Bassotti romani

Dopo lo scandalo delle Coop rosse di Salvatore Buzzi (gli affari delle coop romane) che si arricchiscono su campi Rom, case alloggio e accoglienza immigrati, il premier Renzi fa dichiarazioni durissime: “Non lasceremo Roma in mano ai ladri“. Come se la cosa non lo riguardasse minimamente. Ma è risaputo che in quanto a faccia da cu…faccia tosta, quelli di sinistra non li batte nessuno. Gli sfugge (o fa finta di ignorarlo) un dettaglio, anzi due, anzi facciamo tre.

Il primo è che le Coop (ed il sindacato rosso CGIL) da sempre sono state e sono culo e camicia col PCI/PDS/DS/PD e che gli intrecci di affari e politici, e l’interscambio di dirigenti e funzionari fra il Partito e le Coop sono così stretti che è difficile stabilire i confini di competenza. Non per altro è diventato ministro del lavoro Giuliano Poletti che fino al giorno prima era il presidente della Lega delle cooperative. Sarà un caso? Eccheccasooo! Il secondo punto è che, visto quanto detto al punto uno, Renzi i ladri ce li ha in casa. Il terzo punto è che l’arricchimento di queste coop avviene grazie alla continua campagna terzomondista ed accoglientista messa in atto da decenni proprio ed ancora da coop, associazioni, onlus ed esponenti di quella sinistra che si batte  per garantire agli immigrai accoglienza, lavoro, casa, assistenza, cittadinanza e tutti i diritti possibili.

Quella sinistra che pensa più agli immigrati che agli italiani, che ha abolito il reato di immigrazione clandestina, che ha messo in moto la sciagurata operazione “Mare nostrum” che solo nell’anno in corso ha portato in Italia più di 150.000 immigrati e che, battendosi per l’accoglienza indiscriminata di tutti i disperati del mondo, costituisce un esplicito invito a venire in Italia, infischiandosene dei conflitti che questa invasione di massa scatena nelle città e nella società.

Ma ora è chiaro a tutti cosa si nasconde dietro l’apparente “buonismo” di facciata. E’ un buonismo col trucco. Perché più immigrati arrivano e più le coop rosse guadagnano, incassando milioni di euro. Non lo diciamo noi, lo ha detto chiaramente lo stesso Buzzi, il boss della cooperativa 29 giugno alla quale facevano capo una decina di altre cooperative. E non è solo uno scandalo romano, perché l’assistenza degli immigrati e dei Rom è un affare diffuso su tutto il territorio nazionale. Detto questo, il nostro Renzi farebbe bene a mostrarsi meno indignato. Anzi, farebbe bene a tacere o, meglio, a vergognarsi per tutto il malaffare che c’è dietro l’apparente operazione umanitaria tanto sbandierata dalla sinistra, dai buonisti, dalle coop, dai boldrinisti d’Italia e dai “compagni” che in pubblico predicano l’accoglienza, i diritti umani, la solidarietà, il volontariato ed in privato  intrecciano affari e si spartiscono i milioni di euro di denaro pubblico.

Vedi: “Business immigrazione

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