Dolori e deliri

Ancora due notizie importantissime: Belen a Spoleto ed i dubbi amorosi di Balotelli. Questi due personaggi sono ormai due casi clinici della stampa nostrana. Non passa giorno che non siano in prima pagina, qualunque cosa facciano o non facciano. Ed ancora non si capisce il perché. Mistero.

Ecco lo spazio che  dedica oggi il quotidiano L’Unione sarda alle nostre celebrità. Almeno è onesto e riporta il richiamo in prima pagina, ma sotto la voce “Gossip“. Perché di questo si tratta; puro, semplice, inutile ed insignificante Gossip. E trattandosi di gossip, certe notizie dovrebbero comparire, com’è logico, nelle riviste di gossip. No? Invece le troviamo ovunque, su tutti i siti di informazione in rete, e costituiscono almeno i 2/3 dell’intera informazione. Qualcuno potrebbe obiettare che nessuno ci obbliga a leggerli. Ma non è così semplice, anzi è quasi impossibile, perché quando si leggono le notizie in rete, volenti o nolenti, scorrendo le pagine, leggi almeno i titoli degli articoli. Quindi, anche non volendo, tutti i santi giorni dobbiamo farci l’indigesta scorpacciata di titoli ed immagini gossipare. Anche dove non dovrebbero esserci.

Ecco, per esempio, la notizia riportata oggi sulla prima pagina del Corriere.it “Perché non ho mai provato l’amore vero?”:  con grande evidenza, poco sotto o a fianco di notizie ben più serie e gravi sul flusso di migranti all’est, l’alluvione a Piacenza ed il terremoto in Cile. Ma se questo è gossip, allora è fuori posto, poiché non mi risulta che il più importante quotidiano italiano sia una rivista di gossip. Ma evidentemente deve esserci stato ultimamente un drastico cambio di linea editoriale, visto che, per il Corriere (ma anche per gli altri quotidiani), il dubbio amoroso di Balotelli vale quanto i morti cileni o la devastazione nel piacentino.  Ed immagino che questa domanda angosciante “Perché Balotelli non ha mai provato il vero amore?”, se la pongano tutti gli italiani, compresa la casalinga di Voghera, il precario calabrese, il minatore cassintegrato del Sulcis e la pensionata che cerca di recuperare qualcosa di commestibile fra gli scarti dei mercati. Deve essere così, se il Corriere dà tanta importanza e visibilità ai dubbi amorosi di questo ragazzotto sopravvalutato e pompato dalla stampa. In confronto ai dolori del giovane Balotelli, quelli del giovane Werther sono bazzecole, quisquilie, sciocchezzuole adolescenziali. Tutti hanno diritto di dire sciocchezze o di gingillarsi con i messaggini social; anche i bambini, gli idioti e gli ex boy scout che fanno carriera politica. E tutti hanno diritto di essere stupidi. Ma non per questo tutte le sciocchezze e le stupidaggini devono finire in prima pagina.

Il caso di Belen Rodríguez (ma vale anche per Balotelli e per tutte le altre celebrità del mondo dello spettacolo) sarebbe da studiare nei corsi di giornalismo o di scienze della comunicazione. Non passa giorno che anche questa ragazzotta argentina che ha trovato l’America in Italia, non sia in prima pagina. Una volta dall’Argentina arrivavano tanghi, calciatori e quarti di bue; ultimamente arrivano bond spazzatura, belle ragazze e Papi oriundi. E’ l’evoluzione dei tempi.  Ogni giorno i nostri solerti cronisti trovano qualche spunto e pretesto per sbattere in prima pagina la foto, quasi sempre seminuda, della nostra show girl. In particolare il Giornale le dedica ampio spazio; raramente succede che scorrendo la prima pagina non ci sia una foto di Belen. Mah, avranno un accordo speciale con l’agente, sarà particolarmente simpatica al direttore, avrà qualche parente in redazione; misteri della stampa.

Questo è il pezzo riservatole oggi sul Giornale. La notizia è che partecipa ad una puntata della fiction Don Matteo 10. Ora bisognerebbe aprire un altro discorso su questo prete che, invece che fare il prete, è sempre immischiato in indagini poliziesche. Ma è un’altra storia. La cosa curiosa è che siano arrivati alla decima edizione di questa fiction. Mah, si vede che gli italiani hanno degli strani gusti. Prima le storie erano ambientate a Gubbio, dove ogni giorno c’era un morto ammazzato; una strage che non si vedeva nemmeno nella Chicago degli anni di Al Capone. Ora si sono trasferiti tutti, armi e bagagli, a Spoleto. E la musica non cambia.  E sempre Don Matteo impegnato a risolvere i casi. Certo che ha proprio sbagliato mestiere; doveva arruolarsi fra i carabinieri, invece che andare in seminario. Allora viene il sospetto che sia proprio questo Don Matteo che porti iella e dove va lui succede il finimondo. Ma oggi la notizia è che la nostra Belen fa parte del cast della puntata. E per far apparire la notizia più importante di quello che è, si esagera col titolo: “Belen Rodriguez escort per don Matteo:  a Spoleto folla in delirio“.

Non capisco perché si debba sempre esagerare, ingigantire, esasperare, gonfiare i titoli, usare l’iperbole sempre e comunque, come se qualunque sciocchezza gossipara sia una questione di fondamentale importanza per le sorti del mondo. Ormai questo è lo stile della nostra stampa; fuori dalle righe, fuori dal senso della misura ed anche fuori dal buon senso. Non basta dire che Belen partecipa alla fiction? No, bisogna urlare che “la folla è in delirio“. Un’improvvisa esplosione di follia collettiva; tutti ricoverati in neurologia.  Allora,  vediamo cosa significa il termine delirio.

Delirio: “Stato psicopatologico caratterizzato da un’alterata interpretazione della realtà, anche se percepita normalmente sul piano sensoriale, per una attribuzione acritica di significati abnormi a percezioni, ricordi e idee.” (Enciclopedia Treccani). Delirio: 1) Stravolgimento del giudizio sulla realtà, proprio di forme psicotiche. 2) Stato allucinatorio e confusionale che può verificarsi in seguito a una forte febbre. 3) Perdita della visione razionale a causa di un sentimento, di una passione travolgente. (Sabatini Coletti).

Vista la definizione ci si chiede in quale delle suddette condizioni si trovava la folla di Spoleto per essere definita “in delirio“.  In nessuna, suppongo. Immagino, piuttosto,  che la folla di Spoleto non solo non sia poi così “folla” (al massimo qualche decina di adolescenti e curiosi sfaccendati di passaggio), ma che, soprattutto, non ci sia stato nessun caso di delirio collettivo. Ho la sensazione che, invece, una vera e propria epidemia di delirio, in forma patologica acuta, sia diffusa nelle redazioni dei quotidiani. E’ solo un sospetto. Magari chiamiamo Don Matteo per risolvere il caso.

Ma questa non è informazione, come vogliono farci credere. Queste non sono notizie. Sono insulsaggini e pettegolezzi da cortile mediatico, scorie e scarti di lavorazione, spazzatura maleodorante buona solo per chi ha bisogno di raccattare inutili cianfrusaglie e paccottiglia assortita da stipare nel cervello per illudersi di averlo pieno.

Pensierino poetico sui dolori del giovane Werther (ma va bene anche per quelli del giovane Balotelli)

Stava Werther sulla plancia

con in petto un gran dolore.

Ma non era mal d’amore,

era solo mal di pancia.

.

P.S. (19 settembre)

Confermata l’ipotesi di ieri: è in atto una gravissima epidemia di “Delirio” di massa.

Come dicevo ieri, a proposito della “folla in delirio” a Spoleto per la presenza di Belen Rodríguez, temo che si tratti di un’epidemia generale che sta coinvolgendo l’intera penisola. Ecco oggi la conferma a questa ipotesi. Sul quotidiano L’Unione sarda viene riportata questa allarmante notizia: “Quartu, migliaia di fan in delirio“.  Dopo Spoleto, il terribile virus del delirio attraversa il Tirreno ed arriva in Sardegna a  Quartu S.Elena. Non c’è dubbio, si tratta di una gravissima epidemia, tipo Ebola, aviaria, mucca pazza, Aids. Purtroppo è difficilissimo individuare la natura del virus,  poiché Le cause scatenanti la patologia sembrano essere diverse e possono variare secondo il luogo, il giorno, e forse anche il clima.  A Spoleto il delirio è esploso per la presenza di Belen, a Quartu per un concerto dei Tazenda. Evidente che la causa scatenante è sempre la presenza di personaggi dello spettacolo. Resta da capire (ma esperti e scienziati stanno già studiando il caso) quale sia il nesso tra lo spettacolo e la patologia. Gli artisti sono portatori sani del virus e lo diffondono tra il pubblico? Oppure i fan hanno una particolare predisposizione ad essere colpiti da delirio?  Il ritrovarsi in centinaia o migliaia tutti insieme, vicini ed a stretto contatto in uno spazio ristretto, può favorire l’insorgere della patologia? In attesa di risposte a queste angoscianti domande, e magari alla predisposizione di uno specifico vaccino anti-delirio, il consiglio è di tenersi alla larga dai personaggi dello spettacolo e da manifestazioni di piazza.

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