Barconi e terroristi

Tre giorni fa arriva dalla Libia la conferma del fatto che fra gli immigrati che arrivano sui barconi si nascondano anche terroristi e militanti dell’Isis. Ma finora si è sempre cercato di minimizzare e, anzi, di irridere a chiunque accenni ai pericoli di un’immigrazione incontrollata. Roba da leghisti, da razzisti, xenofobi, fascisti, o di chi vuole speculare sulle tragedie per scopi elettorali. Così dicono le anime belle della sinistra di chiunque non gradisca l’invasione africana. Ci stanno invadendo e non possiamo nemmeno lamentarci, altrimenti ci accusano di razzismo. “Cornuti e mazziati“, si usa dire.

Ma a dare l’allarme questa volta non è quel “fascistone razzista” di Salvini, è il consigliere governativo libico Abdul Basit Haroun in una intervista rilasciata alla BBC: “I combattenti dell’Isis viaggiano sui barconi che attraversano il Mediterraneo“. Secondo Haroun l’Isis si serve dei barconi per far arrivare in Europa i suoi militanti perché “la polizia europea non sa chi è dell’Isis e chi è un normale rifugiato“.

Ma il nostro ministro Alfano, giusto per non creare allarmismi e rovinare l’idillio fra governo e migranti, si affretta a rassicurare gli italiani che non esiste alcun pericolo, che tutto è sotto controllo e che sui barconi che andiamo a recuperare in acque libiche non c’è presenza di terroristi: “Fin qui non abbiamo traccia di presenze di terroristi sui barconi“, dice Alfano. E Alfano è un uomo d’onore!

Sulla serietà di questo governo si potrebbe discutere a lungo, ma sarebbe quasi inutile perché non è molto chiaro se questi ci sono o ci fanno. Ma non divaghiamo. A smentire Alfano, Boldrini e boldrinisti, operatori umanitari, terzomondisti, buonisti e tutte le anime belle italiche, ecco stamattina il titolo d’apertura del Corriere.it.

Preso a Gaggiano Abdel Majid Touil, marocchino, 22enne  Operazione di Digos e Ros. Era ricercato a livello internazionale, fece parte del commando che agì al museo del Bardo uccidendo 24 persone, tra cui quattro italiani “.  Non un ipotetico militante dell’Isis, ma uno dei terroristi responsabili della recente strage di Tunisi. E adesso, ministro Alfano, come la mettiamo? Non aveva assicurato che sui barconi non c’era traccia di terroristi? Ecco l’ennesima dimostrazione dell’incapacità, inaffidabilità, pericolosità ed ipocrisia di questa gentaglia che sta mandando l’Italia in macerie, giusto per mostrarsi buoni e caritatevoli e non creare dispiaceri all’ONU, all’UNHCR, all’UNAR, al Papa e alla Boldrini.

Ma c’è di più. Il premier per caso Renzi, che sembra stazionare più in televisione che a Palazzo Chigi, domenica pomeriggio da Giletti su RAI 1 ha promesso che darà ai pensionati un “bonus” di 500 euro, facendolo passare come gentile elargizione del suo governo, invece che come mancia irrisoria dovuta ai pensionati ai quali era stato “rubato” l’adeguamento delle pensioni al costo della vita. Ma lui lo chiama “Bonus”, così i più distratti pensano davvero che si tratti di un regalo del governo, invece che di un atto dovuto dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale. E magari, visto che siamo prossimi alle elezioni regionali, il nostro ciarlatano toscano guadagna anche qualche voto, come già successo con i famosi 80 euro.

Bene, dice che di più non si può fare, che non restituirà niente a chi sta già bene e che è giusto così. E se lo dice lui è verità sacrosanta, è Vangelo secondo Matteo, non si può discutere e contestare, perché anche Renzi è un uomo d’onore. La sentenza della Corte che annulla la riforma Fornero e, di fatto, obbliga il Governo a restituire le somme non versate ai pensionati negli anni 2011/12 sembra non contare nulla. Ciò che conta è quello che decide lui, il ducetto rosso; come se i rimborsi li prenda di tasca sua e quindi sia autorizzato a decidere a chi spettano e a chi non spettano. E fa passare l’operazione come una sua gentile concessione. Quest’uomo ha uno strano concetto della democrazia, del governo e delle Istituzioni.

Non soddisfatto della presenza a L’Arena, ieri eccolo a Porta a porta da Vespa a sproloquiare di grandi meriti del suo governo, di grandi riforme che cambieranno l’Italia e di pistolotti pseudomoralistici, insomma il solito monologo autocelebrativo. Ma ha fatto anche un’altra sparata che farà piacere a tutti quegli italiani in difficoltà, con seri problemi a campare. Ha detto che provvederà a recuperare il relitto del barcone affondato con centinaia di persone in acque libiche (guarda il video): “Tireremo su il barcone affondato ad aprile; costerà 15 milioni di euro“. Chiaro? Non solo continuiamo a garantire il servizio navetta Libia/Lampedusa a spese nostre, ma ora ci occuperemo anche del recupero relitti. Costerà 15 o 20 milioni di euro, dice Renzi; e se non paga l’Europa (che non pagherà) pagheremo noi, ovvero gli italiani. Soldi presi a chi deve affrontare  sacrifici e rinunce per pagare le tasse, soldi “rubati” ai pensionati, soldi pubblici usati  contro la loro volontà egli italiani per mostrare al mondo un’Italia accogliente, umanitaria, che si togli il pane dalla bocca pur di perseguire l’ideologia buonista e terzomondista. E c’è gente che continua a credere alle sue fandonie, alle sue fantasie di fantapolitica, alle sue promesse, c’è gente che continua a votare per questi ciarlatani da fiera paesana. Salvo poi lamentarsi delle ruberie e degli sprechi di Stato. Si lamentano e votano, votano e si lamentano.

Quest’uomo è pericoloso,  questa ideologia buonista, umanitaria e terzomondista della sinistra è pericolosa, ci sta portando alla rovina obbligandoci a sopportare un peso economico e  sociale insostenibile; sta creando gravissimi problemi per la sicurezza dello Stato e dei cittadini, alimentando conflitti sociali che prima o poi finiranno per sfociare in disordini, scontri e guerriglia urbana come successo in Francia (i gravissimi episodi di guerriglia urbana scatenati dai black bloc sono solo le prove generali di quello che avverrà in futuro). E non è nemmeno fuori dalla realtà immaginare che, se non si pone un limite all’invasione, si arriverà ad una guerra civile. Non sono ipotesi fantasiose, la storia ci insegna che violenti scontri e rivolte sono scoppiate in passato per molto meno.  Fermateli, prima che sia troppo tardi.

E non lamentiamoci poi se inventeranno qualche nuovo balzello per trovare quei 20 milioni di euro che servono per recuperare i relitti in acque libiche. E’ un’operazione umanitaria, dicono. A parte il fatto che il concetto di operazione umanitaria è molto discutibile, specie quando si fa a spese degli italiani e, di fatto, serve ad alimentare l’industria dell’accoglienza che frutta milioni di euro a cooperative rosse ed associazioni varie, dovrebbero spiegarci questo mistero: perché deve essere l’Italia, sobbarcandosi la spesa di 20 mili0oni di euro, ad andare a recuperare un relitto con centinaia di morti africani naufragati in acque africane. Cosa c’entra l’Italia? E’ una domanda semplice semplice alla quale Renzi, le sue ancelle giovani e belle ed i buonisti di professione dovrebbero dare una risposta. Visto che l’operazione ci costerà decine di milioni abbiamo almeno il diritto di sapere perché dobbiamo essere noi a pagare.  Oppure anche l’uso del denaro pubblico è a discrezione del ducetto rosso toscano che decide in piena autonomia come utilizzarlo? Oppure, senza che gli italiani se ne siano accorti, il Bomba ha già fatto in silenzio una riforma dello Stato che sostituisce la democrazia parlamentare con un regime in stile Cuba o Corea del nord?

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