Bleona chi?

Chi era costei?”, direbbe don Abbondio. Magari sarà nota ai ragazzi, ma credo che la maggior parte delle persone adulte (a meno che non siano assidui lettori di Novella 2000 o adolescenti fanatici delle pop star) abbia qualche difficoltà a  sapere chi sia questa Bleona e cosa faccia di bello nella vita per finire in prima pagina. Ma siccome oggi bisogna essere informati e sapere tutto di tutti, ecco che stampa, televisione e web  provvedono ogni giorno a spiattellarti sotto gli occhi, nel mucchio di spazzatura indifferenziata che chiamano informazione, tutte le foto (il più delle volte taroccate con Photoshop) di star vere o presunte o aspiranti tali.

Così, facendo la solita carrellata sui siti dei nostri quotidiani nazionali (informarsi è un dovere) capito su Libero.it e, scorrendo la pagina, mi trovo sotto gli occhi questa  foto di una ragazza per me sconosciuta, fino a quel momento. Ma la didascalia dice “Bleona, vestito a rete e mini tanga“.  E leggendo le poche righe del pezzo facciamo due scoperte fondamentali per accrescere la nostra cultura. La prima è che lei si chiama Bleona, è di origine albanese e fa la cantante. La seconda scoperta, che a prima vista ci era sfuggita, è che non è nuda, ma indossa un vestito (non si vede, ma c’è). Ed in questo classico, fine ed elegante abbigliamento da serata di gala  si è presentata alla cerimonia ufficiale dell’American Music Awards di Los Angeles. Giudicate voi se questo si può definire “vestito“. Ricorda tanto i vestiti nuovi dell’imperatore. Peccato che a queste manifestazioni non ci sia un bambino che, forte della sua innocenza, gridi “Il Re è nudo!”.

Ricordo che qualcuno ha detto che la vera eleganza passa inosservata. Ma erano altri tempi. Oggi, invece, specie nel mondo dello spettacolo, non sanno più cosa fare per fare scalpore, scandalo e far parlare di sé, pur di conquistare un servizio sulle riviste. La cosa più frequente, più facile (e più redditizia) è quella di mostrarsi nude o quasi. Su queste immagini i media ci campano alla grande e tutti i giorni trovate immagini simili che riempiono riviste, quotidiani, pagine web, televisione. E’ un trionfo di nudità, di erotismo e di richiami sessuali espliciti. Ora, bisognerebbe chiedersi qual è il messaggio che questo nudismo dilagante propone quotidianamente. E, soprattutto, quale sia poi l’effetto su chi, ogni giorno, è sottoposto a questa martellante campagna erotica. Ma forse gli addetti ai lavori evitano di porsi troppi problemi; anche i giornalisti tengono famiglia e devono portare a casa pane e companatico.

A proposito, proprio ieri si è celebrata nel mondo la giornata di lotta contro la violenza sulle donne. Ma naturalmente non ha niente a che fare con questo post. Giusto?

Vedi

– “Tette, Papi e Femen“.

– “Pane, sesso e violenza“.

– “Il superfluo e l’essenziale“.

– “Cattivi maestri e alunni distratti“.

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