Gnocche di rappresentanza

Forza Italia cerca volti nuovi per la TV.  Ma non si tratta di un cast per una nuova fiction sponsorizzata dal partito di Berlusconi. Cercano persone che rappresentino il partito nei dibattiti televisivi. A quanto pare Berlusconi si è stancato di vedere sempre le stesse facce in Tv, gli stessi personaggi che da anni passano su tutti i canali televisivi e ripetono le stesse stanche, scontate e inutili litanie.

Così ha deciso di cambiare l’immagine pubblica di Forza Italia ed ha assegnato  ad un esperto di comunicazione l’incarico di cercare nuovi personaggi ai quali affidare il rilancio del partito ultimamente in grave crisi di consensi. E’ la conferma di ciò che è chiaro da anni: oggi ciò che conta non è la realtà, ma la sua rappresentazione mediatica. In politica, che sfrutta al massimo le regole della comunicazione, non contano i programmi, le idee, le proposte; contano i volti dei personaggi che rappresentano il partito. Ecco perché tutti, destra e sinistra, scelgono accuratamente i volti da mostrare al pubblico. L’immagine è fondamentale. Decenni fa Leo Longanesi, guardando le facce di quelli che propagandavano idee rivoluzionarie e dittature proletarie,  diceva “Quello che mi preoccupa non sono tanto le loro idee, quanto le facce che rappresentano quelle idee“.

Si diceva che Berlusconi scegliesse collaboratrici e ministre non per la loro bravura e preparazione, ma per la loro avvenenza fisica. Ma i suoi avversari del PD non sono certo da meno. Basta pensare ad Alessandra Moretti che, per un certo periodo,  fu la portavoce di Bersani, stazionava negli studi televisivi, ovunque ci fosse un dibattito, era l’immagine del PD, della segreteria, della linea bersaniana, e rappresentava il nuovo, il cambiamento, la faccia giovane, pulita, carina e simpatica del partito. Un altro volto nuovo fu  Debora Serracchiani, scelta dall’allora segretario Franceschini come giovane emergente e diventata di colpo assidua frequentatrice dei salotti televisivi, dove è tuttora presente quasi quotidianamente, dopo opportuna operazione di riposizionamento e conversione improvvisa e miracolosa  al renzismo imperante.

Cambiata aria e segretario, sono cambiati anche i volti di rappresentanza e le stesse Moretti e Serracchiani si sono affrettata ad unirsi  alla schiera dei sostenitori del rottamatore  Renzi (in politica la coerenza è un difetto gravissimo, letale: adeguarsi o morire). Con il nuovo segretario  pian piano sono quasi scomparsi dal video i volti del vecchio regime, (Fassino, D’Alema, Veltroni, Rosi Bindi), sostituiti da volti nuovi, giovani, gradevoli, fotogenici, femminili e di bell’aspetto, come le ministre Boschi e Madia. Insomma, oggi per  fare strada in politica non bisogna avere particolari capacità, bisogna essere giovani e di “bella presenza“, come si richiedeva una volta alle commesse dei Grandi magazzini (Ecco perché oggi è difficile distinguere una ministra da una commessa). Se poi alla bella presenza si unisce anche una parlantina sciolta, la faccia di bronzo nel raccontare balle spacciandole per verità e l’assoluta fedeltà al capo, allora è il massimo.

Anche Berlusconi, quindi, ha deciso di rinnovarsi, come riferisce Libero “Caccia ai volti nuovi per la TV“. Il primo volto nuovo dovrebbe essere quello di Thérèse Salemi, originaria di Capoverde e “fashion blogger“, che vediamo nella foto in alto (forse è il suo “santino” elettorale) che ce la mostra in tutta la sua eleganza, sobrietà e castigatezza.  Da dove arriva e quali particolari meriti ha per  farsi strada in politica? Leggete qui, nell’intervista al Corriere come, da un giorno all’altro, si ha successo e si può fare carriera politica: “Thérèse, volto nuovo di Forza Italia“.

Certo, vista così, sembrerebbe che Berlusconi, più che cercare volti nuovi, stia cercando nuove gnocche per sostituire quelle vecchie usurate dal tempo e dalla eccessiva esposizione alle forti luci degli studi televisivi. Ma, siano volti o siano gnocche seminude, non fa molta differenza. A guardare le facce dei politici che ogni giorno sproloquiano in televisione a reti unificate e raccontano balle sesquipedali, senza nemmeno vergognarsi, è difficile distinguere e identificare esattamente le parti anatomiche dei personaggi, visto che hanno la faccia come il culo. Tanto vale, dirà qualcuno, mostrare direttamente il culo: si fa prima, è più onesto ed è preferibile esteticamente.

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