Renzi e schiene rotte

Renzi, il gelataio di Palazzo Chigi, non è andato al convegno di Cernobbio, appuntamento immancabile per il mondo dell’economia e della finanza. Dice che preferisce andare dove la gente si spacca la schiena.

Ma sarà vero?  Davvero Renzi vuole farci credere che lui snobba questi incontri ad alto livello per stare vicino a chi lavora, suda e “si spacca la schiena“? Quest’uomo ormai vive in un mondo tutto suo, se la suona e se la canta. Ed è pure convinto che le baggianate quotidiane che spara a ripetizione siano frutto della sua intelligenza superiore. Tutto per tenere viva ed alimentare l’immagine dell’uomo nuovo della politica che vuole rottamare il passato per creare un’Italia nuova governata da giovani rampanti. E’ così convinto della bontà della nuova concezione della politica, basata su slogan, promesse vaghe, battute, ironia sugli avversari, culto della propria immagine, che non si degna nemmeno di ascoltare quelli che gli rimproverano un eccesso di “annuncite” (come l’ha chiamata lui) alla quale non seguono i fatti.

Eppure le critiche più accese non vengono dalla parte avversaria, ma dal suo stesso schieramento e da quella stampa che è sempre stata schierata a favore del PD. Eugenio Scalfari lo attacca duramente e lo definisce “Pifferaio“. Lucia Annunziata, in un recente articolo su  Huffington post dal titolo emblematico “Ma Renzi è adatto a governare?”, lo demolisce completamente e conclude definendolo “ragazzino” inadatto a governare. In perfetta sintonia con la copertina dell’Economist che, proprio di recente,  lo ha raffigurato, sulla barca dell’Europa,  dietro Merkel e Holland, come un ragazzino col gelato. In risposta a questa vignetta, per dimostrare quanto il nostro premier per caso sia ironico e capace di ribattere alla satira inglese, ha fatto la sceneggiata del gelataio nel cortile di Palazzo Chigi. Se una cosa simile l’avesse fatta Berlusconi lo avrebbero sbeffeggiato per mesi su tutta la stampa internazionale. Ma se lo fa Renzi diventa una trovata simpatica, divertente e ironica. Punti di vista.

Anche all’interno del suo stesso partito le critiche al suo operato si sprecano. Appena ieri Rosy Bindi ha detto chiaro e tondo che  Renzi ha scelto alcune ministre  non per le loro capacità e competenze, ma “perché sono giovani e belle“.  Ancora pochi giorni fa, D’Alema, intervenendo alla festa dell’Unità, ha criticato duramente l’operato del governo, accusando Renzi di aver fatto delle promesse che poi non ha mantenuto: “Renzi: risultati insoddisfacenti“.

Ma il nostro sbruffoncello toscano fa finta di non sentire le critiche, né degli avversari, né degli amici di partito, tira dritto e, forte di una autostima che è talmente fuori misura da essere incalcolabile, va avanti a furia di battute. Il suo motto sembra essere “Una battuta al giorno toglie i problemi di torno“. Così, per evitare di andare a Cernobbio, si traveste da proletario, disdegna l’alta finanza e sta con chi si spacca la schiena. Dice lui. In realtà non è andato a Cernobbio perché avrebbe dovuto parlare di economia e fare proposte concrete (e non avrebbe saputo cosa dire) e per evitare domande spiacevoli ed imbarazzanti sui temi economici (e non avrebbe saputo cosa rispondere). Questa è la verità, altro che schiene spaccate (che lui non ha mai visto e non sa nemmeno cosa sia spaccarsi la schiena di lavoro).

Strano, perché fino ad oggi, più che vicino a chi si spacca la schiena  (non lo abbiamo visto nelle miniere del Sulcis, né nelle fabbriche del nord che chiudevano, né ai cancelli dell’Alcoa di Portovesme) lo abbiamo visto visitare scuole elementari e medie, dove gli alunni gli cantano canzoncine di elogio. Lo abbiamo visto presente ai convegni di Comunione e Liberazione, Lo abbiamo visto partecipare entusiasta al convegno dei Boy scout. Perché ai convegni di Boy scout sì ed a Cernobbio no? Da quando in qua i Boy scout rientrano fra le categorie di lavoratori che “si spaccano la schiena“?  Ma se anche fosse sincero, come mai, allora, invece che stare con chi lavora davvero tutti i santi giorni, se ne sta in Parlamento fra cialtroni incalliti, nullafacenti e sanguisughe che campano alle spalle degli italiani? O forse vuole farci credere che il Parlamento è un luogo di lavoro dove la gente “si spacca la schiena“? Renzi, Renzi, ma la smetta di dire sciocchezze, battute e slogan. E non faccia il “proletario” della domenica. Almeno per rispetto agli italiani che lavorano davvero. Mica come i buffoni della politica.

2 pensieri su “Renzi e schiene rotte

  1. violetta

    eh sì, perfetto il tuo articolo!
    Secondo me, bisogna far risorgere Lombroso.
    L’espressione di Renzi non mi ha mai convinta.
    Neppur quella del signor B eh? Ciao Giano 🙂

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    1. Giano

      Ciao Violetta, non convince né l’espressione, né quello che dice. Sembra uscito da Zelig. Una battuta al giorno, spaccone, sbruffone, ballista, battutista da bar dello sport, non dovrebbe fare il politico, sarebbe un’ottima spalla insieme ad altri comici toscani. Non per niente da ragazzo lo chiamavano “Il bomba”, perché le sparava grosse. Povera Italia, non c’è scampo.

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