Pensiero unico e art.21

Ogni volta che si discutono proposte di legge che tocchino temi etici e religiosi, e che incidano fortemente sulla società, l’Italia si divide in due fazioni opposte. E’ nella nostra storia, nel DNA, ci siamo sempre divisi, tra Guelfi e Ghibellini, tra monarchici e repubblicani, tra Verdi e Puccini, Bartali e Coppi, Callas e Tebaldi. Così è stato nel recente passato per il divorzio e per l’eutanasia. Oggi tocca alle unioni civili il compito di dividere gli italiani tra favorevoli e contrari. Fin qui niente di male, tutto nella norma. Però, in questi casi, si assiste ad una strana interpretazione della libertà di espressione garantita dalla Costituzione. Non che sia vietato esprimere la propria opinione, ma sembra che la verità sia sempre e solo da una parte, che quindi ha pieno diritto di esprimersi, mentre chi non è d’accordo è sempre bollato con epiteti irriguardosi, offese e perfino minacce.

Anche i media, che in teoria dovrebbero imparziali, più o meno apertamente fanno sempre il tifo per una parte dei contendenti. E guarda caso quella parte è sempre quella che si riconosce nell’ideologia della sinistra. La sensazione, che viene confermata quotidianamente, è che solo il pensiero unico omologato all’ideologia sinistra abbia diritto di esprimersi liberamente; gli altri, quelli contrari, a malapena vengono sopportati, ma si tenta in ogni modo di limitarne la visibilità ed il diritto di esprimersi. Ed ecco l’ennesima dimostrazione del fatto che in Italia il principio della libertà di espressione è un concetto variabile; si applica, non si applica, si limita o si sospende in relazione al soggetto interessato. Abbiamo la libertà variabile, come il tempo.

Insulti e minacce di morte a Vittorio Sgarbi, per un messaggio su facebook in merito alle “Unioni civili“. Curiosa la libertà di espressione in Italia; è garantita dall’art. 21 della Costituzione, ma è valida solo se sei di sinistra. Se sei in linea con il pensiero unico della sinistra politicamente corretta puoi esprimerti liberamente, altrimenti l’art.21 è momentaneamente sospeso e ti minacciano di morte. Eppure ha detto solo una cosa tanto ovvia, logica e scontata da essere perfino banale. Ecco il suo messaggio: ”La famiglia è un padre ed una madre. E una madre non può essere uno con la barba o i baffi.”. Semplice e chiaro.

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