The show must go on

Da Norcia a Loredana Lecciso, passando per Barbara D’Urso. Oggi pomeriggio Marcello Pera, a Tagadà, ha detto che la tragedia del terremoto ci fa riflettere sulla caducità della vita e ci ricorda quali siano le cose che contano veramente; e che, se lo ricordassimo più spesso, non ci sarebbe tanto egoismo ed aggressività. E bravo anche Pera. Comprendiamo il valore delle cose quando ci mancano. Certo, se lo capissimo prima sarebbe meglio. Mi sorprende che la gente faccia queste sagge riflessioni solo quando gli crolla addosso la casa. Eppure non c’è ragione alcuna perché non si possano fare anche in assenza di catastrofi.

Ieri, invece, in chiusura del TG5, dopo aver dato ampio spazio alle immagini del terremoto, il conduttore passa la linea a Barbara D’Urso per sentire l’anteprima del suo programma che sta per iniziare. Dice la D’Urso che lascerà aperte delle finestre per eventuali aggiornamenti, ma che lei, comunque, deve fare il suo programma di intrattenimento: “The show must go on”. Ed elenca alcuni ospiti e servizi “esclusivi”. La prima è Loredana Lecciso che svelerà, sempre in esclusiva, la verità sulla sua mancata partecipazione al matrimonio della figlia di Al Bano. Seguono altri nomi di ospiti, più o meno dello stesso “altissimo livello”. Giusto il tempo di cambiare canale. L’apparizione della D’Urso è sempre un mistero. In tempi in cui la tecnologia fa miracoli per offrirci una visione di alta definizione che consente di contare i peli della barba, lei appare sempre sfuocata, sbiadita da luci sparate sul volto, da filtri flou ed effetti speciali che la fanno apparire come una visione celeste. E’ un mistero mediatico che nessuno ancora ci ha svelato.

Si passa con disinvoltura dal mostrare la disperazione della gente che ha perso tutto e le terribili immagini di cumuli di macerie e intere città crollate, alla faccia improbabile della D’Urso che propone un angosciante dilemma: perché Loredana Lecciso non ha partecipato alle nozze della figlia di Al Bano? Ecco, credo che questo sia uno dei dilemmi più angoscianti per gli italiani. Ormai non  mi sorprendo più di niente; né delle considerazioni tardive di chi scopre il valore delle cose solo quando le perde, né dell’esistenza di una Barbara D’Urso e dei suoi scoop esclusivi.  Noi passiamo dalle tragedie alle frivolezze, dal riso al pianto, dal serio al faceto, dai filosofi ai saltimbanchi, con tale disinvoltura da lasciare molti dubbi sull’intelletto umano. Noi riflettiamo sui veri valori della vita solo quando rischiamo di perderla. Per il resto, i mass media riempiono le nostre giornate, e le nostre teste, di cianfrusaglie inutili, di pettegolezzi da cortile, del nulla travestito da informazione, intrattenimento e spettacolo. Così la gente si ritrova la testa ingombra di spazzatura e si illude di averla piena.

Ecco perché quando dobbiamo affrontare le calamità naturali, terremoti, uragani, guerre, o qualunque tragedia sconvolga la nostra vita e ci fa perdere tutto, mettendo a nudo la miseria umana, l’incertezza del futuro, la precarietà dei beni, l’impotenza dell’uomo di fronte alla natura, ci sentiamo  confusi, frastornati, persi. E ci rendiamo conto di aver dedicato tempo, energie ed attenzione a cose che ci sembravano importanti, ed invece erano completamente inutili. Ma lo comprendiamo solo in quelle circostanze, troppo tardi. Abbiamo riempito la nostra testolina di cianfrusaglie e non abbiamo lasciato posto per le cose che contano davvero. Così, quando di colpo perdiamo tutto ciò che conta,  ci rendiamo conto di quali siano i veri valori della vita e per un attimo diventiamo riflessivi, seri e saggi. Ma dura poco, giusto il tempo di cambiare canale. Nella mente svanisce l’immagine della basilica di San Benedetto a Norcia crollata ed appare la fatina mediatica, Barbara D’Urso, che è convinta che sia importante sapere perché Loredana Lecciso non sia andata al matrimonio della figlia di Al Bano. Che D’Urso ne sia convinta è normale; lei su questi pettegolezzi ci campa. Come ci campano tutti quelli che scrivono su riviste di gossip o conducono salotti televisivi che sfruttano queste idiozie che spacciano per informazione e intrattenimento. Meno normale è che lo creda anche la gente comune a casa. O almeno lo crede finché non succede un terremoto che ti riporta tragicamente alla realtà e ti fa capire la differenza tra il superfluo e l’essenziale, tra una città crollata e l’ologramma della D’Urso. “The show must go on“, specie se sei al sicuro in uno studio televisivo, invece che seduto sul cumulo di macerie della tua casa.

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