Expo, vandali e artisti

L’Italia è il paradiso dei delinquenti. L’ennesima conferma (ma lo avevamo capito e lo diciamo da tempo) arriva da questa notizia che riguarda i controlli fatti dalla polizia, a scopo di prevenzione,  nei giorni precedenti la manifestazione anti Expo a Milano. Alcune persone sono state fermate, ma sono state subito rilasciate. Ecco un titolo molto eloquente: “Per il giudice erano solo writer“.

 

Il caso di Joseph, inglese, con precedenti penali, appena tornato in libertà da 3 settimane dopo aver scontato 5 mesi di carcere in Svizzera, denunce in passato per droga e possesso di armi, arrivato in Italia con un’auto con targa francese, trovato in possesso di 120 bombolette di vernice. Il giorno prima era già stato denunciato per  “detenzione o fabbricazione di materie esplodenti“. Ritenendolo elemento potenzialmente pericoloso, la polizia ne aveva chiesto l’allontanamento dall’Italia. Ma il nostro Joseph, davanti al giudice, si è giustificato dicendo di essere semplicemente un “writer“. La cosa incredibile è che il giudice gli crede e non autorizza l’espulsione. Per altri fermati, fra i quali 13 francesi, non è stato possibile procedere perché non erano in possesso di documenti di riconoscimento.

Altro caso il 29 aprile. Tre ragazzi tedeschi vengono fermati perché in possesso di bombolette di vernice, spray urticante e passamontagna. Ma anche questi si giustificano dicendo che erano venuti a Milano per assistere ad una partita a Bologna della quale, però, stranamente non ricordano nemmeno il risultato: “Siamo venuti a Milano per vedere una partita di calcio lunedì sera a Bologna, non ricordo il risultato. Preciso che non sono tanto interessato alla partita ma alla subcultura dei tifosi. Sono in vacanza per motivi di turismo e culturali.”, hanno dichiarato.  Già, oggi il turismo culturale si fa così, con le bombolette di vernice ed il passamontagna: “Avevamo tutte quelle bombolette per interesse artistico“. Anche questi sono “writer“, sono artisti. Tutti questi “artisti” due giorni dopo erano liberi di partecipare alla manifestazione, di imbrattare i muri, sfasciare  vetrine, incendiare auto e lanciare molotov contro la polizia.  Ma per i giudici erano artisti in vacanza di studio; turismo culturale.

Niente di nuovo, si sa da anni che questo è l’atteggiamento della giustizia italiana. La polizia li ferma ed i giudici li liberano. Ecco perché tutti i delinquenti  arrivano in Italia; sanno di poter contare sulla clemenza di giudici che, non avendo molta dimestichezza con la storia dell’arte, scambiano i delinquenti per “writer“.

Tempo fa lessi in un articolo una battuta tratta dal film “This must be the place” di Sorrentino. La pronuncia il protagonista, impersonato da Sean Penn. Mi è rimasta nella mente perché molto sinteticamente esprime un concetto che è emblematico della società moderna. Dice: “Qui nessuno lavora più, tutti fanno qualcosa di artistico.“. Appunto, oggi sono tutti artisti; anche i delinquenti.

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