Italiani brava gente

Diceva Prezzolini che gli italiani si dividono in due grandi categorie: i furbi ed i fessi. Forse aveva ragione, ma oggi bisognerebbe aggiornare quella definizione, anche alla luce degli ultimi scandali e della reputazione nazionale nel mondo.

Ecco, per esempio, cosa ne pensa il New York Times “Non c’è angolo d’Italia immune dal crimine“. L’articolo, poco lusinghiero nei nostri confronti, è stato pubblicato nell’edizione internazionale del NYT. Ovviamente per noi che tocchiamo con mano ogni giorno la situazione di totale degrado è la scoperta dell’acqua calda. Ormai il malaffare, la corruzione, la criminalità piccola o grande, isolata o organizzata, mafia o camorra, è talmente diffusa e pervasiva che nessuno si salva. Siamo immersi in un fetido mare di merda in cui bisogna sforzarsi di stare a galla per sopravvivere.  E l’esempio, purtroppo, viene dall’alto, da quella classe dirigente politica, economica, culturale,  che ormai è talmente corrotta e marcia che appare come un’unica, sola, grande  società d’affari (sporchi), o meglio, una associazione a delinquere, una sorta di Banda Bassotti che controlla il Paese.

Ma il premier Renzi, quello che vive in un suo mondo parallelo dove, circondato da belle statuine e da compiacenti servitori, regna incontrastato, fa finta di essere del tutto  estraneo a questo tsunami di escrementi maleodoranti. Lui guarda tutti dall’alto, con sdegno, lui sta mocciosamentetre metri sopra il cielo“, guarda dall’alto il popolo dei mortali e grida “Che schifo…”, poi si volta e, per mostrarsi attivo e propositivo, continua a ripetere tre volte al giorno che lui “cambierà l’Italia”. Ancora stiamo aspettando di vederla cambiata (in meglio, si spera), ma  lui pensa di cavarsela con le solite dichiarazioni quotidiane da libro dei sogni. Promette, annuncia, fra una slide e l’altra annuncia e promette e così tira avanti prendendo per i fondelli (a Firenze dicono così, dalle nostre parti si dice…prendere per il culo) gli ingenui, i giullari di corte, i miracolati di regime e quelli che accorrono festanti alle sue riunioni conviviali organizzate per finanziare il PD,  felici di pagare mille euro per un piatto di pennette (nemmeno tanto buone, a quanto dicono), sperando di entrare nelle grazie del ducetto di Rignano e di  intrecciare relazioni proficue con gli altri commensali.

E’ l’evoluzione del sistema. Una volta i compagni si finanziavano con le feste dell’Unità e la vendita delle salamelle ai proletari, alla classe operaia.  Ora si sono evoluti, all’americana, organizzano “Leopolde“, dove si discute di tutto e di niente, ma la gente si illude di partecipare alla vita politica,  e ci si finanzia con cene d’affari per banchieri, capitani d’industria, manager e ricchi borghesi radical chic ansiosi di mostrare quanto sono “de sinistra” e progressisti. I vecchi proletari non possono partecipare, perché non possono permettersi di pagare una cena mille euro e perché non hanno l’abito adatto. E meno male che sono “democratici“!

Ma non è il solo a sentirsi innocente e fuori dalla melma. Ieri anche il Presidente Napolitano, quello che fa politica da 60 anni, che è entrato in Parlamento a 30 anni e non ne è più uscito, quello che ha partecipato attivamente come esponente di primo piano del PCI/PDS/DS/PD a tutte le vicende nazionali del dopo guerra, quello che si sforza di mostrarsi super partes, quello che sembra nato ieri, puro ed innocente come un neonato, quello che non passa giorno che non dispensi perle di saggezza senile, anche lui “tre metri sopra il cielo“, quello… ieri, tomo tomo e cacchio cacchio (come direbbe Totò) se la prende con chi contesta il totale degrado della politica nazionale e afferma indignato “Antipolitica patologia eversiva, ma la politica deve recuperare moralità“.

Oh, bella, ma guardi Presidente che la vera e gravissima patologia dell’Italia è proprio la politica, di cui Lei è la rappresentazione più alta, non chi la contesta. Gli eversivi sono i politici corrotti, non chi ne denuncia le malefatte. E se proprio si voleva recuperare la moralità, Lei e tutta la “Casta” dei casti e puri di cuore avete avuto decenni di tempo per farlo. Ma stranamente, quando scoppia l’ennesimo scandalo, cadono tutti dal pero.  Dopo decenni di vita politica attiva, non si sono mai accorti di nulla, non c’erano e, se c’erano, dormivano. Per fortuna, sempre ieri, gli ha risposto a stretto giro di posta, anzi di agenzia, una nota dei vescovi: “Un corrotto è più eversivo di un anti-politico onesto“. Tieh, piglia, pesa, incarta e porta a casa!

Ma naturalmente, purtroppo, non sono solo i politici a partecipare al lauto banchetto della corruzione istituzionalizzata. Spiace dirlo, ma sembra che gli italiani la corruzione ce l’abbiano nel sangue. Praticamente non c’è settore che ne sia fuori. O si fa già parte della allegra comitiva di corrotti e corruttori, oppure ci si ingegna in tutti i modi, leciti e meno leciti, per entrare in quel mondo  e banchettare insieme all’allegra Banda Bassotti in versione italica.  Non è questione di sapere chi ruba, ma solo di sapere quanto ruba, perché l’entità del furto è direttamente proporzionale alla posizione sociale, agli incarichi ricoperti, alle occasioni favorevoli ed alle opportunità offerte.

L’occasione fa l’uomo ladro“, recita un vecchio proverbio. Ma oggi, grazie al progresso, i ladri sono talmente organizzati che quando l’occasione non c’è se la creano, la inventano. Arrivano migliaia di migranti? Ecco l’occasione buona per inventarsi l’affare. Tutti pensano che si tratti solo di accogliere dei disperati offrendo un letto ed un pasto caldo. Insomma, un’operazione umanitaria svolta da volontari. Ma i fantasisti della truffa ci vedono l’affare e ne fanno un’occasione per aggiudicarsi i contratti di gestione delle strutture di accoglienza per Rom e immigrati, portando a casa milioni di euro.

Tutto può essere sfruttato per creare il giro d’affari. Il denominatore comune, la chiave che apre tutte le porte è una: la bustarella, la tangente, la mazzetta. La bustarella è irresistibile, ci cascano tutti, è “una proposta che non si può rifiutare“, come diceva il Padrino. E non c’è settore che ne sia immune. Perfino sulla salute si riesce a speculare. Ecco l’ultimissima di ieri: “Sardegna; tangenti per le protesi acustiche, due arresti“. Bisognerebbe cambiare la Costituzione: “L’Italia è una Repubblica fondata sulle tangenti“. Voi penserete che, per fortuna, ci sono le forze dell’ordine (polizia, carabinieri e guardie di finanza) che vigilano e combattono la corruzione e le tangenti. Illusi, allora guardate questo video: “Tangenti; arrestati due ufficiali della Guardia di Finanza“. E ci fermiamo qui perché l’elenco sarebbe lunghissimo. Se, però, siete curiosi e volete accertarvi del reale livello di corruzione, basta fare una piccola ricerca su Google, digitare “tangenti” e compariranno circa 700.000 voci. Buona lettura.

Così, basta sfruttare le occasioni giuste e chiunque può cominciare a rubare. Il piccolo bottegaio ruba sul peso, piccoli artigiani rubano sul prezzo dei lavoretti domestici, borseggiatori e ladri di galline rubano qualcosa al mercato o ti sfilano il portafoglio, gli operai rubano utensili e materiali nelle fabbriche, dipendenti pubblici incassano bustarelle per accelerare le pratiche, funzionari e dirigenti pubblici incassano cospicue tangenti proporzionali all’entità degli appalti e concessioni e i grandi finanzieri che controllano l’economia mondiale rubano miliardi di dollari con affari sporchi e speculazioni finanziarie. E talvolta (Vedi l’ultimo scandalo di Mafia Capitale e delle Coop di Buzzi), fanno affari d’oro e incassano milioni di euro spacciandosi per operatori del sociale impegnati in attività umanitarie (Bassotti romani).

Non bisogna nemmeno cadere nel solito stereotipato concetto dei ricchi cattivi e disonesti e dei poveri buoni ed onesti. I poveri sono solo quelli che aspettano e sperano di diventare ricchi e cattivi, ma  non hanno ancora avuto l’occasione buona.  Ecco perché, forse, bisognerebbe modificare leggermente quella famosa, e tristemente vera, frase di Prezzolini. La verità è che gli italiani si dividono in onesti e disonesti. Gli onesti sono coloro che ancora non hanno avuto l’occasione e l’opportunità di diventare disonesti.

Vedi:

– “Re Luigi e la carrozza“.

– “La COOP sei tu? No, grazie; Coop sarà lei

Non si può fare a meno di ricordare “Tutti dentro“, un film del 1984, allora stranamente profetico ed oggi attualissimo; sembra la cronaca degli ultimi avvenimenti.

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