Carne, tumori e insetti fritti

Sta facendo scalpore la notizia che la carne rossa è cancerogena. Lo dice l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’ Oms, scatenando polemiche e commenti di opposto tenore. Periodicamente si lanciano allarmi di ogni tipo, dal riscaldamento globale alla deforestazione, dall’inquinamento ambientale alla nocività di alimenti e bevande. A dar retta agli esperti siamo così in pericolo, minacciati da veleni di ogni tipo,  che è già una fortuna essere ancora vivi. L’ultimo allarme è questo: “Carni rosse e lavorate causano il cancro.”.

Molte delle notizie che vengono sparate ogni giorno in prima pagina, spesso in maniera allarmistica, servono solo a riempire le pagine, come ho ripetuto spesso a proposito dell’informazione.  Ieri, per fare un esempio di falso allarme, ci hanno comunicato che una stella cometa ci sta cadendo addosso e potrebbe colpirci anche subito. Ecco il titolo catastrofico: “Scoperta la cometa dell’Apocalisse: potrebbe colpirci anche adesso.”. Così allarmante che si è presi dal panico e si corre alla finestra con la paura di vederla cadere in giardino. Poi si legge il pezzo e si scopre che il pericolo c’è (niente di nuovo), ma l’evento è previsto fra circa 15 milioni di anni. Ecco, questa è la linea editoriale che ormai domina la stampa e l’informazione in genere: sparare in prima pagina titoloni ad effetto per attirare l’attenzione dei lettori ed incrementare il numero delle visite che poi, al momento di stipulare i contratti pubblicitari, hanno il loro peso. La serietà è un optional., ed il rispetto per i lettori anche.

Le notizie che riguardano la salute dei cittadini sono sempre di grande richiamo. Ecco perché quest’ultima denuncia dell’Oms sulla pericolosità del consumo di carne suscita reazioni contrastanti. Visti i frequenti allarmi sull’effetto cancerogeno di molti alimenti, comincio a pensare che la vera causa dell’incremento dei casi di tumori vari, siano altre e ben più pericolose. Ma evitano di dirlo chiaramente, per difendere chissà quali segreti e interessi economici (ormai niente è ciò che sembra, specie sulla stampa: diffidare è d’obbligo), e sviano l’attenzione mettendo sotto accusa altri fattori e prodotti di largo consumo come alimenti e bevande. Magari sbaglio, ma il sospetto è forte.

Il recente scandalo delle emissioni truccate delle auto Volkswagen dovrebbe essere ben più allarmante del mangiare una salsiccia; specie per milioni di persone che vivono in quelle specie di camere a gas che sono diventate le metropoli. Perché tanto clamore per una piccola differenza nelle emissioni di gas di scarico? Non sarà che i dati che ci propinano sulla pericolosità di queste emissioni delle auto siano inattendibili ed i gas di scarico siano  molto più pericolosi di quanto lascino intendere? Studi scientifici hanno dimostrato che le polveri sottili, lo smog e gli scarichi auto non solo procurano affezioni broncopolmonari, ma alterano addirittura i neuroni cerebrali (Lo smog danneggia il cervello). Il che significa che, giorno per giorno e senza rendercene conto, stiamo impazzendo (come ripeto da anni e come ci conferma la cronaca quotidiana, visti i continui casi di persone che per “futili motivi” si ammazzano; proprio ieri un ragazzo di 18 anni è stato accoltellato a morte per un debito di 10 euro. Vi sembra normale?).  Allora sarà più pericoloso mangiare una braciola di maiale, oppure essere immersi ogni giorno in una specie di ciminiera a respirare veleni che ci stanno mandando in pappa il cervello? Aspettiamo risposta dall’Oms.

Il vero pericolo è l’inquinamento globale a causa del quale tutti gli alimenti sono inquinati; la carne, il pesce, frutta e verdura, perfino l’acqua, l’aria ed i mari, a causa degli scarichi fognari, rifiuti tossici e scarti di lavorazione industriale riversati direttamente in mare, o lungo i fiumi diventati cloache a cielo aperto. Qualche anno fa Greenpeace lanciò l’allarme sulla presenza di mercurio e piombo nel pesce del Tirreno (sogliole al mercurio): non credo che ultimamente la situazione sia migliorata; è molto probabile che sia peggiorata. Un altro articolo riferiva dei risultati di esami di campioni di acqua marina del Mediterraneo, da cui risulta che il Mare nostrum è una specie di “Zuppa di plastica tossica“. Sull’inquinamento terrestre è meglio tacere, ormai siamo a livelli irrimediabili: la Terra dei fuochi in Campania è solo un esempio, quello che ha suscitato più scalpore e denunce, ma ormai le terre dei fuochi sono sparse su tutta la penisola e solo di una parte si conosce l’esistenza. E tutto ciò che cresce, si alimenta e vive in un territorio inquinato è a sua volta inquinato; siano prodotti vegetali o siano animali di cui ci nutriamo.  Aggiungete l’inquinamento atmosferico e quello elettromagnetico ed il quadro è completo; da Day after.

Ma è meglio non dare troppo spazio al pericolo derivante da questo inquinamento globale. Basta dare piccoli segnali, denunce saltuarie, fare qualche titolo sulla stampa, qualche dichiarazione del politico di turno, giusto per riempire i giornali, mettere insieme quattro opinionisti ed esperti in uno dei tanti inutili talk show o realizzare qualche servizio televisivo.  Così facciamo finta di occuparci del problema, ma senza esagerare, altrimenti si manda in crisi l’intero sistema produttivo e commerciale. Mercurio e piombo nei pesci possono mandare in crisi l’intero comparto della pesca. L’inquinamento della campagna mette in crisi l’agricoltura. L’uso di ormoni e antibiotici usati per accelerare la crescita degli animali, mette in crisi gli allevatori. La reale tossicità dei veleni scaricati dalle auto metterebbe in crisi le aziende automobilistiche. Se si decidesse di  vietare tutto ciò che è dannoso per la salute umana o per la salvaguardia dell’ambiente, si bloccherebbe di colpo gran parte dell’intera produzione industriale; sarebbe una catastrofe economica. Allora denunciare sì, ma con calma, senza sollevare troppi polveroni. Un giorno ce la prendiamo con le sogliole al mercurio, il giorno dopo con gli scarichi delle auto, poi con i vitelli allevati con gli ormoni, poi con le piogge acide e la deforestazione, infine con l’olio di palma e le merendine, e così via; intanto le notizie si dimenticano presto e sembra che l’unico pericolo per l’uomo sia quello della denuncia del giorno, il resto è già dimenticato. La settimana scorsa sotto accusa era l’olio di palma, oggi il pericolo è la carne cancerogena; domani chissà.

Di recente il Parlamento europeo, accogliendo il suggerimento della FAO e dell’ONU,  ha finanziato una campagna pubblicitaria per convincere la gente a mangiare meno carne e sostituirla con insetti, vermi e larve;  alimenti sani, altamente proteici, basso costo di produzione e minor impatto ambientale, rispetto alla quantità di mangimi  e acqua occorrente per l’allevamento animale (Insetti, il cibo del futuro). Per divulgare l’entomofagia i cervelloni di Bruxelles hanno stabilito di erogare 3 milioni di euro ad ogni Paese che si impegni a diffondere e sostenere l’utilizzo degli insetti per uso alimentare (milioni di euro per farci mangiare ragni). Se tutti aderiscono, e non c’è motivo di dubitarne, 3 milioni per 27 paesi vuol più di 80 milioni di euro; per farci mangiare insetti.  Adesso è chiaro perché ultimamente su stampa e televisione si parla sempre più spesso di insetti e del loro utilizzo alimentare. Poi c’è ancora gente convinta che quelli del Parlamento europeo siano persone normali.

La giustificazione di questa iniziativa bislacca è collegata all’annoso problema della fame nel mondo. Dicono gli esperti ONU che noi, in Occidente, consumiamo troppa carne, mentre nel terzo mondo soffrono di carenze alimentari, proprio a causa del nostro eccessivo consumo di risorse. Questa strana relazione di causa/effetto fra il nostro benessere e la scarsità di risorse dei paesi poveri è tutta da dimostrare, ma è un’invenzione che fa comodo a tutte le associazioni che  campano sulla vera o presunta attività di intervento umanitario a favore del terzo mondo. Se si ha qualche dubbio in proposito, sarebbe il caso di leggere attentamente questo articolo: “Insetti, Fao, Onu e sprechi“.

Non sarà che anche questa sparata dell’Oms sulla pericolosità del consumo di carne è funzionale a quella campagna insettivora? Inculcandoci la paura che la carne sia cancerogena, vogliono convincerci a rinunciare alla salsiccia per mangiare fritto misto di grilli e spiedini di cavallette. Così si raggiunge un equilibrio dei consumi alimentari fra occidente ricco e paesi poveri; noi mangiamo più insetti ed i poveri del terzo mondo ogni tanto possono farsi una braciola, che evidentemente è cancerogena solo per noi, a loro fa bene (sono stranezze degli esperti ONU).  Resta il sospetto che ci sia qualcosa di poco chiaro in queste campagne a favore del terzo mondo, specie quando vogliono convincerci a mangiare insetti per dare le bistecche ai poveri. E tanto per cambiare ho l’impressione che dietro questa novità alimentare ci siano già aziende specializzate che hanno scoperto un nuovo business (Insetti, partono i primi allevamenti); guarda caso tra i primi interessati alla novità c’è la Coop, chissà perché. Sì, c’è qualcosa che non mi convince. Sarò troppo diffidente, ma il dubbio me lo tengo.

Vedi:Nouvelle cuisine” (maggio 2014)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...