Teatrino della politica

Ogni giorno, leggendo i quotidiani o ascoltando i tanti dibattiti e talk show televisivi, assistiamo al teatrino della politica ed al solito gioco delle parti. Primi attori, prime donne, spalle, caratteristi, comparse e figuranti della politica che recitano il ruolo assegnato, esaltano i meriti e le benemerenze della compagnia di appartenenza ed accusano gli avversari di ogni nefandezza; questo è il canovaccio sul quale si improvvisa a piacere. Firme autorevoli e scribacchini di regime che  fingendosi imparziali, giusto per riempire le pagine dei giornali, ogni giorno cantano la solita litania sui mali e gli scandali e la corruzione di un’Italia che resta in piedi per miracolo; cambiano le parole, ma la musica è sempre la stessa, fatta del solito ritornello già sentito e risentito mille volte fino alla nausea. Così, per guadagnarsi il pane quotidiano, stampa e televisione continuano a intontire la gente fingendo di fare informazione ed i politici fingono di occuparsi di problemi seri e di  lavorare “per il bene del Paese”. Vince chi riesce a fingere meglio.

Ed in questo teatrino inutile, falso, ipocrita e inconcludente, l’Italia corre sempre più verso il baratro, come “Nave senza nocchiere in gran tempesta”, come direbbe il Poeta. Tutta gente che tiene famiglia e per campare non disdegna piccoli o grandi  compromessi con la propria coscienza (specie se lautamente retribuiti), si concede qualche deriva morale e sull’altare del proprio tornaconto personale, o del proprio branco di appartenenza, sacrifica il bene comune e l’interesse della nazione. Tante chiacchiere, ma nessuna soluzione concreta. E quando sembra che facciano, o dicono di fare, qualcosa di reale per risolvere i problemi, è il momento in cui bisogna stare attenti e temere il peggio, perché le soluzioni o sono del tutto inadatte, inefficaci e inutili, oppure,  come recita un vecchio detto, la toppa è peggio del buco.

Se invece di limitarsi a partecipare al circo mediatico, ascoltassero la voce, le proposte, i suggerimenti dei cittadini, forse riuscirebbero a capire i problemi reali della gente. Invece sono come drogati dal potere e dalla finzione imposta dal loro stesso ruolo, vivono in uno stato permanente di alterazione mentale, travisano la realtà e scambiano il palcoscenico televisivo con la vita reale, l’attività politica per un reality show, sono come degli avatar che esistono solo in un loro mondo virtuale ai confini della realtà. La comunicazione non è un mezzo per informare i cittadini, ma diventa il fine stesso, lo scopo principale dell’attività politica; apparire per essere. Ecco perché quando appaiono in TV sembra che vengano da un altro mondo e non riescono ad affrontare nessun problema in maniera seria e convincente. E’ più facile limitarsi ad elencare i problemi, parlarne facendo finta di occuparsene, e scambiarsi accuse reciproche, piuttosto che trovare le soluzioni concrete. L’importante non è risolvere i problemi, ma fingere di volerli risolvere.

E’ ciò che fanno oggi tutti i politici, esperti vari, opinionisti, editorialisti ed autorevoli commentatori. Ormai conosciamo a memoria i loro discorsi, la loro ipocrisia, le frasi fatte ripetute come litanie, i falsi pretesti ed attenuanti dietro cui nascondere la loro incapacità e giustificare qualunque porcheria. E nessuno che abbia il coraggio di  interrompere questo vergognoso teatrino e farli tornare alla vita reale, ponendo domande precise e pretendendo precise risposte. Nessuno ha interesse a svelare il trucco e l’inganno, perché su quella finzione tutti ci campano. In tanti anni di dibattiti televisivi, mai una volta che, dopo ore di discussione e pareri di esperti vari,  abbiano trovato e concordato una sola soluzione. Mai, nemmeno una che è una.

Basta, quindi, con questo inutile teatrino. Non diteci quali sono i problemi, diteci qual è la soluzione, se ne avete una. Non diteci quali sono i mali d’Italia e degli italiani, li conosciamo benissimo. Non diteci che c’è la crisi, la stiamo vivendo. Non diteci che la politica è inattendibile e inconcludente e gioca a difendere il proprio orticello ed avvelenare quello del vicino, lo vediamo ogni giorno. Non diteci che la gente è stanca di questa politica e perciò rinuncia anche a votare; la gente siamo noi e sappiamo benissimo di aver perso la fiducia in una classe dirigente incapace e corrotta. Allora, basta con le chiacchiere inutili. Cari opinionisti, esperti, figuranti e comparse della politica e dell’informazione,  se avete la soluzione dei problemi ditela, ma che sia una soluzione vera e praticabile; altrimenti tacete. Almeno ci risparmiate la fatica di perdere tempo a leggere o ascoltare le vostre banalità. E ci evitate anche la spiacevole sensazione di essere presi per i fondelli.

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