La banca del seme

Creare piccoli geni è possibile? Fra poco “produrre bambini” sarà una normale attività imprenditoriale a livello industriale. E sarà anche possibile scegliere, su appositi cataloghi, come si desidera il bambino. Li faranno su ordinazione e con le caratteristiche richieste; soddisfatti o rimborsati. Oltre all’utero in affitto, che ormai è normale come noleggiare un’auto (Uteri in affitto: boom di offerte), sono già attive le Banche dello sperma (Banca inglese cerca donatori di sperma) ed in Cina stanno già selezionando gli spermatozoi (Creati in Cina i primi spermatozoi in laboratorio, con DNA certificato).  Tutti, ma proprio tutti, potranno farsi un bambino; basta pagare.

Almeno fino a quando i governi del mondo, adducendo qualche pretesto, non decideranno di controllare le nascite (un pretesto lo troveranno: garantire la sicurezza, migliorare la razza umana, creare ominidi immuni da patologie, o destinati ad attività pericolose, oppure migliorare la resistenza agli attacchi di virus, batteri e parassiti, come si fa con gli Ogm). E sarà l’inizio della fine dell’umanità come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi. Non ci saranno più limiti alla possibilità di manipolazione genetica che consentirà di creare una nuova razza di umanoidi con caratteristiche predeterminate e particolari che li rendano adatti per attività specifiche nei diversi campi di attività; dalla scienza, allo sport, dalle attitudini artistiche a quelle letterarie. E tutto sarà deciso da un “Ministero della programmazione sociale” che impartirà precise disposizioni in merito alla procreazione e ne controllerà la pianificazione. Così sarà possibile creare una razza di sub-umani da utilizzare come operai o soldati,  oppure umanoidi opportunamente modificati per affrontare lunghi viaggi spaziali. Saranno programmati secondo le esigenze dei piani stabiliti dai governi mondiali. Proprio come abbiamo già visto in certi film di fantascienza (Metropolis di Fritz Lang del 1927). Mengele era un povero dilettante.

Date queste premesse, sarà possibile anche selezionare gli spermatozoi e programmare così la nascita di bambini dotati di un altissimo coefficiente di intelligenza? Non è fantascienza, qualcuno ci ha già provato molti anni fa. Ripropongo due vecchi articoli pubblicati dieci anni fa su Discovery Italia.

La “Banca del seme” di Robert Graham ( giugno 2005)

Sarebbe possibile creare società fatta esclusivamente di geni? Robert Graham, un miliardario americano ci ha provato istituendo una fondazione dedicata al determinismo biologico: in altre parole, una “banca del seme“, in cui i semi provengono esclusivamente da cervelloni della scienza. Nel 1980, un miliardario californiano decise di istituire un’esclusiva fondazione dedicata al determinismo biologico. Sebbene la vicenda sembri essere tratta da un romanzo di fantascienza, il Repository for Germinal Choice (Deposito per la Scelta Germinale) di Robert Graham fu realmente creato allo scopo preciso di produrre una “razza superiore” costituita da individui eccezionali. Come si addice a tutti i progetti di supremazia plutocratica, la sede della fondazione era situata in un bunker sotterraneo di cemento. Ma a rendere speciale questo piano sullo “stile di Blofeld” fu il fatto che solo i cervelloni della scienza potessero essere donatori: la crème de la crème, cioè coloro in grado di donare un seme di genio, che poi venga congelato in azoto liquido.

Graham aveva fatto fortuna sviluppando delle lenti per occhiali, infrangibili e fatti di plastica. Nel 1978 però, egli vendette la sua società, chiamata Armorlite, e si concentrò su quello che era il suo vero sogno: la preservazione della grandiosità americana attraverso la riproduzione selettiva. Afflitto dalla sua discutibile teoria secondo la quale il pool genetico americano sarebbe stato gradualmente diluito da poveri “esseri umani retrogradi“, Graham decise di passare all’azione per cambiare la situazione. “Già da giovane mi ero reso conto che i cittadini intelligenti e desiderabili non stavano procreando“, disse Graham in una rara intervista del 1983. “Il medico locale aveva solo un figlio, così come il banchiere, mentre l’uomo più benestante e più noto della città di figli non ne aveva affatto.” In realtà, Graham deve l’ispirazione di questa “banca del super-seme” a Hermann Muller, genetista americano vincitore del premio Nobel nel 1946. Muller aveva sostenuto a lungo l’idea della creazione di “banche di semi”, nelle quali le donazioni di uomini geniali potessero essere conservate fin dopo la loro morte. Quando rese pubblico il suo progetto, Graham fu attaccato sia dai media che dalla comunità scientifica, accusato di cercare di creare una “razza superiore“. Sparì quindi dall’attenzione pubblica fino al 1982, anno che vide la nascita del suo primo bambino super intelligente. Si ritiene che già dal 1983, la “banca del super-seme” di Graham avesse 19 donatori di geni, tre dei quali ex premi Nobel per la scienza.

Ad eccezione di uno, i donatori erano tutti anonimi. Il Dott. William B. Schockley della Stanford University vinse il Premio Nobel per la fisica nel 1956. Schockley, che al tempo aveva già superato i settant’anni, commentò: “Accetto con piacere l’opportunità di essere coinvolto in questa importante causa. Desidero tuttavia mettere in chiaro che non mi ritengo affatto un essere umano perfetto né il candidato ideale. Non è mia intenzione creare superuomini.” Graham era frustrato dal fatto che così pochi colleghi vincitori di premi Nobel avessero partecipato alla donazione. Inoltre, anche coloro i quali avevano partecipato dovettero essere eliminati in quanto troppo anziani per produrre un seme valido. Graham iniziò allora a coprire un’area più ampia di ricerca, rivolgendosi ai giovani scienziati emergenti delle Università della California. Iniziò inoltre a contattare vincitori di medaglie d’oro olimpioniche e giovani imprenditori di successo nel tentativo di ampliare il suo campo di ricerca. Sebbene l’identità dei donatori fosse tenuta segreta, altre informazioni erano disponibili, tra cui: – peso, altezza ed età – colore degli occhi, pelle e capelli – varie caratteristiche ereditarie comprendenti informazioni relative a figli esistenti – requisito più importante: un QI di circa 180 (dell’intera popolazione britannica approssimativamente 20 persone hanno questo QI) Graham scrisse inoltre i propri commenti su ogni campione, del tipo: “Scienziato molto famoso. Persona fattiva. Praticamente un superuomo.” I donatori venivano identificati tramite appellativi codificati per colore: per esempio, Sig. Fucsia, Sig. Bianco e Sig. Arancione. Al rigore dei criteri di selezione corrispondeva una selezione delle donne altrettanto rigida. Le donne dovevano infatti essere sposate con un uomo sterile. I potenziali genitori dovevano anche essere persone affettuose molto benestanti al fine di poter fornire un ambiente ideale nel quale i super bambini di Graham potessero prosperare. Graham cercò potenziali madri mettendo un annuncio su una rivista della Mensa. Solo donne accuratamente selezionate che desideravano incrementare la possibilità di produrre figli eccezionali potevano essere sottoposte ad inseminazione. Le donne che ricevevano lo sperma dovevano inoltre impegnarsi a tenere Graham informato sul corso della gravidanza e sul successivo sviluppo del bambino. Già dall’inizio degli Anni ’90, venivano al mondo ben 20 “bambini geni” ogni anno. Fonte: Discovery-Italia

La “Banca” vent’anni dopo (giugno 2005)

Robert Graham morì nel 1997, all’età di 90 anni, durante un incontro della American Association for the Advancement of Science (Associazione Americana per il Progresso Scientifico). Negli anni successivi alla sua morte, la fondazione cessò l’attività e tutte le donazioni e la documentazione vennero eliminate. Inoltre, la maggior parte dei segreti nascosti dietro a questo sogno di perfezione umana scomparve con il suo creatore. Si ritiene che l’esperimento di Graham abbia portato alla nascita di 230 bambini. Essendo l’identità di questi “piccoli geni” sconosciuta, l’entità del successo rimane per lo più un mistero. Ciononostante, alcuni di questi piccoli geni si sono resi noti; tra questi, Doron Blake è stato il caso più celebre. Blake sembra essere stato il secondo nato del progetto: egli dimostrò abilità eccezionali fin dalla nascita, fatto noto in quanto la madre, Afton Blake, lo esibì in pubblico innumerevoli volte fin dal giorno in cui il bimbo venne alla luce. Già dall’età di 18 anni, Doron dice di avere concesso ben 100 interviste. L’interesse generato non è sorprendente se si considera lo sviluppo del bambino: – appena nato muoveva le mani a tempo di musica classica – all’età di due anni usava il computer – all’asilo leggeva Shakespeare e imparava l’algebra – all’età di 6 anni aveva un QI di 180 – da adulto, si distinse quale musicista di talento e genio matematico Nonostante ciò, Blake non ritenne che la partecipazione di sua madre all’esperimento di Graham avesse aumentato in maniera esponenziale le sue capacità: “Non penso che sia il livello di intelligenza a rendere un individuo una persona di successo, ma piuttosto l’essere cresciuto in una famiglia unita, con genitori affettuosi che non esercitano pressione. Quello che più amo di me stesso non è tanto l’essere intelligente quanto il fatto che mi piace occuparmi delle persone e che cerco di rendere migliore la loro vita. A mio parere, la bontà è una qualità che non può essere riprodotta artificialmente.“.

Naturalmente, il problema principale sta nel determinare se le abilità dei mini geni derivino dalla natura o dall’ambiente in cui sono cresciuti. Questo è un processo particolarmente difficile da decifrare nei bambini geni di Robert Graham: sono essi il risultato dell’ambiente in cui crescono o della genetica? Parte del contratto di Graham per l’inseminazione prevedeva che le famiglie provvedessero affetto, cura, attenzione e sicurezza finanziaria. Di conseguenza, risulta impossibile determinare quanto l’intelligenza dei bambini sia stata influenzata dal background sociale. Fonte: Discovery_Italia

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