Mi presta l’utero?

Uteri in affitto e bambini su ordinazione, magari da scegliere su catalogo, come una volta su Postal market. Ci stiamo arrivando. Come passa il tempo. Cinque anni fa scrissi un post “Mi presta l’utero?” nel quale riprendevo anche un precedente post del 2005, quando già si parlava di nuovi metodi di fecondazione, nel quale ironizzavo su finti annunci pubblicitari, pensando che fossero solo battute. Oggi non ci sarebbe niente di strano a leggere annunci del genere; sono del tutto verosimili. Ecco i post.

Mi presta l’utero? (ottobre 2010)

Potrebbe sembrare una domanda impertinente. Ma non lo è. Anzi, viste le ultime notizie in fatto di procreazione, sarebbe del tutto normale. Negli ultimi tempi, diversi casi di bambini nati non proprio secondo il metodo classico, hanno trovato ampio rilievo sulla stampa. L’anno scorso fece scalpore la notizia che una celebre interprete della serie “Sex and the city”, Sarah Jessica Parker, avrebbe avuto due gemelle tramite un utero in affitto.

In verità non era poi una notizia così sconvolgente. Ci sono già stati casi simili. Qualche tempo fa una donna mise a disposizione il proprio utero, al posto della figlia che non poteva avere gravidanze. Così, nato il bebé, lei sarà contemporaneamente mamma e nonna. Sui bus di Londra, alcuni mesi fa, comparve un annuncio in cui una donna proponeva l’utero in affitto al miglior offerente.

Allora di che ci meravigliamo? Così, supponiamo che siate un maschietto e che abbiate voglia di avere un erede, ma non volete legami affettivi o non avete una compagna stabile con cui farlo nel modo classico. No problem. Intanto procuratevi un ovulo da fecondare. Ormai si trovano facilmente anche quelli. Ma non fidatevi degli ovuli in offerta speciale che trovate magari al Discount. No, fate un salto nella vecchia fattoria, hia hia oh, e prendete degli ovuli freschi di giornata fatti personalmente dalla contadinella giovane e bella. Se è disponibile anche ad affittarvi l’utero il problema è risolto. Altrimenti non vi resta che trovare l’incubatrice…pardon, l’utero. Magari siete in giro per negozi, al cinema, a teatro, ai grandi magazzini, vedete una bella e avvenente donna. La fermate e le ponete la fatidica domanda: “Scusi, mi presta l’utero per nove mesi?”. Come suol dirsi, la domanda è lecita. No?

Se il primo tentativo va male, riprovate; prima o poi un utero, nuovo o usato sicuro, lo trovate. Beh, almeno finché questo nuovo sistema non sarà accettato definitivamente e diventerà un servizio gratuito offerto dal Servizio sanitario nazionale (prima o poi ci si arriva). Allora sarà tutto più facile e potrete avere il vostro utero garantito, col bollino blu, in affitto, in prestito o in comodato d’uso. Basterà andare alla ASL, dove ci saranno degli elenchi affissi: “Uteri convenzionati“. Scegliete il vostro utero ed il gioco è fatto, tutto a carico del servizio sanitario nazionale. La cosa assurda di questo ipotetico servizio disponibile in futuro è che sembra “normale“.

Ed ecco l’ultimissima, fresca di giornata: “Bebè a coppia gay; affittato l’utero negli USA“.  I due gay “vivono in provincia di Livorno, ma sono dovuti andare a Barcellona per sposarsi. E fino in California per avere un bimbo, David, come il medico che l’ha fatto nascere. Il piccolo, nato il 10 agosto scorso, è stato 9 mesi nel grembo di una trentenne messicana che vive a San Diego.”. Olè, il gioco è fatto. Facile no? Ora, però, potrebbe esserci qualche problemino che rigarda il corretto sviluppo del piccolo ed il superamento del famoso “Complesso di Edipo“.

Durante il periodo della sessualità adolescenziale il bambino manifesta un innamoramento per la figura del genitore del sesso opposto. Solo il superamento del complesso di Edipo permette di vivere in età adulta una sessualità equilibrata.” (Sigmund Freud). In pratica, detto in due parole, si tratterebbe di una pulsione inconscia del bambino che sogna di ammazzare il padre, visto come rivale, e far l’amore con la madre. Talmente conosciuto e talmente sfruttato dalla letteratura e dal cinema che evito di dilungarmi su ulteriori spiegazioni.

Ora proviamo ad immaginare cosa succede ad un bambino adottato da una coppia gay o lesbo. Come vivrà e risolverà il suo complesso di Edipo? Come farà ad individuare fra due donne il “padre” da ammazzare? E come farà ad identificare la madre fra due maschioni (si fa per dire), magari con barba e baffi, e senza tette? Eh sì, perché il seno materno è un elemento essenziale nello sviluppo del citato complesso edipico. Ma se questo seno non c’è, chi è la madre? Boh, misteri di genere.  Eh sì, se vivesse ancora, il vecchio Freud si troverebbe in grande imbarazzo a risolvere questo quesito, col rischio di dover rivedere tutta la sua teoria. Ma il tempo passa, l’umanità si evolve ed anche i bambini non nascono più sotto i cavoli o portati dalle cicogne. Oggi ci sono nuovi metodi, semplici e pratici.

Come si fanno i bambini ( maggio 2005)

Una volta i bambini si facevano col metodo classico, che non stiamo ad illustrare perché si suppone che tutti lo conoscano. Non sempre il risultato era garantito, ma il sistema ha funzionato egregiamente per millenni e, per giudizio unanime, non solo funziona, ma è anche piuttosto piacevole. E’ uno dei pochi esempi pratici del famoso detto “unire l’utile al dilettevole“.

Poi arrivarono Dolce e Gabbana e uno dei due (non importa quale, tanto è lo stesso) affermò pubblicamente che avrebbe desiderato “fare un figlio, ma non con una donna…” ( questa non è una battuta, è una dichiarazione vera riportata dalla stampa qualche anno fa). Ci fu un attimo di sgomento generale e poiché la legge Basaglia (quella che ha chiuso i manicomi) ormai era in vigore e non si poteva tornare indietro, si cercarono altri sistemi per poter garantire ai due stilisti il diritto sacrosanto di poter allevare un pargoletto biondo e soddisfare così il loro istinto materno.

Le menti più brillanti della scienza mondiale si mobilitarono ed il risultato fu assicurato. E così oggi, grazie al progresso scientifico, ci sono nuovi metodi alternativi che, superato il vecchio e caro sistema scopatorio, ottengono lo stesso risultato, senza eccessivi sprechi di energie preziose e, soprattutto, garantiscono a tutti il diritto di avere un figlio. Un bel successo, no? E così, in un tripudio di ovuli, fecondazione assistita, non assistita, eterologa, non eterologa, embrioni, spermatozoi DOC di prima e di seconda scelta, uteri nuovi, usati, in affitto, o ceduti gratuitamente in comodato d’uso, avere un bambino non è più un problema. Tutti, ma proprio tutti, anche coloro che naturalmente non riuscirebbero nell’impresa, potranno avere il loro bel bambino e, date tempo al tempo, potranno scegliere anche le caratteristiche psicosomatiche.

Prevedo già che sulle pagine dei quotidiani, nella rubrica degli annunci commerciali, “AAA Cercasi/Offresi…”, presto  compariranno annunci di questo tipo.

– Cerco utero in affitto, solo equo canone.

– Utero seminuovo, usato sicuro, offro; revisionato, collaudato, garanzia triennale.

– Affittasi utero signorile, zona centrale. Ampio, riservato. Prezzo da concordare.

– Elegante utero, ristrutturato, zona turistica, a veri intenditori vendesi. Anche co-proprietà.

– Causa trasferimento, cedo ovulo già fecondato. No perditempo.

– Azienda leader seleziona a richiesta spermatozoi con specifica predisposizione  artistica, sportiva, intellettuale. Soddisfatti o rimborsati.

– Spermatozoi freschi di giornata offro. Produzione artigianale, lavorazione a mano.

 

Anche la procreazione tradizionale, però, può creare inconvenienti e sorprese.

 

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