Marino, congiure e pugnali

Quest’uomo si è proprio montato la testa. Da quando indossa la fascia tricolore di primo cittadino di Roma caput mundi (la indossa anche a letto sopra il pigiama), è convinto di essere un primo attore. Invece si è dimostrato solo una piccola comparsa; compare all’improvviso e subito scompare,  come le comete.  A forza di stare al Campidoglio, a ridosso del Foro romano e delle vestigia dei fasti imperiali, si sente inebriato dallo spirito degli avi e, come un novello Cesare, teme intrighi e tradimenti, e vede  agguati, congiure e sicari nascosti dietro ogni colonna. Solo che le fatidiche “Idi di marzo“, forse a causa degli sconvolgimenti climatici e stagionali, invece che a marzo sono cadute a ottobre: e visto che il nostro Cesarino di borgata non se l’aspettava, è rimasto fregato.  Ora grida al complotto di palazzo, dice che è stato tradito e pugnalato alle spalle.  Lo hanno accoltellato in 26. Tre pugnalate in più di Giulio Cesare. Esagerato; pura megalomania.

Pare che, vedendosi pugnalato anche dal suo consigliere più fidato, quello che stimava come un figlio, per restare fedele all’immagine del Cesare morente e volendo adattare la sua storica esclamazione nei confronti di Bruto, abbia esclamato: “Anche tu brutto figlio di puttana…”. Beh, lui è bravo a falsificare gli scontrini, ma tradurre dal latino non è il suo forte. Nessuno è perfetto.

 

 

 

 

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