Bambini al sole

Il sole ha effetti benefici sul nostro corpo, ma bisogna stare attenti a non esagerare; altrimenti sono guai seri. Ecco due notiziette che confermano i pericoli di una lunga esposizione alla luce ed al calore solare. Ma purtroppo non parliamo di prendere il sole su una spiaggia o proteggersi con le creme solari.  Sono notizie tragiche. Una è di oggi, l’altra di due giorni fa. E sono solo le ultime di una lunga serie di notizie simili concluse in tragedia. In verità, più che con gli effetti del sole, hanno a che vedere con la stupidità e la follia umana.

La prima, di mercoledì 22 giugno: “Tragedia in Israele“. Il solito padre distratto, a Beer Sheva, in pieno deserto del Neghev (dove le temperature raggiungono normalmente i 40°), lascia in auto i bambini, uno di 3 anni, l’altro di appena 18 mesi e va a scuola ad insegnare. Ultimamente c’è troppa gente distratta. Scordarsi in auto l’ombrello è un conto, scordarsi un bambino di 18 mesi sotto il sole è segno di follia pura. Il mondo sta impazzendo, ma non se ne rende conto. Tutti si preoccupano della salute del pianeta, di salvare il panda e le foreste, ma nessuno si preoccupa della salute mentale degli abitanti del pianeta. Errore tragico. E le notizie di questa follia dilagante le troviamo ogni giorno nella cronaca; sono quelle notizie che fanno scalpore per un giorno, ma poi vengono presto dimenticate e sostituite con le ultime follie di giornata. Così la gente non si rende conto di un fenomeno preoccupante che meriterebbe ben maggiore attenzione.

Seconda notizia, di oggi: “Scorda la figlia in auto sotto il sole“. Questa volta il padre distratto è a Melissa, Texas. Lascia in auto la bambina di 6 mesi e quando, dopo ore, si ricorda della piccola, torna e la trova esanime: forse era ancora viva e si poteva ancora salvare. E cosa fa? Come si rianima una bambina moribonda per il caldo? Ovvio, con la “terapia d’urto“: la mette in frigorifero. Vi sembra che questa sia gente normale? Ecco l’ennesima conferma di quello che ripeto da anni; la gente sta impazzendo, ma non se ne rende conto. Qualcuno pensa che sia una battuta, ma non lo è. Solo qualche decennio fa, una persona che avesse fatto una cosa simile sarebbe finito in manicomio. Non da noi, perché grazie alla legge Basaglia abbiamo chiuso i manicomi col risultato che i matti sono tutti in libera circolazione.

Oggi, però, lasciare una bambina di 6 mesi in auto per delle ore sembra quasi normale; semplice dimenticanza momentanea. Succede, no? I casi simili ormai sono quasi all’ordine del giorno. Padri e madri che lasciano i bambini, spesso di pochi mesi, in auto sotto il sole e vanno al lavoro o a fare la spesa, o vanno a giocare al Bingo o alle slot machine, oppure a ballare o in palestra. E ancora genitori che dimenticano i bambini all’autogrill e se ne ricordano solo  quando arrivano a casa o li lasciano andare da soli nel bosco. Oppure, è notizia recente, lasciano un bambino di 2 anni a passeggio da solo ai bordi di una laguna infestata da coccodrilli con questo risultato: “Florida, bimbo trascinato via e ucciso da alligatore vicino a Disney World“. Abbiamo letto di tutto in questi anni. E’ normale? No, è segno di follia in forma epidemica.

Questa follia non si manifesta solo in questi casi di abbandono dei bambini. E’ un fenomeno che possiamo riscontrare  in tutte le manifestazioni di vita sociale. Vi sembra, giusto per fare un esempio pratico, che nel mondo della politica o dello spettacolo (specie in televisione) circoli gente proprio normale normale? Ho molti dubbi. Solo che non ci facciamo caso e quelli che sono segni inequivocabili di follia incipiente li scambiamo per bizzarrie, simpatiche curiosità o normali comportamenti umani. Ma non lo sono; sono qualcosa di  ben  più pericoloso. E’ in atto un’alterazione delle facoltà mentali degli esseri umani; ma è un processo lento e progressivo, quindi il fenomeno non viene percepito. Le cause sono varie, l’inquinamento del pianeta, i veleni che assorbiamo quotidianamente attraverso l’aria, l’acqua, gli alimenti adulterati o trattati con additivi dannosi, lo stress esistenziale, l’eccessivo carico di informazioni, la tecnologia,  sempre più avanzata ed in continuo aggiornamento, alla  quale non riusciamo a stare appresso e che crea inconsciamente stati ansiosi e senso di inadeguatezza perché cambiano continuamenti i riferimenti della vita quotidiana nel lavoro, nella famiglia e perfino nelle relazioni sociali.  Questo eccessivo carico di stimoli esterni, unito ai danni causati da fattori ambientali nocivi,  giorno per giorno, lentamente, in maniera quasi impercettibile, altera la struttura cerebrale e ne compromette le facoltà. Il risultato è che, senza che ce ne rendiamo conto, stiamo impazzendo. Punto.

Vi sembra che stia esagerando? Allora leggete questo articolo apparso giusto un anno fa sul Corriere: “Lo smog fa male al cervello“.

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