Cul-tura

La cultura di un popolo permea tutti gli aspetti sociali, ne determina lo stile di vita, usi e costumi,  i rapporti e le relazioni fra i membri della comunità, l’indirizzo politico, la scuola, l’informazione, perfino aspetti che paiono secondari come l’abbigliamento, l’alimentazione, gusti musicali e artistici. Tutto è cultura e la cultura forma la nazione e lo spirito di un popolo. Per capire quale sia la cultura di un popolo basta osservare i diversi aspetti della vita sociale (gli effetti) e da essi si può risalire alla matrice iniziale (la causa) che li ha originati. E siccome si dice che l’informazione sia lo specchio della realtà, per sapere in che mondo viviamo (e cosa ci riserva il futuro) basta dare uno sguardo a ciò che quotidianamente passa nei mass media, stampa, TV, internet. Vediamo alcuni esempi pratici.

Cominciamo con questa foto che sembra presa da un sito porno. Invece no, è una delle tante immagini simili che ogni giorno riempiono le pagine dei siti d’informazione. Questa per alcuni giorni è stata in bella evidenza in un grande box nella Home page del  Il Giornale.it con questo titolo “L’esibizionismo, un gioco irresistibile“.

Ormai queste immagini fanno parte integrante dell’informazione. Notizie politiche, economiche, di stragi, attentati e guerre nel mondo, si accompagnano a tette e culi in bella mostra. Tutto fa informazione e riempie le pagine. Gli addetti ai lavori giustificano questo eccesso di nudità col fatto che quelle foto attirano lettori. Non è vero,  ma loro fanno finta di crederci.

Eppure lo capirebbe anche un bambino. E’ risaputo che su internet esistono migliaia di siti porno di facile accesso e che sesso e porno sono gli argomenti più ricercati in rete. Quindi chi vuole vedere immagini hard non ha che l’imbarazzo della scelta:  non va certo a cercarle  sui siti dei quotidiani nazionali. E allora perché queste immagini compaiono ovunque, anzi sembra che siano una parte importante ed irrinunciabile dell’informazione?  Bisognerebbe chiederlo a giornalisti ed editori che, evidentemente, hanno una strana concezione di cosa sia l’informazione. In realtà si tratta semplicemente di una aberrazione  della cultura dominante che si fonda essenzialmente non più sulla serietà dell’informazione, ma sulla spettacolarizzazione della realtà, sulla assunzione del gossip come argomento dominante dell’informazione e sull’esibizione del nudismo come richiamo mediatico. Questa non è cultura, è Cul-tura. E se è vero che i media rappresentano la realtà e questo è il livello culturale dell’Italia, ne usciamo molto male.

Non è il caso di dilungarsi oltre sull’argomento. Ne ho parlato spesso e volentieri in passato (Alcuni post a caso, “Guardi siti porno?”,  Tette, Papi e Femen“, “Pane, sesso e violenza“) . Ma  per capire quale sia il problema di chi opera nel mondo dell’informazione  e di quale strana sindrome soffrano (siamo quasi a livello patologico) basta rileggere un articolo apparso nel 2007 sul quotidiano spagnolo El Paìs e ripreso  da La Stampa di Torino:Troppe tette e culi. Nell’Occidente i mass media  rinunciano a informare e criticare: preferiscono divertire con il gossip.” . L’autore non è un vecchio rimbambito, né un moralista della domenica; è il premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa. Vale la pena di leggerlo.

Ma ci sono anche altri piccoli segnali dai quali si capisce quale sia il livello culturale di una nazione. Ecco un messaggio lanciato dal senatore Antonio Razzi per augurare la “Buona Pasquetta” ai suoi fan. Si è giustificato dicendo che lo ha fatto apposta a scrivere la C al posto della Q, perché lo ha voluto dire in abruzzese. Non credo che gli abruzzesi usino scriverlo in quel modo. E’ solo l’ennesima prova della grande “cultura” del nostro senatore e del fatto che, se Razzi può diventare senatore della Repubblica, forse, nel nostro sistema democratico c’è qualcosa che non va.

Restiamo al Senato della Repubblica. Ecco un’altra notizietta edificante, interessa la senatrice Stefania Pezzopane del PD. Ma non riguarda la sua attività parlamentare; riguarda la sua vita privata, la sfera familiare, l’intimità. Racconta il suo compagno che quando fanno sesso “La pecorina è la sua posizione preferita. Mi urla di non fermarmi e che la faccio impazzire.“. Specifica che mentre sono impegnati in quella posizione lei lo incita: “vai, Simone, vai, continua, me stai a fa’ impazzi’…“.

Beh, certo è giusto conoscere anche le posizioni preferite delle nostre senatrici, magari sono determinanti per la loro attività in aula, possono influenzare le decisioni ed il voto. La qualità delle prestazioni del suo Simone può influire anche sulla tenuta del governo. No? Dovrebbe preoccuparsi anche Renzi. Se la “pecorina” della Pezzopane è stata soddisfacente il governo tiene, altrimenti è a rischio. Bene, questo è il livello culturale dei nostri governanti. Chi scrive “Pascuetta” con la C e chi preferisce la  “Pecorina”. Una volta c’era qualcosa che si chiamava riserbo, pudore, buon gusto; cose d’altri tempi, scomparse. Oggi sta diventando titolo di merito e di orgoglio l’ostentazione dei vizi privati, la rivelazione pubblica delle proprie intimità, devianze, perversioni, depravazioni ed il resoconto dettagliato delle proprie prestazioni sessuali.

Chiudiamo con un altro esempio della nuova “cul-tura”. Ce lo offre Giampiero Mughini, giornalista, scrittore, opinionista tuttologo, polemico  per natura ed ospite fisso dei salotti televisivi. Pochi giorni fa il quotidiano Libero riportava alcune sue dichiarazioni rilasciate ai microfoni de La Zanzara: ” Il porno è una cosa seria. Chi non si masturba è un degenere.”. Racconta Mughini che a casa possiede una collezione di 20 cassette hard: “Il porno è una cosa seria. E’ molto più seria di quanto dicano e io potrei tranquillamente tenere lezioni all’università. E’ arte pura.”. E continua:Anche io mi masturbo davanti a un film porno. Chi non l’ha mai fatto è un degenere, anche se li guardo solo per completare la ricchezza del mio patrimonio conoscitivo.“.  E ancora, giusto per dire che, nonostante l’età, non ha perso il vizio, aggiunge: “Oggi quelle cassette non le vedo più, ma spesso scorrazzo per siti porno dove ci sono cose che mi vanno benissimo e mi piacciono.“. Chiaro? Lui guarda i porno per “arricchire il suo patrimonio conoscitivo“. E se voi non fate altrettanto, non scorrazzate in rete per siti porno, non avete una collezione di cassette hard  e non vi masturbate guardando i film porno, siete “degeneri“. Lo dice un “intellettuale” doc, uno che elargisce principi di etica ed estetica in tutti i canali TV, uno che ha fatto la gavetta ed è stato direttore di   Lotta continua: insomma, una garanzia.

Già, questi sono gli intellettuali oggi, questa è la cultura dominante. Queste sono le belle notizie quotidiane che ci vengono propinate da stampa, TV, internet. L’anomalia è che oggi sui media vengano riportate dichiarazioni come quelle della Pezzopane o di Mughini e nessuno più si scandalizzi. La cosa assurda non è che la Pezzopane ami mettersi alla pecorina o che Mughini si masturbi guardando film porno (sono fatti loro e del tutto privati e personali), ma che lo raccontino pubblicamente e che questi loro “vizi privati” vengano diffusi dai media e diventino “pubbliche virtù”. Il dramma è che questo Blob osceno e maleodorante sia considerato informazione e diritto di cronaca e dilaghi nell’indifferenza generale. La tragedia, infine,  è che questo degrado totale  sia considerato normale.

Oggi anche i bambini hanno il loro PC e navigano in internet. E vedono e leggono esattamente ciò che vedono gli adulti e crescono con questa “Cul- tura”. Una volta le bambine, al massimo leggevano le favole, giocavano con le bambole e guardavano “Heidi , ti sorridono i monti, le caprette ti fanno ciao…”. Oggi, guardano la TV, navigano su internet e vedono, ad ogni ora del giorno, donnine nude ansiose di mostrare le parti intime, esibizionisti che raccontano pubblicamente le loro prestazioni sessuali, gay, trans, lesbiche e sessualmente confusi che esaltano le delizie del sesso alternativo e tutte le variazioni sul tema. Così crescono oggi i bambini, con questi modelli culturali. Ed ogni giorno su TV e internet, spesso in assenza dei genitori, si imbattono continuamente in scene di sesso e violenza, violenza e sesso, in nudità esibite a tutte le ore come la cosa più normale del mondo, richiami erotici e sessuali, in esplicite lezioni di sesso e in intellettuali progressisti che vi accusano di essere degeneri se non vi masturbate guardando film porno.  E l’unica relazione con le caprette di Heidi è scoprire che una senatrice adora mettersi “alla pecorina“. Se tutto questo sembra normale bisognerebbe cominciare a preoccuparsi seriamente della salute mentale di questa società. Forse è già troppo tardi.

Ogni tanto, però, bisognerebbe fermarsi un attimo e chiedersi cosa sta succedendo. Se è vero che questa “Cul-tura” dominante viene accettata tranquillamente come cosa del tutto normale, allora bisogna anche accettarne le conseguenze e gli effetti. E quali sono questi effetti collaterali?  Semplice, basta leggere le notizie del giorno, quelle che ci raccontano piccole e grandi tragedie e fatti di cronaca, che spesso riguardano proprio bambini e adolescenti, e che dovrebbero farci riflettere. Eccone alcune…

Quando i bambini fanno Ahi!

Lo stupro quotidiano

La prima volta di Totti

AdolesceMenza

Cara sorellina ti ammazzo, per gioco

Mamma, sono incinta

La Spagna si masturba

Il Papa ha ragione

Giochi d’infanzia e matrimoni marziani

Pane, sesso e violenza

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