Adotta un immigrato

Un immigrato in ogni casa; e risolviamo il problema dei migranti. Ormai tutte le strutture destinate alla loro accoglienza sono sature, al collasso. Centri di prima accoglienza, strutture gestite da associazioni e cooperative (quelle che incassano milioni di euro per assisterli), locali pubblici, hotel 3 stelle con piscina. Tutto al completo, non trovi un posto nemmeno a pagarlo a peso d’oro, da noi è sempre alta stagione. Peccato che questo sia un turismo strano: invece che pagare i turisti per il soggiorno, siamo noi che paghiamo per ospitarli. Ed allora, siccome gli immigrati continuano ad arrivare senza sosta (ormai hanno capito che il Bengodi è in Italia) e le autorità si guardano bene dall’interrompere l’invasione, la situazione è molto seria. Dove li sistemiamo?

Ed ecco l’ideona: farli ospitare direttamente nelle case degli italiani. La proposta è stata fatta pochi mesi fa da quel genio di Ignazio Marino, sindaco di Roma: “Marino finanzia gli immigrati“.  Sembrava una battuta, invece molti l’hanno presa seriamente, perché da noi le proposte serie non trovano ascolto, ma le cazzate vanno come il pane. Del resto se le cooperative rosse di Buzzi incassavano milioni di euro per assistere immigrati e campi nomadi, perché non possono farlo i semplici cittadini? Hai una stanza libera? Prenditi in casa un africano, un arabo, meglio se musulmano, gli garantisci vitto, alloggio, lavaggio e stiratura,  e intaschi 30 euro al giorno. Una specie di Bed & Breakfast per migranti (a spese nostre). Un affare. Una soluzione geniale per  rilanciare l’economia in crisi e per dare una mano a tutti quegli italiani che stentano a mettere insieme pranzo con la cena. Pensiamo ai disoccupati, ai precari, a quelli che anche lavorando arrivano a guadagnare  1.000 e spesso anche meno. Pensiamo ai pensionati al minimo che campano con circa 500 euro. Insomma, per tutta questa gente è una manna, è la soluzione del problema; prendono in casa un immigrato fresco di giornata, appena sbarcato a Lampedusa,  e si garantiscono uno stipendio mensile. Perché non ci hanno pensato prima?

L’idea è piaciuta, tanto che l’appello è stato rilanciato ieri dal vescovo di Mondovì: “Ospitate i profughi nelle vostre case“. Il fatto è che gli immigrati vengono smistati su tutto il territorio nazionale e sono i prefetti ad occuparsi della loro sistemazione nei comuni e nelle strutture che fanno richiesta per accoglierli. Ma a Mondovì il Comune non aveva possibilità di ospitarli e, quindi, ha girato l’appello alla Diocesi di Mondovì che, però, non avendo le risorse necessarie (tutte le strutture parrocchiali sono al completo: anche a Mondovì è sempre alta stagione) ha pensato bene di rivolgere l’appello direttamente ai cittadini: ospitare in casa i migranti, in cambio di 30 euro al giorno.

Che i vescovi si occupino dell’accoglienza dei migranti è normale, fa parte del messaggio evangelico. Lo ribadisce il Papa in ogni occasione. E non solo si adoperano per l’accoglienza, ma sembra che gioiscano nel vedere l’Italia invasa da stranieri disperati perché, come dicono Kyenge, Boldrini ed i buonisti e terzomondisti militanti “Gli immigrati sono una risorsa“.  Lo ha detto di recente anche l’arcivescovo di Cagliari. La Sardegna, secondo i dati Istat, è una delle regioni più povere d’Italia, le province di Carbonia Iglesias e Medio Campidano sono le più povere d’Italia e quelle con la  più bassa qualità della vita, ma diamo il benvenuto ai migranti (che assistiamo a nostre spese) perché “sono una risorsa“, dice il vescovo. Forse la gente non aveva ancora capito perché siano una risorsa. Ora cominciano a capirlo. Sono una preziosa risorsa per tutte le associazioni, cooperative e privati che si occupano dell’accoglienza. Ed ora a questa schiera di “accoglientisti” di Stato (sempre a spese nostre), si aggiungono anche i semplici cittadini.

Sembra proprio che dopo l’invito del Papa l’accoglienza dei migranti sia diventato un ordine di scuderia per la Chiesa. I vescovi sono schierati in prima fila nel sostenere questa campagna terzomondista. Lo scorso anno, durante la cerimonia pasquale della domenica delle palme, l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, disse che “Gli stranieri rappresentano il futuro di Milano“. E’ curioso notare che tutti coloro che scendevano in piazza per contestare le ingerenze del Vaticano,  rivendicando la laicità dello Stato, siano misteriosamente scomparsi. Anche l’accoglienza o meno dei migranti, che è a carico degli italiani, riguarda l’Italia ed il Vaticano e la Chiesa non dovrebbero interferire, né suggerire soluzioni (specie se paghiamo noi). E allora, come mai in questo caso nessuno protesta? Misteri del laicismo italico che funziona a piacere, secondo la convenienza (come quasi tutto in Italia).

Eppure proprio i vescovi che, attraverso la caritas, si occupano dell’assistenza dei poveri, sanno benissimo che la situazione è drammatica, al limite del collasso. A causa anche della crisi economica, i poveri sono in costante aumento e la stessa Caritas, nonostante aiuti pubblici e privati, fa sempre più fatica ad assicurare l’assistenza ai poveri.  Ma allora come è possibile che non si capisca che accogliere centinaia di migliaia di immigrati rischia di far saltare l’equilibrio della solidarietà e dell’assistenza, semplicemente perché non abbiamo le risorse necessarie per farlo?  Chi dovrebbe pagare le spese di questa accoglienza? Ovvio, gli italiani. Quelli che fanno fatica a campare, che non arrivano a fine mese, che sono al limite della sopravvivenza e vanno a mangiare alla Caritas o raccolgono scarti nei cassonetti dei mercati. Ma  se già gli italiani sono alla fame, come è possibile che possano sfamare altri affamati?

Ora vorrebbero convincere gli italiani ad ospitare in casa questi disperati. Ovviamente dietro compenso. E chi paga le spese? Lo Stato, ovvio. E con quali soldi? Ovvio, i soldi che i cittadini versano con le tasse e che servono a pagare i costi ingenti dell’accoglienza; dal  pattugliamento della Marina nel Mediterraneo (solo le spese quotidiane dell’operazione Mare nostrum ammontavano a 300.000 euro al giorno), l’accoglienza in strutture pubbliche e private con un costo medio di circa 40 euro al giorno a persona per vitto, alloggio, biancheria, abbigliamento, sigarette, ricariche telefoniche, paghetta per le piccole spese, l’assistenza sanitaria, sindacale e legale e tutti gli oneri connessi alla gestione burocratica dell’immigrazione.

Un costo enorme che l’Italia, già in disastrose condizioni economiche, difficilmente potrà sopportare a lungo. Un costo che i media evitano accuratamente di riportare, preferendo ad ogni nuovo sbarco, evidenziare l’aspetto umanitario del salvataggio in mare. Così ci sentiamo orgogliosi di tanta bontà, generosità e solidarietà con i più sfortunati e dimentichiamo che se poi continuano ad aumentare le tasse dirette e indirette, imposte e balzelli di ogni genere, è perché oltre a pagare le spese dei parassiti di Stato e lo spreco istituzionalizzato del denaro pubblico, dobbiamo pagare “anche” le spese di accoglienza degli immigrati. E non fatevi ingannatre quando sentite Alfano o Renzi scaricare le responsabilità sull’Europa e invocare maggiori aiuti dall’Europa, perché i soldi che eventualmente ci dà l’Europa, sono sempre soldi nostri, soldi che l’Italia versa annualmente all’Unione europea, e che ci vengono restituiti solo in parte. Quando sentiamo che l’Europa versa all’Italia dei soldi, a vario titolo, ricordiamoci che non ce li stanno regalando, sono sempre soldi nostri.

Quindi il circolo vizioso è questo: i cittadini pagano le tasse allo Stato per  garantire l’accoglienza, ma poi lo Stato paga i cittadini per accogliere i migranti. Non sarebbe meglio che i migranti restassero a casa loro ed i cittadini pagassero meno tasse? Semplicistico? No, realistico. Quando dicono che il flusso migratorio non si può fermare dicono il falso. Quando dicono che i migranti sono una risorsa dicono il falso, perché sono una risorsa solo per quelle associazioni e cooperative che ci campano o per quegli albergatori che, invece che tenere l’hotel chiuso in bassa stagione o per calo delle presenze, ospitano gli immigrati e, miracolo, fanno così il tutto esaurito in tutte le stagioni. Questa non è accoglienza, non è opera umanitaria, non è solidarietà, non è messaggio evangelico, non è  nemmeno rispetto degli accordi internazionali sull’accoglienza di migranti, profughi e rifugiati politici. Non è niente di tutto questo, è follia pura. E purtroppo anche i manicomi sono chiusi. Arrangiatevi, oppure prendetevi un immigrato in casa, almeno vi fate uno stipendio.

Vedi:

Eurabia News

I sardi sono poveri

Bollettino dei migranti

Caro Papa ti scrivo (così mi distraggo un po’)

Bollettino di guerra: preziose risorse (le edificanti imprese quotidiane delle preziose risorse)

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