Misteri d’Egitto

La morte di Giulio Regeni continua ad essere in primo piano su stampa, televisione, internet. Sono due mesi che il caso è sempre all’attenzione dei media. Si sono mosse le diplomazie di Italia, Egitto ed USA (gli americani c’entrano sempre, chissà perché), i servizi segreti, la magistratura.  Se ne sono occupati il premier Matteo Renzi, il ministro degli esteri Paolo Gentiloni e perfino il presidente Mattarella; oltre, naturalmente, al solito contorno di  opinionisti, fiaccolate, bandiere, cartelli, associazioni, da Amnesty international ad Articolo 21; tutti chiedono a gran voce di conoscere la verità sulla morte del ragazzo. Come se non bastasse, ieri i genitori hanno tenuto  una conferenza stampa al Senato (Video). Presente anche Luigi Manconi, presidente della Commissione per i diritti umani, il quale ha  accusato l’Egitto di rispondere solo con menzogne e oscenità ed ha chiesto che, in assenza di risposte da parte dell’Egitto, il governo richiami l’ambasciatore. 

Dicono che il ragazzo si trovasse in Egitto come “ricercatore”. Già, oggi ci sono in giro più ricercatori che idraulici; è l’evoluzione, il progresso. Nessuno fa più mestieri normali. Fare il ricercatore è una delle occupazioni più ambite dai giovani. Meglio se si va a ricercare all’estero; pare che in località esotiche la ricerca venga molto meglio. Cosa ricerchino, poi, è del tutto secondario. In molti casi vanno a ricercare la maniera di cacciarsi nei guai. E molto spesso ci riescono. La cosa curiosa, però, è che per questo ragazzo ammazzato in Egitto si muovono governanti, diplomazie, associazioni. Ho la sensazione che finisca come il caso Giuliani; magari gli dedicano una sala della Camera o del senato e qualche familiare finisce in Parlamento. Allora viene spontaneo chiedersi perché in altri casi non c’è questa attenzione mediatica ed istituzionale. Di recente la cronaca ha riferito di altri due tecnici italiani ammazzati in Libia, Fausto Piano e Salvatore Failla (Uccisi due italiani). E di altri due italiani, Claudio e Massimiliano Chiarelli,  ammazzati nello Zimbabwe (Safari e lavapiedi). Ma nessuno ne parla; argomento chiuso. Regeni vale da solo più degli altri quattro morti? E perché? Ci sono morti di prima scelta, di seconda, e morti di scarto? Perché una volta per tutte non ci spiegano la diversità di trattamento riservata ai morti.

Perché solo su Giulio Regeni tutto questo clamore mediatico? Se lo chiede anche Peter Gomez, il direttore del Fatto quotidiano.it, uno che non può essere accusato di essere prevenuto o di essere schierato  per qualche ragione. Eppure in un articolo molto chiaro, dice che sarebbe ora di smetterla di chiedere di conoscere una verità che non conosciamo e non conosceremo mai; anche perché troppi interessi economici ci legano all’Egitto e non possiamo permetterci di mettere a rischio accordi fondamentali per la nostra economia e per le nostre aziende (Giulio Regeni, una verità che l’Italia non può permettersi).

Ma i nostri tenaci esponenti del governo non demordono. Anzi, anche a seguito della precisa richiesta dei genitori di Giulio e di Luigi Manconi, rinnovano l’impegno a fare di tutto per scoprire la verità. E se non riceveranno risposte adeguate arrivano anche a minacciare chissà quali rappresaglie. Lo dice oggi il ministro degli esteri Paolo Gentiloni, uno molto sveglio che si fa notare per la grinta, il piglio deciso, l’intraprendenza. Quando lo si vede in TV, con l’aria costantemente assonnata, si ha un dubbio:  non è chiaro se è appena caduto dal letto e quindi non è ancora molto sveglio, oppure se è in piedi da tre giorni e quindi casca dal sonno. Il fatto è che dorme in piedi, come i cavalli. Ecco, questo ministro oggi chiede con forza all’Egitto di conoscere la verità: altrimenti, dice, “siamo pronti a trarre le conseguenze“. Brrr, che paura. Immagino che dopo queste dichiarazioni, gli egiziani se la stiano facendo sotto; con un tizio come Gentiloni, se si incazza, c’è da aver paura. No? Che vorrà dire? Dichiariamo guerra all’Egitto? Mandiamo una squadra di guastatori e nottetempo gli smontiamo le piramidi e gliele lasciamo sparse per Giza?  Mah, misteri d’Egitto.

Non tutti i morti sono uguali. Vedi…

Funerali di Stato (2015)

Quanto vale la vita umana? (2004)

Morti di prima, morti di seconda e scarti di obitorio (2004)

Morti di prima, morti di seconda, morti di scarto ( 2006)

Hiroshima mon amour (2007)

Morti che non fanno notizia (2008)

Morti bianche e “quasi morti” (2008)

Funerale show (2009)

Orrore siberiano e dintorni (2015)

 

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