Stampa casual

Informazione usa e getta: i missili taroccati. Non è che ce l’ho in particolare con la stampa. E’ che la stampa, l’informazione ed i media in genere sono sempre meno affidabili e credibili. Sembra che le redazioni giornalistiche siano finite in mano a dilettanti allo sbaraglio, apprendisti che apprendono poco e aspiranti aiuto cronisti in prova. Ormai l’informazione è casual, come viene viene, e la  serietà  è un optional che non necessariamente rientra nella deontologia professionale. Questa è informazione improvvisata, inutile, spesso manipolata,  il cui scopo principale sembra essere non la corretta informazione dei cittadini con notizie utili ed importanti, ma la necessità di riempire in qualche modo le pagine, sia nella versione cartacea che in quella web, con spazzatura scambiata per informazione, giusto per vendere il prodotto. Esempi di questo tipo di informazione li ho riportati spesso e si possono leggere nella colonna a lato sotto la voce “E’ la stampa bellezza“. E veniamo all’ultima della giornata.

Missili taroccati

Ieri nella versione on line del quotidiano Libero compariva questo articolo inquietante “Guerra fredda USA-Russia“, con fosche previsioni di guerra. Ultimamente la parola “guerra” compare sempre più spesso nella cronaca; stanno scherzando col fuoco, ma sono talmente incoscienti da non capirlo. Ma occupiamoci della foto che appare sotto il titolo. Visto che si parla di crisi USA-Russia ( a causa della questione Ucraina e del progetto di scudo missilistico USA da installare in Polonia), con coinvolgimento dell’Europa e della Nato, si suppone che quei missili siano di una delle parti in causa. Saranno missili americani? Saranno russi? Saranno missili della Nato o dell’Ucraina?  No, acqua, siamo molto lontani. Visto che, nonostante l’incipiente senilità, ancora la memoria visiva mi aiuta, mi sono ricordato di quella foto. Anzi ricordavo di averla addirittura pubblicata in un vecchio post, a proposito di taroccamenti mediatici. Breve ricerca nel blog ed ecco ritrovate le foto (originale e taroccata) nel post del 2008Missili e Photoshop“.

Si tratta di una foto, diffusa dall’Iran attraverso i media internazionali, che dovrebbe documentare  dei test missilistici iraniani con missili a lunga gittata.

In realtà la foto originale è questa a lato. Mostra solo tre missili invece dei quattro della foto divulgata dai media (quella riportata sopra). Ma per dare maggior potenza al lancio i bravi photoshoppisti iraniani hanno aggiunto un missile (il terzo da sinistra) ed allargato la nuvola di vapore,  fumo e polvere alla base. Così l’effetto del lancio è più spettacolare. Se arrivano perfino a truccare le foto, figuriamoci cosa fanno con l’informazione ufficiale.

Ora la cosa strana è che Libero, per documentare la crisi USA-Russia-Nato,  abbia ripreso quella vecchia foto di un test missilistico che non solo non ha niente a che fare con l’argomento dell’articolo, ma è pure taroccata, un falso già svelato a suo tempo. Fra migliaia di foto simili disponibili in rete, vanno a prendere proprio quella taroccata con photoshop. Ragazzi, questa è serietà, questa è professionalità. E’ la stampa, bellezza.

Visto che siamo in tema di notizie fasulle, mi viene in mente un’altra foto che è emblematica della superficialità dell’informazione. Pubblicata qualche anno fa dall’ANSA, la più importante agenzia giornalistica italiana. Anche questa foto, insieme a quelle di Paola Ferrari con e senza trucco (Gnocche in TV; prima e dopo la cura), riportata nel post di ottobre 2013Il trucco c’è (e si vede)“.  Ecco la foto e la didascalia.

Strani braccianti

Viene da sorridere guardando questa foto che, secondo l’ANSA, rappresenta un bracciante palestinese che raccoglie olive. In Cisgiordania usano così: per andare a raccogliere olive vestono abiti femminili particolarmente ricchi ed elaborati e, soprattutto, mettono lo smalto rosso alle unghie. Che strani braccianti ci sono in Cisgiordania!

Nemmeno un bambino oserebbe scrivere una  didascalia così assurda e ridicola sotto quella foto. Nemmeno un idiota arriverebbe a tanto. Un idiota no, ma l’Ansa sì. Forse c’è qualche redattore che è convinto di scrivere per una rubrica di umorismo. Ed ecco un altro fulgido esempio, ancora dall’Ansa.

La portaerei misteriosa

Anche questa immagine, e relativa didascalia, è comparsa tempo fa tra le “Foto del giorno“. Nessun articolo, solo foto e didascalia. Dice l’Ansa che questa è “una portaerei americana in missione umanitaria nelle acque delle Filippine“. Ora, se siete abbastanza bravi e preparati, cercate di capire in base a quali dettagli si capisce che: 1) questa portaerei è americana. 2) è in missione umanitaria. 3)  naviga nelle acque delle Filippine e non nel Mediterraneo o nel Mar Nero. Impossibile avere la certezza. Per quanto si può vedere potrebbe essere una portaerei  impegnata in una esercitazione nell’oceano Atlantico. In mancanza di ulteriori specificazioni potrebbero scrivere qualunque cosa, anche “Portaerei americana intenta alla raccolta di cozze nel golfo di Napoli“. E se lo dice l’Ansa bisogna credere, sulla fiducia.  Intanto che riflettete sull’attendibilità dell’informazione, passiamo all’ultima della giornata, questa volta presa dal Corriere.it, il più importante quotidiano nazionale.

Azzurro“… di chi?

Sembra un titolo apparentemente corretto:  “Renzi al G7, la banda intona Azzurro di Celentano“. Sorvoliamo sul fatto che Renzi venga accolto con una canzoncina popolare invece che con l’Inno nazionale. Magari la prossima volta, visto che la barca Italia sta navigando in cattive acque, a titolo di incoraggiamento  lo accoglieranno cantando “Finché la barca va, lasciala andare…”. Tempi moderni, cambiano i leader, cambiano pure i protocolli delle cerimonie ufficiali.

Forse lo hanno fatto per intonarsi allo stile casual-popolare del nostro premier che gira in jeans e camicia con le maniche rimboccate, comunica con la nazione ed il Parlamento tramite Twitter, vende auto blu usate su e-Bay, offre gelati nel cortile di Palazzo Chigi e si presenta ai convegni internazionali con le mani in tasca e l’aria strafottente da bulletto di periferia (vedi foto a lato con Obama al G7). Abbiamo un premier Pop. Ecco perché lo accolgono con la musica pop. Ma c’è un piccolo dettaglio, una imprecisione nel titolo. La banda non ha intonato “Azzurro di Celentano” per il semplice fatto che, come tutti sanno, quella canzone non è di Celentano: il testo è di Pallavicini e la musica è di Paolo Conte.

Allora, visto che la canzone ha avuto numerosi interpreti,  nel caso in cui si stiano esaminando e confrontando le diverse interpretazioni, se si vuole indicare proprio quella di Celentano rispetto ad altre versioni, si può giustamente dire “Azzurro di Celentano“; ma solo in questo caso.  Ma se si ha una esecuzione strumentale, come nel caso dell’esecuzione della banda, non hanno più alcun valore i vari interpreti canori, conta solo la musica  o, nel caso di esecuzioni da parte di orchestre o complessi prestigiosi, il nome degli esecutori. Se per ipotesi la Filarmonica della Scala facesse una sua versione di Azzurro, si potrebbe citarla come “Azzurro, della Filarmonica della Scala“, per specificare quella particolare esecuzione e arrangiamento. Negli altri casi di semplice esecuzione strumentale  si dovrebbe scrivere che la banda esegue “Azzurro, di Paolo Conte“, per correttezza d’informazione e serietà. Sottigliezze? Pedanterie? No, perché è dalla cura delle piccole cose che si deduce la serietà nell’affrontare le cose importanti. E soprattutto un quotidiano come il Corriere non può permettersi queste inesattezze che denotano superficialità ed approssimazione e, in fondo, poco rispetto per i lettori. Ma ormai bisogna rassegnarsi perché questo è l’andazzo generale. E’ la stampa, bellezza!

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