Cultura pop e asini saggi

La cultura era una cosa seria, una volta. Gli uomini di cultura erano riveriti, rispettati, portati ad esempio e la loro opinione, su qualunque argomento, era tenuta in grande considerazione. Il simbolo dell’uomo di cultura poteva essere lo studioso, lo scienziato, il professore, specie se di lettere classiche. “So parlare di greco e di latino, e scrivo e scrivo e ho molte altre virtù...”, diceva di se stesso Carducci nell’ode Davanti San Guido.  Era l’emblema del dotto, del sapiente, dell’uomo “di cultura“. Ma i tempi cambiano e cambia anche il concetto di cultura. Ne parlavo nel post “La truffa culturale“.

Ma non divaghiamo. Facciamo un esempio pratico di come, in tempi di internet, di globalizzazione, di informazione in tempo reale e di cultura di massa, il concetto di cultura sia mutato, mettendo a dura prova le nostre conoscenze ed i riferimenti storici. Oggi nel sito dell’Ansa (la nostra maggiore agenzia di informazione), dopo uno sguardo alle news di prima pagina, ho voluto vedere, per curiosità, cosa poteva esserci nella “sezione Cultura“. Beh, almeno lì ci sarà qualcosa di diverso dal  solito bollettino delle disgrazie e del repertorio di notizie “usa e getta“.  Ma non mi aspetto niente di nuovo, ho già visto in passato cosa finisce in quella sezione. Ed ecco cosa trovo in testa alla pagina come notizie di apertura, evidenziate come “Primo piano“, quindi notizie di primaria importanza nel campo della cultura.

Ecco le news più importanti della giornata: la salute di Jovanotti, l’annuncio di un nuovo album (per carità cristiana evito i commenti) e Pino Daniele che si sente erede di Carosone. Povero Carducci, oggi finirebbe al massimo tra le flash news, quelle che scorrono in una finestrella laterale e scompaiono subito dalla Home. Oggi la cultura è Jovanotti. Né cambia tenore il resto della pagina. Gran parte delle notizie, sia al centro che nella colonna a lato, sono dedicate di solito alla musica pop, alle novità editoriali ed alle stravaganze e bizzarrie dei nuovi modelli culturali. Tanto vale leggere Sorrisi e canzoni.

Appena sotto le importantissime notizie di “Primo piano” su Daniele e Jovanotti, c’è un altro box, in bella evidenza, questo a lato,  dedicato a “Marta sui tubi“. Ah, ecco, questa sì che è cultura: i tubi di Marta. Immagino che quelli che hanno già superato da un pezzo l’età della beata gioventù, si sentano un po’ spaesati e confusi di fronte a queste nuove categorie e paradigmi culturali. Se qualcuno ci avesse chiesto, da ragazzi, di citare degli esempi di cultura, mai e poi mai avremmo pensato, neppure per sbaglio, di parlare di Rita Pavone, Little Tony o Piero Focaccia. E neppure Carosone, nonostante fosse bravo e simpatico. Potevano piacere o non piacere, ma erano puro intrattenimento. La cultura era altro. Oggi, invece, i riferimenti sono Jovanotti e Marta sui tubi. Metteteli nella sezione “Musica” o “Spettacoli”. Ma cosa c’entrano i tubi di Marta con la cultura?  Viene spontaneo pensare che questa sia una cultura del tubo! Altro che “so parlar di greco e di latino“. Questa è cultura da idraulici.

Ma oggi questa è la nuova cultura popolare. Niente di strano, quindi, che alla maturità del prossimo anno, la prova di italiano, invece che i versi di Quasimodo, proponga come traccia “Guarda mamma come mi diverto” oppure “Tu vo fa l’americano…” di Carosone o “Perché la domenica mi lasci sempre sola per andare a vedere la partita di pallone..yé yé…“. Forse un calmante dovremo prenderlo noi, davanti a questo scempio. E tanto per finire ancora con Carducci, rilassiamoci un attimo  all’ombra dei “cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar“, e per non farci prendere dallo sconforto, guardiamo a questa nuova cultura con l’atteggiamento, l’indifferenza e la saggezza dell’asin bigio che chiude l’ode e che, incurante del rumore della “vaporiera” non la degna di uno sguardo: “Ma un asin bigio, rosicchiando un cardo/rosso e turchino, non si scomodò: tutto quel chiasso ei non degnò d’un guardo/ e a brucar serio e lento seguitò“.

Anche questa cultura moderna, globalizzata e pop è come la vaporiera carducciana, tanto rumore per nulla. Tutto sommato, ha ragione l’asino.

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