Scusi, dov’è la guerra?

Arrivato un carico di “preziose risorse” provenienti dall’Africa. Li ha raccolti in acque libiche una nave spagnola e, gentilmente, li ha accompagnati in Sardegna, contando sulla proverbiale ospitalità sarda (Cagliari, sbarcano 286 migranti). Qualche mese fa, in piena emergenza con i centri di accoglienza al collasso, ministri, prefetti e rappresentanti istituzionali, assicurarono che non c’era da preoccuparsi perché la situazione era sotto controllo e che, anche con l’accordo raggiunto con le Regioni esisteva un piano per la distribuzione dei migranti sul territorio nazionale. Secondo questo “piano” la Sardegna avrebbe dovuto ospitare circa 2400 migranti. Oggi, il TGR Sardegna ha riferito che, dall’inizio dell’estate, i migranti arrivati in Sardegna sono più di 5000. Ovvero, più del doppio di quanto previsto; a riprova della serietà delle istituzioni.  Ma non stiamo a sottilizzare, noi siamo accoglienti, ospitali, c’è posto per tutti. Non ci credete? Leggete qui: “I sardi sono ospitali“.

E poi bisogna ricordare che, come ci ripetono ogni santo giorno quelli che sull’immigrazione ci campano, questi migranti “scappano dalla guerra e dalla fame“. Oh, poverini, se scappano dalla guerra dobbiamo accoglierli. Infatti, dopo una breve ricerca, ecco alcune notiziette di sbarchi avvenuti in Sardegna negli ultimi mesi. Oltre, naturalmente, a quelli più numerosi che vengono accompagnati da navi che li raccolgono in acque libiche, ci sono migranti che arrivano direttamente sulla costa sarda su piccole imbarcazioni, provenienti probabilmente dalla costa tunisina o dal Marocco: una specie di migranti fai da te. E quasi sempre si tratta di algerini, tunisini, marocchini. Allora viene spontaneo chiedersi: ma è scoppiata una guerra in Marocco, in Tunisia ed in Algeria e nessuno ne parla? Ecco, di seguito, un piccolo esempio di migranti fai da te che, stranamente, sono quasi tutti algerini.

– 4 maggio: Capo Teulada, sbarcano 20 migranti algerini.

– 3 giugno: Teulada, sbarcano 24 migranti algerini.

– 6 ottobre: Sbarchi di migranti, 12 a S. Anna Arresi, 9 a Capo Teulada, 9 a Porto Pino.

28 ottobre: Teulada, soccorsi tre migranti algerini.

– 4 dicembre: Teulada, otto migranti algerini sbarcati a Porto Budello

Chiaro che la domanda, come direbbe Lubrano, sorge spontanea: è scoppiata la guerra in Algeria? E perché nessuno ci ha avvertito? Ma via, non bisogna fare del sarcasmo sulle tragedie. E non bisogna nemmeno lamentarsi. Il nostro governo di dilettanti allo sbaraglio, di belle statuine e di ministri per caso, fa il possibile ed anche di più per affrontare il problema. No, non per fermare l’invasione, ma per garantire interventi più veloci nel soccorso in mare e migliori condizioni di accoglienza all’arrivo. Ogni volta che qualcuno protesta, Alfano si affretta a rassicurare gli italiani: “la lotta agli scafisti sarà durissima” (!). Sembrerebbe che il problema non siano i più di 300.000 immigrati arrivati in due anni, ma siano gli scafisti. Punti di vista; anzi, di Svista. Infatti, ecco la dimostrazione: 2 giugnoIncastrati dai profughi quattro scafisti finiscono in cella“. Oh, finalmente una buona notizia e la conferma che Alfano è stato di parola. Peccato che due giorni dopo arriva un’altra notizia: 4 giugnoScarcerati due dei quattro scafisti.“. Beh, forse si saranno sbagliati a scambiarli per scafisti. No, erano scafisti, ma li hanno scarcerati perché “hanno agito in stato di necessità“. Oh, poverini, erano in stato di necessitò. Allora perdoniamoli. Anzi, ospitiamoli in un ameno alberghetto della costa sarda, possibilmente con piscina e vista mare.

Però Alfano non fa che ripetere che la lotta sarà dura e, per dimostrarlo, sciorina i numeri delle espulsioni. Dice che quest’anno ne ha espulsi ben 60. Oh, perbacco, 60 su 300.000 sono una bella cifra; no? Il bello, anzi la cosa grave, è che non gli scappa nemmeno da ridere. Allora, giusto per restare in Sardegna, per capire cosa intende Alfano per “espulsioni” basta ricordare un piccolo episodio, uno dei tanti che si ripetono quotidianamente. Tutti i parcheggi pubblici, lungo le strade cittadine, ma in particolare quelli di ospedali, centri commerciali, cimiteri e altri luoghi di grande traffico, sono territorio controllato da parcheggiatori e ambulanti  abusivi che vi offrono le solite cianfrusaglie, quasi tutti  marocchini e senegalesi. A proposito, anche in Senegal  è scoppiata una guerra? Ma perché nessuno ci avverte? Bene, questi parcheggiatori abusivi insistono tanto per vendervi qualcosa e ricevere qualche euro, che se non offrite spontaneamente il vostro obolo, vi insultano e minacciano di danneggiarvi l’auto. Vera e propria estorsione che, è bene ricordarlo, è reato penale.

Succede anche spesso che, a seguito di diverbi tra ambulanti e cittadini, scoppino vere e proprie risse con l’intervento di guardie giurate o polizia.  Cosa succede in questi casi? Niente, assolutamente niente. Al massimo questi ambulanti vengono identificati e tutto finisce lì. In casi particolari vengono condotti in questura, raramente vengono trattenuti. Anzi, come disse il questore qualche mese fa, proprio a seguito dell’ennesima rissa scoppiata in un centro commerciale, è meglio che restino lì a fare gli ambulanti abusivi, altrimenti andrebbero a rubare (ha detto proprio questo).

Qualche volta, però, in casi gravi, si procede all’espulsione, come ama ricordarci il ministro Alfano. Ed allora, vediamo cosa succede in caso di risse, aggressioni e scontri fra agenti e ambulanti. Febbraio 2014: “Rissa al parcheggio delle Vele fra guardie giurate e ambulanti”.  Niente di speciale, ordinaria amministrazione. Passa il tempo ed ecco che, sempre nello stesso centro commerciale Le Vele, scoppia ancora una rissa che ha per protagonisti sempre gli stessi ambulanti. E si scopre così che uno dei quegli ambulanti facili alla rissa, è un senegalese che ha già ricevuto ben 5 (cinque) decreti di espulsione.Settembre 2014: “Senegalese con cinque decreti di espulsione fermato alle Vele con merce contraffatta“. Chiaro?

Allora, caro Ministro Alfano, che continua a parlare di 60 espulsioni fatte nel corso di quest’anno (come ha ripetuto anche di recente in televisione), si riferisce a questo tipo di espulsioni? Di abusivi e venditori di merce contraffatta che dopo 5 decreti di espulsione sono sempre tranquilli e beati al loro posto “abusivo”? Quando i nostri governanti per caso (e per nostra disgrazia) ci ripetono che dobbiamo accogliere tutti i migranti (a nostre spese) perché scappano dalla guerra, si riferiscono a strane guerre fantasma in Senegal, Marocco, Algeria, di cui non abbiamo notizia? Ma pensano davvero di poter continuare ancora per molto a prendere per il culo gli italiani? A proposito, se vi capita di andare per vacanza in Marocco o in Algeria e vi sorprendete nel vedere la popolazione tranquilla che circola per le città e svolge le attività normali, non lasciatevi ingannare; magari sono in guerra e non lo sanno nemmeno loro. Per accertarvene, basta chiedere: “Scusi, dov’è la guerra?”.

2 pensieri su “Scusi, dov’è la guerra?

  1. jasmine

    Se io dovessi andare in Algeria, Tunisia o Marocco prenderei un aereo e non certo un barcone rischiando di annegare, un biglietto aereo potrà costare al massimo 300 euro per quelle zone, pochissimo rispetto a quanto dicono di pagare questi pseudo profughi. Il motivo per cui non lo fanno è che non hanno documenti e tantomeno il visto, e perchè non lo hanno? Perchè la maggior parte degli algerini, tunisini, marocchini, maschi adulti scappano dalle galere e non certo dalle guerre! E noi ci prendiamo, manteniamo, coccoliamo ed ingrassiamo tutti gli avanzi di galera che arrivano sulle nostre coste e se ci permettiamo di fare un qualsiasi osservazione siamo tacciati di razzismo, non è più possibile continuare in questo modo, prima o poi qualcosa di grave succederà …

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    1. Giano

      Esatto, Jasmine, proprio quello che penso anch’io. Ma non si può dire, altrimenti, come dici giustamente, ti accusano di xenofobia, razzismo e di alimentare l’odio. E’ il ritornello che sentiamo dire da tutti quelli di sinistra che vediamo ospiti in televisione ogni giorno. Che prima o poi ci sarà una rivolta è sicuro, i segnali ci sono già; si vedono nelle riposte della gente intervistata per strada, nella rabbia di chi si sente straniero in casa, di chi ha paura perfino ad uscire di casa, di chi deve subire stupri, furti, scippi, rapine, intimidazioni e violenze di ogni genere, e spesso ci rimette la vita. Siamo al limite della sopportazione. E poi la cosa insopportabile è che vediamo il bulletto toscano che va in TV a dire che va tutto bene, che l’economia riparte, che l’Italia è sulla buona strada, che i consumi crescono, che hanno diminuito le tasse; tutte balle che ogni italiano sa benissimo. E Alfano dice che i reati sono in diminuzione: balle, proprio due giorni fa i dati dicono che i reati sono in fortissima crescita specie al nord. E teniamo presente che, come hanno detto proprio ieri a proposito dei piccoli furti, come le biciclette, che aumentano in maniera esponenziale, quasi la metà non vengono nemmeno denunciati perché tanto non serve a nulla e perché, come dicono gli stessi agenti, anche se sai chi è e lo riconosci, non si può fare nulla perché per arrestarlo devi fermarlo mentre sta rubando; altrimenti non è punibile. E quando li prendono, li arrestano al mattino e la sera sono già a casa. In televisione hanno intervistato di recente una zingarella fermata per il solito scippo: aveva già 50 denunce alle spalle, ma viene fermata e rilascia subito. E quando l’accompagna in una casa di accoglienza, come ha dichiarato lei stessa, il giorno dopo scappa e ricomincia a rubare.Quando dicono che hanno espulso delinquenti e terroristi stranieri, gli danno semplicemente un foglio di via e quelli restano dove sono e continuano a fare quello che hanno sempre fatto. Ecco cosa è diventata l’Italia: la pacchia dei delinquenti. Coraggio…

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