Titoli pedestri

La lettura delle notizie in rete riserva sempre qualche sorpresa, negli articoli ed anche nei titoli. Gli errori, le imprecisioni, le castronerie, le autentiche bufale, sono così tante ed all’ordine del giorno che il più delle volte si lascia perdere, si sorride e si va oltre. Ma ogni tanto bisogna anche segnalare qualche caso, tanto per ricordarci quale sia oggi la professionalità di quelli che gestiscono l’informazione.

Ecco il primo esempio, preso ancora una volta dal Corriere.it di avantieri: “I borghi italiani più belli d’Italia“.  Non è che ce l’ho in particolare con il Corrierone nazionale, è che talvolta si ha l’impressione, vista la frequenza di errori, che in redazione ci siano Cip e Ciop e Topo Gigio. Questo titolo figurerebbe benissimo in una lezione di giornalismo su pleonasmi e ripetizioni da evitare accuratamente, specie nei titoli. Se sono borghi italiani è ovvio che siano in Italia e non in Francia. E se sono borghi d’Italia è ovvio che siano italiani e non francesi. Quindi, o si scrive “I borghi italiani più belli”, oppure si scrive “I borghi più belli d’Italia“. Così evidente che lo capisce anche un bambino delle elementari. Vederlo riportato, invece, con grande evidenza nella prima pagina del Corriere non solo fa sorridere, ma lascia qualche dubbio (anzi, più di uno) sull’accuratezza e la serietà della redazione. Ma, sinceramente, abbiamo visto anche di peggio. E’ solo un esempio di informazione “stampodista“, stampa-podista, pedestre, di chi scrive con i piedi.

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