Nichi, il baby pensionato (alla faccia vostra)

Quelli che dicono di combattere per il popolo, la giustizia, l’uguaglianza. Quelli che lanciano proclami  per combattere la povertà, per garantire uguali diritti a tutti. Quelli che denunciano i benefici, i compensi stratosferici e gli assurdi privilegi della casta politica. Ecco, quelli, sono i primi ad usufruire di tutti i privilegi che dicono di combattere. Anzi, siccome sono gli stessi che fanno le leggi, i privilegi se li fanno apposta, su misura.

Ecco, giusto per fare un esempio di questi giorni, cosa ha fatto Nichi Vendola, ex parlamentare ed ex presidente della Regione Puglia: “Vendola, il baby pensionato“. In pratica, mentre tutti gli italiani devono sottostare a norme sempre più rigide e restrittive  sul godimento della pensione, in Puglia si fanno le leggi ad hoc per garantire ai consiglieri privilegi assurdi; alla faccia degli italiani. Lui, il coomunista duro e puro, al contrario di tutti gli italiani, va in pensione a 57 anni con un vitalizio di 5.600 euro al mese (a cui si aggiungerà l’indennità da ex parlamentare), grazie ad una legge, approvata dal Consiglio della Regione Puglia, che sembra fatta apposta e cucita addosso a Vendola; manca solo il nome e la foto.

Eccolo, quello che disse che avrebbe abolito i vitalizi, quello che si appellava a “Un’Italia migliore“, quello che, giocando sull’ambiguità del termine, scriveva sui manifesti elettorali che lui era “Diverso…da quelli che avevano governato prima“. L’unica cosa vera è la sua diversità sessuale sulla quale, per carità cristiana, stendiamo un velo pietoso. Ma siccome questa gente ha la faccia come il culo, spesso confondono le due cose e scoreggiano mentre pensano di parlare e viceversa; per loro non c’è differenza, sono la stessa cosa. Lo si nota benissimo da questa foto in cui appare in tutta la sua faccia da…pensionato.

Vale la pena di capire come e perché il nostro Vendolino possa farla in barba agli italiani. Lo spiega chiaramente l’articolo del Corriere del 1° ottobre: “Vendola pensionato; 8 anni di servizio e 5.618 euro lordi“. Ecco un passo dell’articolo: “Come è noto, la legge pugliese ha abolito il vitalizio a partire dal primo gennaio del 2013, ma facendo salve le situazioni maturate fino al 31 dicembre 2012. Vendola, presidente (e consigliere) dal maggio del 2005 al luglio 2015, ha maturato sette anni e mezzo di contributi fino al momento dell’abolizione dei vitalizi. Ha poi aggiunto volontariamente – le norme lo consentono – la contribuzione necessaria a completare 8 anni. Ed è questo il periodo preso in considerazione per commisurare l’entità del vitalizio. Le norme consentono di percepire il vitalizio a 60 anni, ma concedono un anno di anticipo per ogni anno che superi il quinquennio minimo di contribuzione: gli otto anni di contributi, permettono dunque un anticipo di tre anni sulla data ordinaria. Compiuti 57 anni a fine agosto, dal primo settembre, l’ex governatore può legittimamente incassare l’assegno. A questo dovrà aggiungersi quello di ex deputato, sempre che Vendola non venga rieletto. In quel caso, gli assegni sarebbero interrotti.”.

Chiaro? Come dicevo, quella legge sembra modificata apposta per adattarla al presidente della Regione Puglia. Già il fatto che un Consiglio regionale (ma vale anche per il Parlamento) approvi delle leggi che si applicano a se stessi ed a proprio vantaggio, dovrebbe far sorgere qualche dubbio sule norme che regolano questa sbrindellata Repubblica, la sua “Costituzione più bella del mondo“, e qualche errore di progettazione presente nel sistema democratico e parlamentare.  Ma questa è un’altra storia. Ora, per capire la coerenza e l’onestà di questi tribuni della plebe, basterebbe ricordare quante volte per delle leggi proposte da  Berlusconi, la sinistra si strappava le vesti, urlava allo scandalo ed alle “Leggi ad personam”. Se questa non è una “Legge ad personam” cos’è? E come mai nessuno protesta? Semplice, perché quando le porcherie le fanno a sinistra è solo “rispetto della legge in vigore“, sono  “diritti acquisiti“; alla faccia degli italiani  e di chi crede ancora a questi tromboni..

Questi sono quelli che dicono di lottare per la giustizia, per i poveri, per i deboli e gli oppressi, per “gli ultimi” (come dicono Boldrini e Bergoglio). Quelli della sinistra radicale, quelli con “le mani pulite”, quelli che non fanno sconti a nessuno, quelli della superiorità morale. Questa è la quintessenza dell’ipocrisia, ancora più vergognosa e spregevole in quanto applicata a proprio vantaggio tradendo la buona fede dei propri sostenitori. Meglio ladri, mafiosi e truffatori; sono più onesti. Almeno rubano e basta e non hanno difficoltà ad ammetterlo. Non dicono di combattere la corruzione ed il malgoverno per il bene del Paese, e non dicono  di rubare per il tuo bene; come fanno, invece,  certi imbroglioni travestiti da comunisti per ingannare meglio il popolo.

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