Pesci in faccia

Consigli estivi: come riconoscere il pesce fresco e difendersi dalle truffe alimentari. Sono all’ordine del giorno le rubriche di consigli utili che, su quotidiani, web, TV, hanno l’apprezzabile scopo di insegnare ai cittadini tutto su tutto. Basta seguire i quotidiani suggerimenti degli esperti e si vive tutti sani, belli, ricchi, felici e contenti. I consigli sull’alimentazione sono tra i più diffusi e seguiti. Oggi è la volta di questo articolone su Tiscali che ci spiega quali accorgimenti adottare per consumare pesce fresco, specie nella stagione estiva, in tutta tranquillità: “Frodi ittiche; ecco come difendersi“.

L’articolo è firmato da Stefania Elena Carnemolla. Ora, già il fatto che un articolo che parla di  pesce sia scritto da una che si chiama Carne…molla, lascia qualche dubbio. Non sarà una truffa anche questa? Ma no, si scherza.

L’articolo cita alcune delle truffe più ricorrenti in campo commerciale e riprende il lavoro dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, che di recente ha pubblicato  “OK, il pesce è giusto“, un utile vademecum da consultare per evitare danni e sorprese, ed ha lanciato anche una  app per smartphone e tablet, realizzata con il sostegno della Compagnia di San paolo e la collaborazione del Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino (me cojoni; tutto per dirvi come si mangia il pesce).  Ma leggendo il pezzo, circa a metà del testo, si scopre questa autentica “perla“…

Sì, proprio così. Prima di consumare il pesce bisogna eviscerarlo e lavarlo.  Ma solo se “si pulisce il pesce a casa“. Se, invece, lo pulite in auto, in ascensore o al cinema, potete mangiarlo direttamente senza eviscerarlo. Fanno bene a ricordarcelo, visto che è risaputo che gli italiani  usano mangiare il pesce direttamente sul bancone della pescheria o in strada,  senza lavarlo e prediligono le interiora. Anzi, ne sono così ghiotti che molti mangiano solo le interiora ed il pesce lo  buttano via o lo danno al gatto. Ma, soprattutto, bisogna ricordarsi che per consumare il pesce “crudo” bisogna prima “cuocerlo“.

E per confezionare questa chicca si sono impegnati a fondo un autorevole Istituto zooprofilattico, la Compagnia di San paolo ed il prestigioso Dipartimento del Politecnico torinese. Roba da prenderli letteralmente a pesci in faccia. Poi qualcuno pensa che stia esagerando quando critico l’informazione o dico che oggi la gente scrive con i piedi:”Fisica e stampodismo”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...