Cose da pazzi

Il mondo sta impazzendo, ma non se ne rende conto: proprio perché è impazzito.

Ormai queste notizie sono così frequenti che non ci si meraviglia più. E’ lungo l’elenco di bambini lasciati in auto sotto il sole (spesso con conseguenze tragiche), o dimenticati all’autogrill, oppure lasciati soli in auto per andare a fare la spesa, al lavoro, a giocare alle slot machines,  per andare in discoteca, o per i motivi più assurdi. Questa di oggi è solo una delle vittime dell’incoscienza di genitori distratti: “Dimenticata per ore in auto: muore bimba di 18 mesi“. E purtroppo non sarà l’ultima; sta diventando “normale” dimenticare bambini di pochi mesi in auto, come oggetti qualunque di poco conto, come ombrelli. Solo qualche decennio fa non sarebbe successo; impensabile. Non perché non ci fossero auto, bambini, autogrill, discoteche o slot machines, ma perché non c’erano mamme fuori di testa. Oppure, se qualcuna c’era, finiva  in manicomio, prima di Basaglia, invece che in libera uscita. Poi hanno chiuso anche i manicomi e tutti i pazzi sono liberi di circolare. Ma questa è un’altra storia di “buonismo” fatale. Una volta nessuna mamma si dimenticava dei figli, li aveva sempre, costantemente,  sotto controllo, non li perdeva un attimo di vista; era la loro prima preoccupazione. Non si sognavano, specie se molto piccoli, di lasciarli andare da soli in riva al mare, o di lasciarli soli in piscina o, com’è successo di recente a Disneyland, di lasciarli soli in riva ad una laguna infestata da coccodrilli. Non succedeva.

Oggi la gente è distratta da mille motivi, dai media, dalla TV, dalla pubblicità, dalle mille incombenze quotidiane, da mutui da pagare, bollette, lavoro che non c’è, affetti, famiglie allargate, divorzi, amanti, palestre, diete, prova costume, TG, politica, bond, referendum, immigrati, banche fallite, lavoro precario, Fornero, la pensione come un miraggio. E quando potrebbero rilassarsi riescono a complicarsi la vita con lo sguardo e la mente sempre occupati a seguire i social, Facebook, Twitter, inviare e ricevere sms, vivere una seconda vita parallela, una vita virtuale. E così, distratti da tante sciocchezze, ci si dimentica delle cose importanti; perché anche la nostra mente ha dei limiti e quando la carichiamo eccessivamente va in tilt. Ma stranamente nessuno sembra rendersene conto. Una volta i figli erano la cosa più importante per i genitori. Ricordiamo tutti la celebra frase di Cornelia, la mamma dei Gracchi, indicando i figli: “Questi sono i miei gioielli“. Oggi i figli non sono la cosa più preziosa per i genitori, non sono  più gioielli, sono  bigiotteria scadente da bancarella, sono come buste della spesa, si dimenticano nel bagagliaio. Lo dico da anni e lo ripeto: la gente sta impazzendo, ma non se ne rende conto.

Papa Bergoglio è a Cracovia. E naturalmente non perde occasione per deliziarci con le sue dichiarazioni. Purtroppo più parla e più sciocchezze dice. L’unica soluzione sarebbe che tacesse. Da quando si è insediato a San Pietro non ne ha detta una giusta; fin dall’inizio, a partire dalla sua frase sui gay “Chi sono io per giudicare?”. Le sue dichiarazioni sono una serie di strampalate affermazioni, spesso contradditorie, senza capo né coda, né fondamento; roba da meditazione settimanale delle “pie donne” al circolo parrocchiale. Comincio ad avere seri dubbi anche sulla sua competenza teologica e, di conseguenza, sulla sua autorevolezza come guida spirituale della Chiesa. Fa gli stessi ragionamenti ed usa le stesse argomentazioni banali e prive di fondamento che avrebbe fatto la vecchia Perpetua di Don Abbondio. Mi ricorda “La professione di fede del vicario savoiardo” di J.J.  Rousseau. Solo che quel vicario cercava di spiegare la fede in Dio semplicemente perché lo sentiva con il cuore; e ciò gli bastava. Nella sua semplicità era molto più sincero di Bergoglio: il che è tutto dire.

Fra le tante sciocchezze papali, le più frequenti e più discutibili, che suscitano polemiche, critiche e stanno provocando l’allontanamento dei fedeli dalla Chiesa,  sono quelle relative al rapporto con i musulmani (“Sono nostri fratelli“, dice), il terrorismo islamico (condanna il terrorismo, ma non cita mai l’islam, nemmeno oggi che hanno ammazzato un prete in chiesa in nome di Allah), all’accoglienza degli immigrati e il dovere di aprire le porte a tutti, buoni e cattivi (tanto paghiamo noi, mica lui). Si potrebbe proseguire a lungo con le sue dichiarazioni che lasciano sempre più perplessi. La sua visione del mondo è un miscuglio di Vangelo e Manifesto del partito comunista. Più che la guida spirituale della Chiesa sembra un sindacalista sessantottino o un seguace di Fidel Castro; magari ha nella stanza il manifesto di Che Guevara.  Ma quando glielo fanno notare e gli rimproverano una eccessiva attenzione ai problemi del lavoro, dei poveri, delle disuguaglianze sociali, dei diritti dei lavoratori, dice che non è marxismo, è Vangelo. Peccato che molti, compresi studiosi e teologi, non siano proprio d’accordo.

Oggi, per esempio, dice che il mondo è in guerra. Questo lo abbiamo capito anche noi e già da parecchio tempo. E’ il fanatismo islamico che ha dichiarato il jihad, la guerra santa al mondo occidentale, agli infedeli. Dice Bergoglio che bisogna difendersi, ma “non con le bombe” (parole sue). E come Santità?  Porgendo l’altra guancia? Amando il prossimo come se stessi? Perdonando chi ci offende e ci minaccia di morte? Accogliendo in casa i potenziali terroristi? Oppure cercando di non dare troppo peso alle minacce, giusto per non alimentare la paura? Anche il presidente Mattarella oggi, a proposito degli attentati terroristici, ha detto: “Dobbiamo impedire che la paura ci vinca, non possiamo consentire che il nostro Paese e l’Europa entrino nell’età dell’ansia.”.

Ecco, il vero pericolo non è il terrorismo, non sono le bombe che rischiamo di trovarci sotto il culo. No, il pericolo è “l’ansia“. Non dobbiamo cedere all’ansia: magari  ci sgozzano come agnelli sacrificali, ci bucherellano con i kalashnikov, ci spiaccicano sull’asfalto con un Tir da 20 tonnellate, o ci fanno a brandelli con le bombe, ma non dobbiamo aver paura, non dobbiamo cedere all’ansia: crepiamo, ma crepiamo sereni. Enrico Mentana ieri diceva (anticipando Mattarella) che c’è gente che pensa di combattere il terrorismo con il Prozac. Ottima soluzione. Ci penseranno le Asl a distribuire gratuitamente ai cittadini tonnellate di Prozac per combattere l’ansia e la depressione. Begoglio vuole combattere il terrorismo, ma non con le armi, Mattarella, invece che preoccuparsi per il pericolo del terrorismo,  è preoccupato che non ci venga l’ansia. Ma c’è qualcuno in circolazione che sembri normale? Non dico che lo sia, ma almeno che lo sembri.

E così anche oggi Bergoglio ha detto la sua. Ammazzano la gente al grido di “Allah Akbar”, ma il Papa dice che la religione non c’entra. Sgozzano un prete in chiesa mentre celebra la messa, ma Bergoglio dice che la religione non c’entra. A Dacca in Bangladesh, hanno fatto una strage, però salvavano quelli che conoscevano il Corano; ma il Papa dice che la religione non c’entra. In tutti gli attentati messi in atto degli ultimi tempi, sia da singoli o da gruppi di terroristi, il loro grido di battaglia con il quale accompagnano le stragi è sempre lo stesso “Allah Akbar“, ma il Papa dice che la religione non c’entra. “E il Papa è un uomo d’onore…”, direbbe Marco Antonio. Comincio a pensare che il Papa o ci è o ci fa; oppure quello che non c’entra con la religione è proprio lui, il Papa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...