Priorità parlamentari

Il nostro Parlamento è sempre impegnatissimo a studiare, discutere, fare proposte per trovare le migliori soluzioni ai problemi cruciali della nazione. “Stiamo lavorando per voi“, come direbbero all’ANAS. Ora, per esempio, i dati economici sono sempre drammatici, il Pil cala, i consumi calano, siamo in recessione, in deflazione, le aziende continuano a chiudere (solo quest’anno sono più di 8.000 le aziende che hanno chiuso), disoccupati e  povertà in aumento, cresce in maniera inarrestabile il debito pubblico, l’immigrazione è diventata una vera invasione (dall’inizio dell’operazione Mare nostrum, in dieci mesi, ne sono arrivati 140.000) e crea problemi gravissimi in termini di accoglienza e di costi…Insomma, situazione tragica. E cosa fa il Parlamento?

Ecco quali sono gli argomenti importantissimi e prioritari di cui si stanno occupando i nostri infaticabili deputati. La prima priorità è la chiusura festiva delle attività commerciali (Negozi chiusi per sei giorni all’anno). I negozianti potranno decidere la chiusura di sei giorni all’anno scegliendo fra 12 festività civili e religiose. Finalmente, con questa  importantissima “riforma” è assicurato il rilancio dei consumi e dell’economia. Naturalmente, la nuova normativa si applicherà a quei pochi negozi che, per puro miracolo, sono ancora in attività.  Decine di migliaia di attività, invece,  non avranno il problema di dover scegliere le giornate di chiusura  perché, mentre i politici continuano a discutere di sciocchezze, hanno già chiuso definitivamente.

Se non fosse una cosa seria, ci sarebbe da ridere. Mentre ogni giorno, a causa della crisi e del calo dei consumi, centinaia di negozi e attività commerciali cessano l’attività e chiudono definitivamente, i nostri politici, invece che trovare il modo di rilanciare l’economia ed i consumi e, quindi, di tenere i negozi “aperti“,  decidono quando devono essere “chiusi“. Roba che nemmeno lo scemo del villaggio arriverebbe a tanto.  Sembra di assistere ad una rappresentazione del teatro dell’assurdo. Purtroppo, però, è tragicamente vero. Ma il nostro premier gelataio fa finta di non saperlo e va in giro per il mondo a dire che cambierà l’Italia. E la cosa tragica è che molti lo prendono sul serio e ci credono.

L’altra priorità, che non mancherà di rassicurare tutti i disoccupati, i precari ed i pensionati al minimo che, per campare, vanno a mangiare alla Caritas o cercano scarti di frutta e verdura ai mercati, riguarda la possibilità di dare ai figli i cognomi del padre e della madre (Addio obbligo del cognome paterno). Così i bambini di domani, magari figli di precari, cassintegrati, disoccupati, forse non avranno di che mangiare e patiranno la fame. Non avranno pane e latte, ma, in compenso, potranno avere due cognomi. Contenti? Poi non dite che il Parlamento non lavora e non pensa ai reali bisogni degli italiani!

Buffoni. Ridicoli e buffoni.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...