Gli italiani sono scemi

Alla RAI sono convinti che gli italiani siano propri deficienti. Altrimenti non farebbero certi programmi. Domenica scorsa, dopo il TG1 di regime, parte il programma di Massimo Giletti. Dice che, in sostituzione dell’Arena,  parte una nuova serie che continuerà fino a luglio: “Una domenica da leoni”. Giletti, per il suo bene, ed anche per il nostro, farebbe meglio a riposarsi, rilassarsi e scomparire dal video per qualche mese, per un anno o anche un decennio (pazienza, cercheremmo di sopravvivere), tanto per consentire anche a noi di riprenderci dallo stress della vista domenicale di quell’angosciante spettacolo di disgrazie e scandali nazionali e pistolotti moralistici di finti bravi ragazzi dall’indignazione facile e l’ipocrisia in dotazione di serie. Ne guadagnerebbe l’umore e la digestione. Invece no. Questi personaggi televisivi sono talmente presuntuosi, narcisisti e pieni di sé, che sono convinti che la gente non possa vivere senza la loro presenza. Ecco perché sono sempre lì su qualche canale; si sacrificano per il nostro bene (e ci campano).

La televisione è talmente presente nella nostra vita, che ne fa parte integrante, come tutti i mezzi, apparecchi, elettrodomestici e strumenti di uso quotidiano ai quali ormai è impossibile rinunciare. Ma è molto più pericolosa di un frigorifero, di un forno a microonde, di un tostapane o un frullatore. Questi li usi, li spegni e sono innocui. La televisione no, è sempre presente, anche quando non vuoi, perché la gente ne parla al lavoro, a casa, al mercato, a passeggio, al mare, dalla parrucchiera,  e discute dei programmi, dei conduttori, degli ospiti, delle litigate; i nostri discorsi quotidiani sono pieni di riferimenti televisivi a base di citazioni, battute, opinioni, fiction, reality, talent, cuochi e ricette, cani commissari, preti investigatori, diete e chiacchiere da cortile; linea alla regia, pubblicità.  La televisione si è impossessata della nostra vita e ne determina in buona parte lo svolgimento, le relazioni personali, i rapporti sociali, i gusti ed i consumi. E non sempre questa influenza è positiva; anzi, molto spesso è negativa e genera gravi danni a livello psichico: ci rovina l’esistenza.

Saranno, dice Giletti, delle puntate dedicate ai “grandi personaggi dello spettacolo”, dei veri e propri “numeri uno”. E chi è il primo “Leone” della serie? Per aiutarci a capire chi sia il primo di questi “numeri uno”, cita alcune sue frasi celebri, dando quasi per scontato che tutti sappiano riconoscerla. “Se dico “Crederci sempre, arrendersi mai…A chi tocca non se ‘ngrugna… Guardatevi le spalle”, è chiaro, dice, che stiamo parlando di una grande donna che domina la televisione. Et voilà, il primo leone è una leonessa: Simona Ventura (è lei quella nella foto a lato, al naturale, senza il quintale di trucco e gli effetti speciali). Sul valore letterario e filosofico delle sue affermazioni, che secondo Giletti sarebbero delle frasi famose, stendiamo un velo pietoso. Certo che una frase come “A chi tocca non se ‘ngrugna ( o s’engrugna?) resterà nella storia del pensiero umano. Non siamo proprio a livello del “So di non sapere” socratico, ma poco ci manca. No? E qui, inevitabilmente, scappa da ridere; se il livello dei personaggi è quello della Ventura, chissà cosa ci aspetta nelle prossime puntate; magari Fabio Volo, Valeria Marini, Platinette, Al Bano (quello c’è sempre, come il prezzemolo), Maria De Filippi, Mara Venier, Malgioglio, e chissà quali altri autorevoli personaggi che danno lustro e prestigio all’Italia.

La cosa ridicola è che questa gente, che per grazia ricevuta campa benissimo a spese nostre facendo televisione (e fingendo che questo sia un lavoro), è davvero convinta di fare qualcosa di speciale, importante, altamente meritorio ed essenziale per la comunità umana. Così hanno messo su una specie di compagnia di giro di attori, cantanti, conduttori, opinionisti, comici, saltimbanchi, giullari e buffoni di corte, che di mestiere fanno “televisione”, quella specie di grande discarica di rifiuti indifferenziati che scambiano per informazione, intrattenimento, spettacolo. Così possiamo anche fare zapping disperatamente e cambiare cento canali, ma, salvo pochissime eccezioni, cambia solo l’inquadratura, il cassonetto, il tipo di contenuto; ma  sempre spazzatura è, stessa discarica.  Ma fanno finta che sia spettacolo, si invitano e si ospitano a vicenda nei rispettivi programmi, si scambiano elogi e complimenti, che poi vengono ricambiati alla prima occasione, si attribuiscono meriti, premi e riconoscimenti, si autoesaltano e ci credono pure; insomma, se la suonano e se la cantano. Ed i telespettatori fanno come le stelle; stanno a guardare.

Ovviamente ci saranno, immancabili, gli “opinionisti” in studio che ci delizieranno con le loro profonde riflessioni. L’opinionista è una nuova figura professionale, nata negli studi televisivi, che ormai è indispensabile in qualunque talk show, non se ne può fare a meno. Per fortuna fare l’opinionista è abbastanza facile, tutti possono farlo, e infatti tutti lo fanno: preti, cuochi, giornalisti, comici e attori in cerca di scritture, aspiranti show girl e show girl in disarmo; basta occupare una poltrona ed intervenire a proposito o a sproposito, su qualunque argomento in discussione. E’ chiaro che tutti possono farlo, anche lo scemo del villaggio. Infatti di scemi e di scemenze in TV se ne vedono a quintali; l’unico dubbio è se vengano da un villaggio, dall’alta montagna, da una periferia urbana o dalla “Val Brembana“, come disse il vigile milanese a Totò e Peppino; ma le differenze sono quasi irrilevanti. In realtà, però, gli opinionisti di successo sono una categoria ristretta di pochi privilegiati che, proprio grazie alle loro particolari capacità e competenza (e le conoscenze giuste, che fanno sempre comodo e aiutano), saltano con disinvoltura da una rete all’altra. Infatti le facce che vedete più spesso in questi programmi sono sempre le stesse, e parlano di tutto; dalla politica allo sport, dall’arte alla psicologia, dalle diete al riscaldamento globale, dal buco nell’ozono alla musica dodecafonica. Parlano di tutto. Le facce sono le stesse, cambiano le stronzate.

E chi sono gli autorevoli opinionisti della puntata? Il primo è Alfonso Signorini, direttore di Chi, rivista gossipara che pubblica pettegolezzi da lavandaie spacciandole per notizie. Le altre due sono personaggi dalla “grande vivacità intellettuale”, come le definisce Giletti: Alba Parietti e Vladimir Luxuria. Altra risatina amara di sconforto. Se queste rappresentano la grande vivacità intellettuale, figuriamoci a che livello sono gli idioti. Mi sa che siamo messi male, molto male. Un’idea di cosa abbiano di “vivace” ce l’ho, ma non è propriamente una vivacità di tipo intellettuale; diciamo che  si trova, più o meno, a metà strada fra la testa ed i piedi. Ma non si può dire (autocensura). E di cosa si parla? Si parla del perché e del per come Simona Ventura abbia partecipato al reality “L’isola dei famosi”. Ragazzi, questi sono gli argomenti del giorno, i grandi problemi che angosciano gli italiani; sapere perché Simona Ventura ha partecipato ad un reality. Un pollaio di oche e galline starnazzanti sarebbe più interessante.

Ora, a parte cambiare canale subito, restano nella mente delle domande. E’ pensabile e giustificabile che personaggi come Parietti e Luxuria (ma l’elenco degli “opinionisti” dalle opinioni opinabili sarebbe molto lungo) siano ospiti fissi in televisione, come autorevoli e serie rappresentanti del pensiero umano, e ricevano un compenso (pagato dai cittadini) per esprimere il loro autorevolissimo punto di vista sulle cause della partecipazione di Simona Ventura all’Isola dei famosi? E’ accettabile che si presenti Simona Ventura (uno dei tanti personaggi dello spettacolo convinti di aver fatto la storia d’Italia) come un personaggio importantissimo, di quelli che lasciano il segno nella società, un “numero uno“, e ci si faccia sopra un programma per spiegare le ragioni della sua partecipazione ad un reality (che già i reality in sé sono un’espressione aberrante della demenzialità mediatica)? E’ possibile che  un transessuale ambiguo e patetico come Luxuria sia tutti i giorni in qualche canale televisivo, come opinionista, concorrente o giudice di giochi giochini, reality e talent,  e venga presentato e trattato come personaggio di successo, quindi magari da prendere come modello e da imitare? Non sono un esperto, ma suppongo che debba esserci (e se non c’è bisognerebbe inventarla) qualche legge, una norma, un codicillo, un comma,  che si possa usare per mettere sotto inchiesta chi fa quest’uso spregiudicato della televisione, al limite del codice penale.

Alba Parietti, a dimostrazione e conferma delle sue doti poliedriche, dalla grande “vivacità intellettuale” e del multiforme ingegno,  dopo aver discettato delle peripezie finto-naufraga della Ventura su RAI1, il mercoledì successivo era in studio a La Gabbia, su La7, a discutere con grande autorevolezza e competenza, di politica e del risultato elettorale. Ma immagino che abbia partecipato anche ad altri programmi. Difficile che passi un giorno senza che la si veda ospite in qualche salotto TV. Ma se Parietti ha davvero questa vasta conoscenza enciclopedica che le permette di discutere indifferentemente di spettacolo, politica, sport, arte, letteratura, cinema, musica pop, canto gregoriano, Picasso e il periodo rosa, il bosone di Higgs, buchi neri e fisica quantistica, etc. non è sprecata a fare l’opinionista con Giletti o nei talk show televisivi? Mandatela al Cern di Ginevra, al MIT di Boston, alla Silicon Valley, oppure datele un incarico importante alla Treccani o all’Enciclopedia britannica. No? Ma la domanda cruciale è questa: alla RAI pensano davvero che gli italiani siano così scemi da potergli propinare queste demenzialità spacciandole per intrattenimento? Sì, evidentemente sì, lo pensano davvero; altrimenti, se non lo pensassero ed avessero un minimo di rispetto per i telespettatori, non li farebbero.

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4 pensieri su “Gli italiani sono scemi

  1. Lentiacontatto

    Carissimo Giano buongiorno, spero sia veramente un bel giorno per te.
    Ti ringrazio per la tua risposta,arrivata un pochino in ritardo rispetto alle altre volte.
    Ti confesso , ero molto preoccupata ma ora sono molto felice ed è tutto a posto.
    Mi devi un coffe. Bisogna capire però il modo in cui farmelo pervenire. Fai in questo modo : vai a google, scegli una foto con una piccola colazione cosi composta: un piccolo vassoio d’argento, una tazzina in limoges con dentro un cappuccino con disegnato un cuoricino,e un fiore( amo le rose) e per finire un piccolo biglietto.
    (scrivi quello che ti viene in mente) al prossimo post lo invii . Grazie in anticipo.
    Giano, ti chiedo scusa per quanto ho scritto, dai perdonami
    Grazie ancora ciao.

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  2. Lentiacontatto

    Grazie del gentile omaggio, molto gradito. Bello fare colazione in questo modo, un sogno. Anche una colazione in cucina, o rare volte a letto mi basta. La cosa importante per me è il pensiero, se poi si accompagna con un biglietto e un fiore ancora meglio. Ciao a presto.
    Dina

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