Geni, cani e ovini estinti

Cosa succede in questo mondo di pazzi.

Ladri e cani da guardia

Tempi duri per i cani. Una volta si tenevano in casa non solo per compagnia, come si usa oggi, ma anche perché facessero la guardia. Oggi  rischiano di andare in pensione, non servono più. Anzi, tenere un cane da guardia è pericoloso. Se dovesse entrare un ladro in casa ed il vostro cane fa quello che da sempre fa un cane da guardia, ovvero spaventare il ladro e, se è il caso, anche azzannarlo, si rischia di dover risarcire il ladro: “Ladro magrebino morso dal cane chiede i danni“.  Sono le conseguenze del nuovo indirizzo giuridico della nostra magistratura progressista, di leggi che sembrano fatte apposta per tutelare i delinquenti (ed i malviventi, capita l’antifona, ne approfittano) e del pensiero unico dominante politicamente corretto che è sempre pronto a correre in difesa dei ladri contro i padroni di casa. Poveri padroni; e poveri anche i cani che rischiano di perdere il lavoro, essere licenziati, pensionati o, peggio, “esodati“: che vita da cani!

Nella vecchia fattoria, quante bestie ha zio Tobia…

C’era una volta. Ora non c’è più lo zio Tobia, non ci sono più le sue bestie e, fra poco, non ci sarà nemmeno la fattoria: al suo posto sorgerà un grande centro commerciale con ampio parcheggio intorno, dove la gente con poca fantasia, per distrarsi,  andrà a passare il tempo, ed i bambini penseranno che i polli crescano dentro le vaschette in polistirolo, abbiano quattro zampe, due lunghe e due corte come i canguri, e nascano già morti. Lo denuncia la Coldiretti (La vecchia fattoria è quasi vuota). Stanno scomparendo, o rischiano di scomparire 130 razze animali: 38 razze di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini. Una strage.

Forse non rendono abbastanza o non sono in linea con i gusti dei consumatori, o con le direttive europee di quelli che stabiliscono la circonferenza dei piselli, la lunghezza delle vongole e la curvatura delle banane. E dire che è grazie a questi animali, utilissimi per il lavoro nei campi, per le varie attività umane e fondamentali ed insostituibili per l’alimentazione, che l’umanità deve la sopravvivenza e l’evoluzione della stessa civiltà. Ma oggi, se non sono in linea con il progresso ed il trend del mercato diventano inutili. Poi, una volta scomparsi, si andrà alla ricerca dei pochi esemplari rimasti per mostrarli come reperti da museo. Come si fa con le vecchie ricette della nonna, quelle che abbiamo dimenticato per sostituirle con i prodotti già pronti, precotti, preconfezionati, predigeriti, prodotti industrialmente a base di additivi, coloranti, conservanti e chissà quali porcherie: quelle che oggi cerchiamo di ritrovare disperatamente alla riscoperta di sapori perduti e antiche tradizioni. Stiamo cominciando a capire, un po’ tardi, quanti errori abbiamo commesso e che li pagheremo molto cari. Idioti; e non aggiungo altro perché se anche glielo spieghi non lo capiscono perché sono idioti. Di quanto sia scellerata, incosciente e criminale la scelta progressista che cancella il passato a favore della tecnologia, ho già parlato in un post del 2008 “Il cappellino di Lianne“.

Evoluzione della specie

Molti anni fa dicevo che in un futuro neanche molto lontano la scienza avrebbe trovato il modo di manipolare i geni umani per modificarli e “creare” una nuova specie umana migliorandone le caratteristiche psicofisiche (quello che poi hanno fatto con gli organismi geneticamente modificati: intanto lo applichiamo al mais, poi…). La chiamavo “ingegneria genetica”, senza sapere che, dopo pochi anni, la scienza avrebbe usato proprio quel termine per definire le ricerche in quel settore. E’ passata solo qualche decina d’anni ed ora ci stiamo arrivando.

 Così come sta mutando l’ambiente naturale (e continuerà a mutare nel tempo) esisterà una nuova razza umana creata in laboratorio. Ormai le conoscenze scientifiche ci mettono in condizioni di manipolare a piacere i geni, ed il futuro, che ci piaccia o no e con tutti i pro ed i contro possibili,  è nell’ingegneria genetica. Il fine della ricerca sarà quello di creare una nuova razza umana, o umanoide (più o meno come quella ipotizzata nei film di fantascienza), con migliori potenzialità psicofisiche e caratteristiche che lo rendano più adattabile a condizioni di vita alterate e precarie (come le missioni spaziali o un ambiente terrestre devastato dall’inquinamento, dalle mutazioni climatiche o scenari da Day after) e dotato di capacità fisiche ed intellettuali predefinite e graduabili, secondo la finalità prevista. Non sembri sconvolgente. Basta pensare che solo 50 anni fa gran parte delle conquiste recenti della scienza, ma anche leggi e norme, che hanno modificato profondamente la società di oggi e che fanno parte integrante della nostra vita quotidiana, erano pura fantasia.

Ma l’altra faccia della medaglia è che sarà possibile “creare” anche una razza di umanoidi facilmente controllabili, da usare per particolari lavori e attività pericolose o che richiedano speciali attitudini psicofisiche. Sono certo che nei laboratori di ricerca gli studi su questo argomento sono già avanzati. Ma tutto avviene in gran segreto, non se ne può parlare perché potrebbe sconvolgere la società e si scatenerebbe la solita battaglia etica tra i sostenitori della massima libertà di ricerca e quelli contrari alla manipolazione genetica (ma è solo questione di tempo). E siccome non possono dirlo apertamente (o forse per ricevere finanziamenti ed autorizzazioni ufficiali devono giustificare gli studi), fingono di fare esperimenti per scopi terapeutici. Questa ricerca ne è la prova concreta (Sì alla modificazione genetica degli embrioni umani). Al confronto di quello che avverrà nei prossimi decenni, gli esperimenti di eugenetica nazisti saranno giochini da ragazzi, roba da “piccolo chimico”.

Il dramma del bambino dotato

E’ il titolo di un libro di Alice Miller del 1985. Fate una piccola ricerca in rete e scoprirete che l’autrice aveva molte e fondate  riserve sulla psicanalisi, sui metodi terapeutici e pedagogici. Mi viene in mente leggendo questa curiosa notizia: “Bill Gates: sono stato in cura da uno psicologo infantile“.

Bill Gates, il genio informatico che ha fondato Microsoft, quel sistema grazia al quale qualcuno dall’altro capo del mondo può leggere in tempo reale quello che scrivo. Il sistema che ha cambiato radicalmente la società, il lavoro, il gioco, lo studio, la comunicazione, e le relazioni sociali.  Da bambino fu portato in cura da uno psicologo perché era irrequieto ed insofferente alle regole: “Ero davvero indisciplinato. Dovevo rispettare regole severe, ma le respingevo.”. Questo è il problema dei bambini intelligenti, la difficoltà di accettare le regole imposte dagli adulti stupidi. Ma gli adulti, essendo stupidi, non lo capiscono e pensano che quei bambini siano da curare. E purtroppo comandano gli adulti. Vedi “I bambini ad alto potenziale intellettivo“.

Guarda guarda, un altro genio che viene mandato dallo psicologo per curarsi. Viviamo in uno strano mondo. I bambini difficili, quelli che per qualche motivo hanno difficoltà ad apprendere, li facciamo assistere da un insegnante di sostegno (perché, sapete, in ossequio al principio di uguaglianza e delle pari opportunità, tutti devono andare avanti, essere promossi, e diventare dottori, anche gli asini; altrimenti i genitori ci restano male, si risentono e fanno ricorso al TAR). I bambini dotati, invece, i piccoli geni che da grandi faranno invenzioni e scoperte a beneficio dell’umanità e diventeranno protagonisti della cultura, della politica, della scienza, dell’arte, quelli che avrebbero bisogno di un’attenzione particolare perché dotati di una grande sensibilità,  non solo non li facciamo seguire da un insegnante adatto, ma li consideriamo iperattivi, irrequieti, e li mandiamo dallo psicologo per curarsi. Vi sembra che questo sia un mondo normale?

No, non è normale, è un mondo stupido. Bisognerebbe curare il mondo, invece curiamo i bambini. Sarà un caso, ma è esattamente quello che dicevo proprio 15 giorni fa nel post “Psicologia, cani e pulci“.   E per oggi basta e avanza, altrimenti la cronaca di questo mondo di pazzi finisce per essere troppo deprimente. Ma non ci sono molte speranze di vedere un mondo migliore, almeno finché sarà governato da idioti; tutti dottori e sapienti, ma idioti. “Oggi anche il cretino è specializzato“, diceva Ennio Flaiano. Ed il guaio è che la democrazia insegna che tutti gli uomini sono uguali; anche i cretini.

Vedi

What a wonderful world (2003)

Come vivere felici con 5 euro (2006)

La psicoanalisi ed i peni volanti (2006)

Donne, uomini, erotismo ed altro (2009)

Ritorno al passato (2015)

P.S.

A proposito di terapia, l’ultimissima delle ore 21, da L’Unione sarda: “La neuropsicanalisi per curare l’alzheimer: camici bianchi a processo“.

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