Pazzie al volo e terra terra

Li chiamano sport estremi. Dall’inizio dell’anno sono già sette le vittime del base jumping, tre in pochi giorni.

Pazzi volanti

Armin Schmieder, 28 anni, di Merano, è precipitato durante un volo con la tuta alare nel Canton Berna.(Terzo italiano morto da metà agosto): “Lo sportivo si è lanciato con la tuta alare dalla vetta dell’ «Alpschelehubel», montagna sopra Kandersteg nel Cantone di Berna non distante da dove il 18 agosto è morto Uli Emanuele. Anche Schmieder, come Emanuele, stava girando un video. Il 22 agosto era stata la volta dell’italo-norvegese Alezander Polli, schiantatosi contro un albero a 1.500 metri di quota sopra Chamonix. Il 13 giugno, nella stessa zona, era morto il 33enne padovano Dario Zanon.”.

Secondo la Gazzetta dello sport, a partire dal 1981 fino al 2014, le vittime del base jumper sarebbero 229 (Sport estremi, è strage di base jumper): ma gli stessi praticanti della disciplina assicurano che sono molti di più. Temo che oggi abbiano già superato i 250.  Una strage, ma lo chiamano sport. Ma buttarsi giù da una montagna, vestiti solo con una tuta larga, così, per “vedere l’effetto che fa”, non è sport, è idiozia pura. Ormai la gente sta impazzendo e non sa più come rovinarsi la vita; grazie anche alla responsabilità dei media che danno grande spazio e visibilità a queste imprese, sfruttandole come richiamo per attirare l’attenzione del pubblico e facendole diventare gratificanti attività sportive da emulare. Questo è il terzo incidente mortale in pochi giorni e dall’inizio dell’anno ne sono morti già 7 con queste tute alari. E’ uno sport? No, è follia pura, sono attività al limite del tentato suicidio.

Ma oggi si giustifica tutto, qualunque pazzia messa in atto da individui squinternati che, per sentirsi vivi, hanno bisogno di emozioni forti, la ricerca del brivido, dell’avventura, del pericolo; dell’adrenalina. Ah, l’adrenalina, è l’ingrediente base della dieta giovanile: mangiano pane e adrenalina. E’ come la droga, se gli manca vanno in crisi di astinenza.  Così in pochi giorni Schmieder, Uli e Polli (che doveva sapere che i polli non volano), si sono schiantati al suolo: sì, sono morti,  però sai che scarica di adrenalina! Mi dispiace, ma in questi casi non provo nessuna pietà. Al massimo comprensione per il dolore dei familiari. Ma non chiamateli sport estremi; chiamatela idiozia volante.

Mamme e figli

C’è un’altra forma di pazzia ormai dilagante. Quella dei genitori che dimenticano i figli in auto, spesso sotto il sole e con esiti tragici. Succede con sempre maggiore frequenza, tanto da far pensare che si tratti di una vera e propria nuova patologia psichica.

Dimenticata per ore in auto; muore bimba di 18 mesi“. La mamma dice che era sicura di averla portata all’asilo. Vi sembra normale? No, non lo è; è un sintomo di grave disturbo psichico. Questa notizia è del 27 luglio. Passa meno di un mese ed ecco un’altra “dimenticanza“: “Genitori dimenticano figlia di 3 anni in autogrill“. I genitori con un gruppo di amici si erano fermati nell’area di sosta per bere qualcosa. E sono ripartiti dimenticando  la bambina che è stata trovata sola ed in lacrime da un automobilista che ha avvertito la polizia. Solo dopo diverse ore i genitori si sono accorti dell’assenza della bambina. Normale? Certo che no. Casi isolati? No, ecco l’ultimissima di due giorni fa: “Va a giocare alle slot e lascia i figli piccoli in auto“. Sono solo gli ultimi episodi che si aggiungono ai tanti avvenuti in precedenza nel mpondo. Quando questi casi si ripetono con frequenza, come nel caso del base jumper, non si può parlare di casi isolati: sta diventando una vera e propria nuova forma di patologia. Sono i sintomi di quel disagio sociale (lo chiamano così per far sembrare meno grave la follia) che sta diventando una piaga dei tempi moderni: un argomento di cui parlo spesso, anche di recente a proposito dei casi di violenza sulle donne (Donne da macello). Eppure stranamente nessuno sembra farci caso. Passano come semplici notizie di cronaca, presto dimenticate.

Padri e figli

Ma non vorrei che si pensi che sono solo le mamme ad essere distratte. I padri non sembrano essere molto più affidabili.

Il pianto lo disturba, uccide la figlia di 4 mesi“. Questo ragazzo americano di Minneapolis, Cory Morris di 21 anni, guardava la Tv, ma il pianto della bambina di 4 mesi lo disturbava. Così, invece di prenderla in braccio, calmarla o accertare la causa del pianto (come hanno fatto le mamme per secoli), ha pensato bene di risolvere il problema con una scarica violenta di pugni, procurando la morte della piccola, il cui unico torto era quello di essere nata nella casa di un pazzo. Anche questo è un caso isolato? No, perché tanti casi “isolati” fanno la norma.

Figli e figli

Se i genitori stanno impazzendo, almeno i figli si salveranno, si dirà. E’ quello che si spera, perché i figli sono il nostro futuro e, come tutti i bambini di questo mondo, sono sempre calmi, buoni, tranquilli ed innocenti. O no?

No, sembrerebbe proprio di no, vista quest’altra notizietta di 20 giorni fa: “Bambina di 10 anni impiccata dal fratellino di 11, in Messico“. Non si conoscono i dettagli e le motivazioni, ma nell’articolo si fa riferimento, a dimostrazione del fatto che non sono casi isolati, alla morte di un altro bambino, Christopher di 6 anni, sempre in Messico, avvenuto l’anno scorso: il bambino fu legato, lapidato e finito a coltellate da parte di un gruppo di altri bambini. Già, anche i bambini oggi non sono più quelle tenere e innocenti creature di una volta. Sembrano  adulti in miniatura che fanno le prove di quello che faranno da grandi e fin da piccoli mostrano tutti i segni di quello che saranno da adulti. La cattiveria è la stessa. Ci sono persone che questa cattiveria, la malvagità d’animo, l’istinto aggressivo, le turbe mentali, se le portano dentro fin dalla nascita.

Come si vede, non bisogna andare a recuperare queste notizie allarmanti negli archivi stampa del secolo scorso. Sono tutte notizie recentissime. Ma siccome presto vengono coperte da altre notizie più recenti, passano inosservate: abbiamo sempre il morto ammazzato fresco di giornata che ci fa dimenticare i morti di ieri. O meglio, passa inosservata la relazione tra i fatti tragici. Eppure la relazione c’è, evidentissima. E’ quello che ripeto da anni. C’è qualcosa nell’aria che ci sta mandando in pappa il cervello. Sarà l’inquinamento, saranno gli additivi tossici degli alimenti, saranno mutazioni genetiche, sarà lo stress generato dal ritmo insostenibile della vita moderna, sarà l’influsso negativo della violenza diffusa  in dosi industriali attraverso tutti i media: da cinema, televisione, stampa, internet e videogiochi. O saranno tutte queste concause insieme che stanno modificando la funzionalità mentale. Il fatto è che il mondo sta impazzendo. E la dimostrazione è proprio il fatto che non se ne rende conto (Vedi “Lo smog fa male al cervello“).

Vedi: “Cara sorellina ti ammazzo, per gioco” (2007) Chi continua a negare l’influenza negativa e la responsabilità dei media e dei videogiochi nell’accrescere aggressività e violenza è un idiota. E se non è un idiota, come dice Popper, è un imbroglione. Ma Popper è troppo buono: non sono imbroglioni, sono criminali.

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