Psicologia, cani e pulci

Se il mondo non vi piace curatevi. Quando si ha una visione della realtà diversa da quella comunemente accettata dalla collettività, si vive male, in perenne conflitto con il mondo. E non è detto che sia l’individuo ad essere sbagliato e debba sentirsi in colpa: può essere che sia sbagliato il mondo. O almeno è così quando non ci siano situazioni patologiche che, a causa di malformazioni o traumi, impediscano o limitino la funzionalità mentale. Se così non fosse vivremmo in un mondo perfetto, ideale e unanimemente riconosciuto come tale;  “il migliore dei mondi possibili”, diceva Leibniz. Ma il mondo proprio perfetto non è; anzi, la percezione comune è di un mondo profondamente ingiusto e ben lontano dalla perfezione. Allora significa che non esiste un mondo perfetto in cui vivono degli esseri umani sbagliati che non sanno o non vogliono adeguarsi, ma esistono degli individui “giusti” in un mondo sbagliato. E sono quelli che pagano più alto il prezzo dell’esistenza, perché gli idioti ed i matti, non avendo consapevolezza della loro condizione, sono quasi felici, come pure gli ipocriti che fanno finta che il mondo vada bene com’è perché ci campano, ingannando e sfruttando l’ingenuità della gente (una categoria a caso: i politici).

Eppure la cultura dominante sembra volerci convincere del contrario. Così, invece che cercare di migliorare il mondo per renderlo più vivibile ed a misura dell’uomo, si cerca di cambiare l’uomo per adeguarlo alla realtà, e se non vi adeguate siete condannati a vivere in uno stato di continua conflittualità. Se avete dei problemi esistenziali, provate insofferenza verso le ingiustizie del mondo, trovate insopportabile la cattiveria e la stupidità umana, e ciò vi procura degli stati di depressione o altri problemi nei rapporti sociali, lavorativi ed affettivi, ne pagate le conseguenze anche pesanti; ne risente la vostra serenità, l’autostima, possono scatenarsi reazioni anche patologiche, sia mentali che fisiche, e vanno in crisi le vostre relazioni familiari, affettive  e sociali. In questa condizione si può facilmente cadere nella trappola dei guru mediatici che propongono terapie miracolose per tutte le patologie; una sorta di “specifico”, come quello di Dulcamara, che cura tutti i mali, dai calli al mal d’amore.

Spopolano in TV e sui media gli esperti vari che dispensano rimedi e consigli per tutti gli usi. Specie per i problemi di carattere psicologico, difficili da identificare, difficili da curare, ed altrettanto difficili da considerare guarite. Una terra di nessuno in cui facilmente possono celarsi imbroglioni e truffatori. Ma è anche il terreno in cui operano con autorevolezza e professionalità gli psicologi che imperversano sulla stampa, in rete, in televisione; si giocano la visibilità mediatica alla pari con politici, giornalisti e cuochi. Non c’è programma che non abbia lo psicologo come ospite, non c’è rivista che non abbia pagine e pagine dedicate a problemi di psicologia, l’angolo dei consigli dell’esperto o la rubrica di consulenza che risponde alle domande dei lettori e fornisce risposte e consigli. Perfino il tuttologo Maurizio Costanzo,  oltre a tutti i suoi impegni e presenze in radio e televisione, aveva, e forse ce l’ha ancora, una rubrica su un quotidiano nazionale, in cui rispondeva alle lettere dei lettori (ma più spesso lettrici; chissà perché) su argomenti vari, dalla ricetta dell’amatriciana ai problemi di coppia.  Infatti, quello che si trova più spesso su stampa, rete e televisione sono consigli di psicologia e ricette gastronomiche.

Insomma, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Esiste uno stuolo di esperti (sociologi, psicologi, psicanalisti, e strizzacervelli di varia scuola) che ci tempestano ogni giorno da tutti i mezzi di comunicazione, e vogliono farci credere che se abbiamo problemi di compatibilità con il mondo e questo ci procura stress, ansia, nevrosi, paure, conflitti della personalità e problemini vari,  è perché soffriamo di qualche forma di nevrosi che è la conseguenza di un complesso di fattori che interessano in vario modo la personalità individuale, la nostra formazione culturale, l’educazione e le esperienze di vita (gli addetti ai lavori tutto questo lo chiamano “vissuto”). Ma non è grave; basta consultare un esperto, sottoporsi ad un ciclo di sedute, ed il problema si risolve facilmente. Se sentite qualcuno che parla di “vissuto” state in guardia; o sono psicologi o sono persone in cura da strizzacervelli (gli americani li chiamano così e non ne hanno una grande stima). Avere a che fare con loro comporta sempre un’attenzione particolare e bisognerebbe seguire le avvertenze, come si fa con certi farmaci: “tenere lontano dalla portata dei bambini, seguire attentamente le istruzioni  e maneggiare con cura”.

A sentire loro, (non tutti, per fortuna), la conflittualità dell’individuo con la società, ha una causa patologica. E come tale si può e si deve curare. Secondo questa teoria bisognerebbe mandare in terapia quasi tutti gli artisti, i poeti, i filosofi, scienziati. La storia del pensiero umano è la storia di pazzi, esaltati, complessati, nevrotici e psichicamente instabili. Quasi quasi, viene da pensare che se la gente non sopporta più la classe politica corrotta, non è colpa dei politici corrotti, ma è colpa dei cittadini che sono incontentabili. Se non vi piacciono le oche starnazzanti nei salotti televisivi, non è perché in TV ci sono i pollai, ma perché avete gusti difficili; curatevi. Andate da uno psicologo e nel giro di qualche anno, con lunghe e costose sedute, magari riuscite a guarire, cambiare gusti e trovate appassionanti i pollai televisivi, gli oroscopi, Maria De Filippi, la Vita in diretta, Storie maledette, Forum, Don Matteo, Montalbano e via spazzaturando. Basta curarsi.

Non me ne vogliano gli psicologi, hanno tutta la mia stima; in molti casi il loro aiuto è prezioso e determinante per risolvere situazioni conflittuali o di disagio. Ma non sempre, specie oggi che si ricorre allo psicologo con troppa leggerezza, anche quando non sarebbe necessario, anche per normalissimi problemini affettivi e sentimentali da adolescenti, come se si andasse dalla parrucchiera. Ho sempre avuto una certa diffidenza nei confronti di certe teorie, scuole e terapie; oggi ancora di più. E continuo a pensare che la psicologia è quella “scienza” che cerca di convincervi che l’insofferenza verso la stupidità del mondo, che causa il vostro malessere esistenziale, sia una forma di psicopatologia e vi convince della necessità, per curarla, di sottoporvi a lunghe e costose terapie. Raramente risolve il problema perché, invece che affrontare la causa del male (esterna al paziente, nel mondo, quindi ineliminabile), cerca di curare gli effetti e alleviare i sintomi; il mondo resta stupido tale e quale, e voi vi tenete il malessere. Come dire che se voglio riprendere un bel paesaggio bucolico e fotografo una discarica di rifiuti puzzolenti, ottenendo una foto orribile, invece che cambiare il soggetto, cambio la macchina fotografica. Come dire che se un cane ha le pulci, invece che eliminarle, si cerca di convincerlo a convivere con le pulci e sopportarle pazientemente. Non sempre, ma talvolta è così!

 

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