Italia: azienda recupero relitti

Azienda Italia: specializzata in trasporto e accoglienza migranti, salvataggio naufraghi, recupero relitti di  navi e barconi (anche affondati), cadaveri compresi. Servizio completamente gratuito, spese a carico dei contribuenti italiani.

Come preannunciato tempo fa dal fanfarone toscano di Palazzo Chigi, è stata avviata l’operazione “Umanitaria” del recupero del barcone affondato il 18 aprile a circa 60 miglia dalla Libia (“Ecatombe nel Mediterraneo: 700 morti“).

Come già detto in passato, il “Canale di Sicilia“, che continuano a citare ogni volta che si riferisce di operazioni di salvataggio o di naufragi di migranti, non è a 60 miglia dalla costa Libica, ma ad oltre 200 miglia a nord, esattamente il tratto di mare che separa la costa della Tunisia dalla parte più occidentale della Sicilia. Ma i media continuano a citarlo così, erroneamente, perché così queste tragedie le sentiamo come avvenute in Sicilia, in casa nostra, il che fa nascere ed alimenta il nostro senso di colpa.

Questa operazione di recupero del relitto affondato è stata voluta da Renzi per dimostrare il grande spirito umanitario dell’Italia e per accrescere agli occhi del mondo l’immagine di un premier decisionista e disposto a tutto per sostenere la causa buonista, accoglientista e terzomondista, tanto cara alla sinistra europea, ed italiana in particolare, al Vaticano, alla Caritas, alle Coop rosse e bianche, alla Boldrini, agli albergatori in crisi che con i migranti riempiono le stanze e tutti coloro che sfruttano il lucroso business dell’immigrazione.

Non basta andare a prenderli direttamente alla partenza dalla Libia. Non basta accoglierli e sistemarli in hotel. Non basta pagare le spese di vitto, alloggio, biancheria, abbigliamento, sigarette, ricariche telefoniche, televisione con parabola, piscina, intrattenimento, corsi di lingua, cultura, informatica, paghetta settimanale,  connessione internet, consulenza legale e sindacale e assistenza da parte di “mediatori culturali” a libro paga delle stesse associazioni che sui migranti campano da anni. Non basta. Per farci belli agli occhi del mondo, della Boldrini, del Papa, dell’UNHCR, dell’UNAR e delle anime belle del pianeta, andiamo perfino a recuperare i relitti in fondo al mare carichi di cadaveri di disperati provenienti dall’Africa, in acque internazionali lontanissime dalle nostre acque territoriali, senza che nessuno ce lo abbia chiesto, senza che nessuno ci obblighi a farlo, senza che ce lo suggerisca una qualche norma internazionale, una postilla della Costituzione o una clausola di accordi europei o dell’ONU.

Niente e nessuno ci obbliga a farlo, ma Renzi dice che dobbiamo farlo per mostrare all’Europa la gravità del problema. E lo facciamo volentieri ed a spese nostre. a spese dei cittadini italiani vessati da tasse insopportabili, in piena crisi economica, con milioni di italiani in stato di povertà, milioni di disoccupati, pensionati che raccolgono scarti ai mercati o mangiano alla Caritas. Ma noi abbiamo 20 milioni di euro da spendere per andare a recuperare i corpi di migranti annegati vicino alla Libia.  Tutto per la bella faccia del nostro premier umanitario.

Ma non bisogna dare troppa evidenza alla notizia, meglio che passi sotto silenzio; anzi meno se ne parla e meglio è. Ed ecco, infatti, come l’ANSA ieri dava la notizia: “ROMA – Su indicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono iniziate nello Stretto di Sicilia le operazioni di recupero dei corpi dal peschereccio inabissatosi il 18 aprile 2015 con circa 700 persone a bordo. Lo rende noto la Marina Militare.”. Tutto qui, tre righe . Più che una notizia sembra un conciso telegramma ad uso interno della Marina.

Ora, visto che sono gli italiani a pagare i circa 20 milioni di spese previste (ma, come succede sempre in Italia, per qualche strano meccanismo contabile, alla fine le spese sono sempre molto superiori alle previsioni), sarebbe opportuno che, invece che lo striminzito comunicato Ansa, si spiegasse bene e chiaramente agli italiani  come nasce questa operazione; chi e quando l’ha approvata, chi ha autorizzato l’impegno di spesa e la copertura, se il ministro della Difesa ha autorizzato l’uso di mezzi e uomini della Marina Militare per un’operazione al di fuori del limite delle nostre acque territoriali, in base a quali norme l’Italia compie questa operazione a 60 miglia dalla costa libica. Ed infine, a che titolo e con quale competenza la procura di Catania ha aperto un’inchiesta per accertare le cause e le responsabilità del naufragio di un barcone partito dalla Libia, carico di africani  e naufragato poco fuori dalle acque territoriali libiche, ovvero con un evento tragico del quale l’Italia non ha alcuna responsabilità?

In mancanza di risposte e chiarimenti dovremmo pensare che l’unica spiegazione, come riporta la brevissima nota ANSA,  sia che l’operazione è stata avviata semplicemente “Su indicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri…”. Il che, visto che decide tutto lui,  equivale a dire “Su indicazione del Presidente del Consiglio…Renzi.”. Ovvero, ancora più chiaramente, per uno sfizio del fanfarone toscano, premier per caso e per nostra  disgrazia.

Insomma, equivale a dire che abbiamo un presidente del Consiglio con i poteri speciali che dispone della Marina Militare quando e come vuole; un regime che, al confronto,  la Corea del Nord è il massimo della democrazia. Così, quando si sveglia al mattino, se gli gira, il nostro uomo solo al comando può disporre di navi da guerra e marinai come se giocasse a battaglia navale, può mandarli in giro per i mari del globo a ripescare cadaveri di africani e recuperare relitti sommersi in acque libiche. Oppure potrebbe inviare l’intera flotta alla ricerca dell’isola del tesoro o nelle isole del Pacifico a raccogliere conchiglie per la sua collezione personale. A sua discrezione. Basta una “Indicazione della presidenza del Consiglio” e la Marina militare parte in missione speciale. Questa la chiamano democrazia.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...