Morti a sorpresa

E’ morto Gian Luigi Rondi, critico cinematografico, ex direttore e presidente del festival cinematografico di Venezia, di quello di Roma, del premio David di Donatello, e chissà cos’altro.

L’ultima volta che mi è capitato di vederlo in Tv, anni fa, era ospite di Gigi Marzullo, in uno dei suoi programmi per chi soffre d’insonnia e, naturalmente, si parlava di cinema. Più che un essere vivente era un ectoplasma, sembrava quasi un miracolo che fosse ancora in circolazione. Ebbi il sospetto che per farlo stare dritto nella poltrona, fosse tenuto su con una qualche impalcatura invisibile. Mi ricordò Enzo Biagi (Vedi qui alcuni post su Enzo Biagi). Altri due personaggi di primo piano che sono sulla buona strada per emulare Biagi e Rondi e per la beatificazione in vita sono Eugenio Scalfari e Dario Fo. Sono quei personaggi che sono convinti del fatto che la loro presenza, ed i loro commenti, siano indispensabili per la sopravvivenza della specie umana che, in loro assenza, sia destinata alla completa estinzione. E ne sono tanto convinti che sono sempre lì, ovunque gli si conceda uno spazietto (in TV, sulla stampa, nei festival, convegni, dibattiti, premi, concorsi  e premiazioni), a sentenziare su tutto lo scibile umano. Allora la notizia, anzi la sorpresa, non è che Rondi sia morto, ma che fosse ancora vivo. Cinico? Sì, in questo mondo di pazzi essere cinici è l’unico modo per sopravvivere.

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