Gay, fra cinema e Papi confusi

Desde allà“, del venezuelano Lorenzo Vigas, ha vinto il Leone d’oro del festival del cinema di Venezia. “Una storia di solitudine e di incontri a sfondo omosex tra due personaggi estremamente diversi in una caotica Caracas.“. (La Stampa).

Toh, ha vinto un film che parla di gay. Curioso, vero? Sarà un caso che da anni ai festival di Venezia e Cannes, e nelle varie rassegne cinematografiche, sia sempre presente almeno un film sul tema gay o sull’immigrazione, e che questi temi siano sempre  trattati dal punto di vista della lobby gay e del buonismo terzomondista ed accoglientista dei cattocomunisti, del boldrinismo, dei preti confusi e degli sciacalli che fanno i milioni sugli immigrati?  Sarà un caso che anche le fiction televisive sempre più spesso affrontino le stesse tematiche, con lo stesso spirito benevolo e positivo, tanto che sembrano sponsorizzate dall’Arci gay e dall’UNHCR? Sarà un caso che nei programmi e salotti TV spopolino ospiti, conduttori, semi-conduttori (non elettronici), opinionisti tuttologi ed assortiti e pittoreschi personaggi dello spettacolo  gay e trans? Sarà un caso? Eccheccasooo …direbbe Greggio. No, non è un caso. Anzi, oggi se si vuole avere attenzione e visibilità mediatica, successo, vincere qualche premio, fare gli ospiti e opinionisti in TV, insomma essere VIP, bisogna essere gay, trans, lesbiche, neri, musulmani, zingari, comunisti, borderline, drogati…anche nelle varie combinazioni. O almeno essere sostenitori di queste categorie. Anche essere mafiosi, camorristi o almeno parenti di un boss, aiuta molto: si può andare in televisione e, magari, anche a Porta a porta. Tutto, fuorché essere persone normali. Regolatevi.

Papi in crisi. Se un quotidiano che si rivolge ad un pubblico di lettori non proprio storicamente mangiapreti, lancia un sondaggio per chiedere se si è a favore o contro il Papa, beh, significa che dalle parti del Vaticano qualche problemino deve esserci. Lo fa Libero con un articolo di Antonio SocciPapa Francesco scatena il divorzio nella Chiesa. Il pezzo inizia così: “Newsweek ha messo in copertina Bergoglio e questo titolo: «Il papa è cattolico?». Sottotitolo: «Naturalmente sì. Ma non lo diresti stando a ciò che si legge sulla stampa».”.  E se anche Newsweek solleva qualche dubbio sul cattolicesimo del Papa, allora la questione è seria.

Diventa ancora più seria quando, dai risultati del sondaggio,  si scopre  che quasi i 2/3 (67% contro 33%) dei lettori si dichiarano “Contro” il Papa.  Va bene che la Chiesa ultimamente è in crisi e che i cattolici praticanti sono sempre meno. Ma nonostante questa crisi della fede, restava sempre il massimo rispetto per la figura del Papa. Fino a quando non si è insediato il nuovo Pontefice,  Papa Francesco. Le sue dichiarazioni che si prestano spesso ad interpretazioni ambigue e strumentalizzazioni, il suo atteggiamento nei confronti dell’immigrazione, la sua apertura verso i temi sociali con una visione del mondo  che a molti appare ispirata più al marxismo che al Vangelo, non hanno mancato, fin dal suo insediamento, di suscitare dubbi, critiche ed aperte contestazioni.

Uno dei più accesi contestatori di Bergoglio è proprio Antonio Socci,  uno dei pochi scrittori dichiaratamente cattolici nel mondo dell’informazione in cui il laicismo impera ed è quasi un obbligo, e se non si è proprio atei o acerrimi nemici della Chiesa, va già bene quando ci si dichiara semplicemente agnostici. Perché Socci ha cambiato atteggiamento nei confronti di Papa Francesco e non perde occasione per criticarlo (Il partito di Bergoglio)? Cosa sta succedendo? Succede che il “nuovo corso” bergogliano sta creando malcontento e confusione anche tra i fedeli. L’ultimo spunto per l’ennesima contestazione del Papa viene da  provvedimenti che riguardano la famiglia, con la recente semplificazione delle cause di annullamento del matrimonio (Sacra Rota, più facile l’annullamento delle nozze) e l’apertura nei confronti di famiglie di divorziati e gay (Il sinodo apre a divorziati e famiglie gay).  Al centro di questa battaglia c’è, dunque, la famiglia.

Ed ecco come Socci chiude l’articolo: “Suor Lucia, la veggente di Fatima, un giorno disse al cardinal Caffarra: «Padre, verrà un momento in cui la battaglia decisiva di Satana con Cristo sarà il matrimonio e la famiglia». Ci siamo. Se è il tempo del «vescovo vestito di bianco» saranno dolori per tutti (ricordate la visione della città in rovina?)”. Considerato che l’Isis , un giorno sì e l’altro pure, minaccia di arrivare a Roma e portare morte e distruzione, e che in Parlamento si discutono proposte di legge per riconoscere unioni di fatto, diritti  e matrimoni gay, portando un ulteriore attacco alla famiglia tradizionale, è evidente che, se dobbiamo dare un qualche valore alla profezia di Suor Lucia, il futuro non è proprio roseo, per i fedeli, per la Chiesa e per Papa Francesco. Mala tempora currunt.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...