Aluminnio e nuove leghe

Cos’è l’aluminnio? Deve essere una nuova lega. No, niente a che fare con l’unità di misura e  nemmeno con le famose 20.000 leghe sotto i mari di J. Verne. Parliamo di leghe metalliche usaste per la costruzione di natanti. E poiché finora questo “Aluminnio” era del tutto sconosciuto, deve trattarsi di un nuovo e segretissimo materiale. Lo abbiamo scoperto ieri vedendo questo box in prima pagina sul sito ANSA.

Non c’è dubbio, il titolo è chiarissimo, si tratta di una nuova lega leggera in “Aluminnio“. Così, per curiosità e per capire cosa sia questa nuova lega, si clicca sul titolo e si legge il pezzo che, anche all’interno, titola:” Nautica: Ferretti presenta primo Riva tutto in lega leggera di aluminnio“. Conferma il titolo in Home. Sotto il titolo c’è una grande foto di uno yacht in navigazione e la didascalia dice ancora “lega di aluminnio“. Un errore passi, due sono da sanzione, ma tre sono da gogna in piazza.  A questo punto, mentre la prima impressione è stata che si tratti del solito errore di battuta, visto che il termine viene ripetuto tre volte, si comincia ad avere qualche dubbio e viene il sospetto che si tratti davvero di una nuova lega. Ma leggendo il pezzo  si scopre che si tratta, come sospettavamo, della classica lega leggera d’alluminio che, per un errore di battuta, diventa “aluminnio”.  Succede. Il fatto è che questo box è in bella evidenza già da ieri e stamattina è ancora lì a creare perplessità a lettori distratti che (soprattutto se si limitano a leggere il titolo), possono davvero pensare che sia stata scoperta una nuova lega.

Certo, tutti penseranno che si tratti di un errore, ma, come ho detto altre volte, è del tutto inammissibile che un sito come l’Ansa, non si prenda la briga di rileggere quello che pubblica e che un errore così evidente resti lì per un giorno intero, senza che nessun redattore lo noti e corregga. Una volta nelle redazioni c’era la figura del correttore di bozze che dava un ultimo sguardo ai pezzi proprio per correggere sviste ed errori che potevano sempre esserci, anche per le firme più autorevoli; accenti, apostrofi, virgole, doppie, ripetizioni, cacofonie. Ora, scomparse le Olivetti 22, la linotype e i  caratteri in piombo, si batte direttamente su una tastiera, si clicca su “Invio” e si pubblica. E, evidentemente, non si perde tempo a verificare che ciò che è stato pubblicato sia corretto. Non c’è tempo, bisogna scrivere altri pezzi, riempire altri spazi, riversare in rete migliaia di news provenienti dai quattro angoli del pianeta. Notizie di cui, forse, appena un 10% è di vero e reale interesse pubblico. Il resto non è informazione, è spazzatura che serve solo a riempire le pagine, occupa spazio, appesantisce i server e finisce in un enorme archivio in rete che nessuno leggerà più perché si tratta di notizie del tutto inutili. E per tenere questo gigantesco archivio (che cresce smisuratamente ogni giorno in maniera esponenziale) con miliardi di files consumiamo ingenti quantità di energia per produrre la quale stiamo distruggendo il pianeta.  Ma intanto si fa finta di fare informazione, ci si guadagna il pane quotidiano e si tira a campare.

Del resto, è comprensibile che possa sfuggire un errore in un titolo. Ma se questo errore viene ripetuto, come in questo caso, anche nel titolo all’interno del pezzo, allora non si tratta più di una svista, ma del fatto che oggi si scrive con i piedi. E nel più completo menefreghismo e mancanza di correttezza e rispetto nei confronti dei lettori. E’ uno dei segni, drammatici, dei tempi in cui viviamo, di completa confusione, mancanza di professionalità, improvvisazione, approssimazione e superficialità. Anche la stampa è, per quanto di sua competenza, responsabile  del progressivo e totale degrado della società, dalla cultura alla politica, dall’arte alla scuola, dal lavoro alla giustizia. E non bisogna pensare che si tratti di inezie, di piccoli dettagli insignificanti, di pedanterie. No, perché è dalla cura delle piccole cose che si nota la serietà, la capacità e l’attendibilità delle persone. Se non sono in grado di prestare cura e attenzione alle piccole cose, come pensiamo che possano occuparsi seriamente dei grandi problemi?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...