Scialpi e il marito

Il cantante Scialpi è stato ricoverato in cardiologia per un intervento. Si è lamentato per il trattamento ricevuto dal suo compagno. Una volta i “compagni” erano quelli di scuola, dell’asilo, di avventura, di viaggio, di baldoria, quelli con i quali si giocava a pallone e si faceva merenda insieme. Insomma, relazioni normali, da combriccole infantili di giochi e monellerie da cortile condominiale o da scherzi fra adulti alla “Amici miei“. Oggi i “compagni”  (o le compagne), sono quelli con i quali  si gioca… sotto le lenzuola. E’ l’evoluzione del lessico familiare; e delle lenzuola.

Dice: “Io ricoverato, mio marito trattato come un estraneo“.  Se è così ha ragione. Come si fa a non riconoscere il marito di Scialpi? Però, a parziale giustificazione del personale ospedaliero, bisogna dire che succede sempre più spesso che nella vita quotidiana l’appartenenza di genere sessuale sia sempre più confusa; ormai niente è più quello che  sembra. Mai fidarsi, sembrano  mariti, mogli, uomini e donne, coppie apparentemente normali, come quella coppia entrata di recente al Grande fratello, e poi  si scopre che si tratta di due trans; Lui era una lei e Lei era un lui.

Ma c’è di più.  Per contribuire a fare ulteriore confusione fra genere maschile, femminile, trans, bisex,  e appartenenze di gender varie ed eventuali,  un anno fa in Australia è stato riconosciuto ufficialmente il “genere neutro”: “Sidney riconosce il terzo sesso“. I francesi, che non vogliono essere secondi a nessuno, proprio due giorni fa si sono affrettati ad imitarli: “Giudici francesi riconoscono il sesso neutro“. E non è che l’inizio. Volete che l’Arci gay non lanci subito un appello per chiedere che anche l’Italia recepisca il nuovo genere? Date tempo al tempo e l’effetto domino si propagherà nel mondo decretando il successo globale del genere neutro; in attesa di nuovi generi e variazioni sul tema di quelli esistenti. In confronto a quello che ci aspetta, Luxuria sarà solo un tranquillo, banale ed antiquato personaggio da museo delle cere; archeologia antropologica.

Comprensibile, del resto, che vedendo un giovanottone barbuto accanto al letto del degente Scialpi, si pensi che sia un familiare, un fratello, un cugino, un amico, un compagno di calcetto; ma a nessuna persona normale verrebbe in mente di pensare che sia il “marito” di Scialpi. E ancora meno che Scialpi, pure lui con barba e baffi, sia la moglie. Assolto, quindi, tutto il personale sanitario. Eppure, in questo contesto di progressiva confusione dei generi e dei ruoli, la lamentela di Scialpi sembra del tutto normale. Ma la si può leggere in maniera diversa, secondo il punto di vista. Vi si possono riconoscere almeno quattro chiavi di lettura e di rappresentazione scenica: la commedia, il dramma, la tragedia, la farsa grottesca. La commedia è che Scialpi abbia un “marito“. Il dramma è che il marito di Scialpi non venga riconosciuto come tale e sia trattato come un estraneo. La tragedia è che il fatto che Scialpi abbia un “marito”, sembri normale. La farsa è che non si sa se ridere o piangere. Sipario.

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