti ho usato l’espressione “Ben ritrovato”. Sfogliando le pagine del tuo blog, come sempre faccio (non mi stanco mai di leggere i tuoi post) ho visto appunto questo articolo. Ho capito che non ti piace, questo modo di salutare perciò ti chiedo ancora scusa.Spero tanto che tu possa perdonarmi. Ci sentiamo al prossimo commento, a presto.

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