Giustizia creativa

Siamo un popolo di santi, poeti e navigatori. Da noi niente è normale; tutte le espressioni della nostra vita sociale sono permeate di quel genio  italico che tutti ci invidiano e che ci fa unici nel mondo. Anche la giustizia non è normale: è fantasiosa, estrosa, creativa.  Ecco due esempi presi dalla cronaca di oggi.

Incompatibilità carceraria

Igor Diana è quel bravo ragazzo di origine russa, adottato da una coppia di Settimo San Pietro, in provincia di Cagliari, che un bel giorno, tanto per ringraziare i genitori adottivi, li ammazza entrambi a colpi di mazza da baseball e coltellate (Coniugi uccisi a Cagliari). Quando poi, dopo una breve fuga, viene fermato ed arrestato, confessa il crimine  e dichiara candidamente: “Non so perché l’ho fatto“. Ecco uno dei casi che dimostrano che la gente sta impazzendo. Lo ripeto ormai da molti anni; non è chiaro il perché e quali siano le cause scatenanti, anche se qualche sospetto ce l’ho e l’ho anche espresso in passato, ma che sia in atto una grave alterazione delle facoltà mentali è ormai certo.  Bene, davanti ad un duplice omicidio, ci si aspetterebbe una punizione esemplare; il massimo della pena. Invece, siccome siamo un popolo creativo, ecco che gli avvocati della difesa chiedono misure più adatte al loro assistito, da scontare ai domiciliari (Igor Diana: chiesti i domiciliari), perché sarebbe “affetto da patologie incompatibili con la vita in carcere“. Da un po’ di tempo è comparsa questa nuova patologia: Incompatibilità  con il carcere. Beh, certo, in una deliziosa villetta con vista mare e prato verde intorno si sta meglio che in galera: è più rilassante.

Truffatori assolti, truffati colpevoli

Questa, invece, è in pieno stile “nuova giustizia creativa“. Ormai gli ambulanti marocchini o senegalesi invadono città, piazze, parcheggi e spiagge d’Italia proponendo cianfrusaglie ed oggetti taroccati, i “falsi originali” firmati. Oppure fanno il doppio lavoro, venditori di cianfrusaglie e  parcheggiatori abusivi nei parcheggi cittadini, nei centri commerciali, ospedali, cimiteri e, per questo servizio non richiesto, vi chiedono l’obolo. E guai a negarglielo perché minacciano di danneggiarvi l’auto; cosa che è estorsione, quindi reato. Ma nessuno li disturba, perché dobbiamo essere accoglienti, comprensivi e tolleranti. E poi, dicono gli stessi tutori dell’ordine, se non fanno gli ambulanti abusivi vanno a rubare. Quindi è meglio rassegnarsi, comprare accendini, fazzolettini, calzini (anche se ne avete il cofano pieno), oppure dargli subito 2 euro tanto per toglierseli di torno.

Ma se vi capita di acquistare qualcosa che spacciano per originale, e poi scoprite che è falso, state ben attenti a non lamentarvi. Altrimenti non solo non puniscono i venditori abusivi di falsi, ma rischiate anche di essere voi sul banco degli imputati; magari per acquisto incauto. E quello che è successo a chi ha scoperto di aver acquistato dei Rolex falsi da un senegalese, Diam Alioune, già assolto in passato dall’accusa di ricettazione e vendita di prodotti contraffatti: “Senegalese vende Rolex falsi. Il giudice lo assolve: “Colpa di chi si fa truffare“. Ora, si potrebbe anche essere d’accordo sul fatto che ci vuole una buona dose di ingenuità, per non dire di peggio, per acquistare un Rolex per qualche decina di euro in spiaggia da un senegalese, e pensare che sia originale. Ma la cosa paradossale è che stiamo arrivando all’assurdo che, invece che condannare chi truffa, condanniamo i truffati, gli ingenui che ci cascano. Anche questo è un buon esempio di giustizia creativa.

Ma non fidatevi, non provate a farlo anche voi, Questi criteri si applicano solo agli stranieri. Se provate voi a vendere prodotti falsi finite in galera. Se provate a vendere in strada qualche cassetta di frutta o verdura senza regolare licenza, vi beccate multe da migliaia di euro. Se chiedete soldi a qualcuno minacciandolo che se non ve li dà, gli rovinate l’auto, vi denunciano per estorsione e minacce.  Se avete un bar e regalate un gelato a vostro nipotino senza fare lo scontrino, sono multe salate, e se la cosa si ripete vi chiudono l’esercizio per giorni. Insomma, la nostra giustizia è molto creativa ed anche molto comprensiva nei confronti di truffatori, furfanti, estorsori, ricettatori e ambulanti abusivi: purché siano stranieri.

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