Mondiali e delitti

Ci sono molti modi di vedere il mondiale di calcio. Ognuno lo guarda con occhi diversi e   ne evidenzia gli aspetti più interessanti secondo il proprio punto di vista.

Ecco, per esempio, come lo vede il quotidiano Libero. Una bella visuale, non c’è che dire. Se non altro è una prospettiva diversa dal solito. Niente campi di calcio, spalti gremiti, tifosi in delirio e calciatori in mutande. Ecco un aspetto poco conosciuto del tifo calcistico visto da dietro…le quinte. Diciamo che è una “retrospettiva“, quella di una certa “Laura Cremaschi” che, onestamente, visto che non viene specificato, non so  chi sia e cosa faccia, ma possiede delle evidenti doti naturali. L’unica relazione fra lei ed il mondiale in Brasile sembra essere, a prima vista, il suo notevole culetto “alla brasiliana“.   E’ un’immagine che, insieme ad altre due è da due giorni al centro pagina e, per restare in ambito artistico, costituisce un “trittico” dedicato appunto ai mondiali. Oltre alla retrospettiva della Cremaschi, si possono vedere qui le altre due “pale“: “Galleria di tifose brasiliane” e “Claudia Romani, sexy tifosa dell’Italia“. Magari oggi, cambieranno le foto e ci mostreranno altre tifose ed una nuova “prospettiva” dei mondiali.

Segreti e delitti.

Aldo Grasso è il critico televisivo del Corriere. Leggo quasi sempre i suoi pezzi perché non risparmia critiche a nessuno e di solito concordo con i suoi giudizi negativi. Le uniche volte che non sono d’accordo con lui è quando, raramente, parla bene di qualche programma (come in questo caso).

Stamattina dedica il suo pezzo ad un nuovo programma di Gianluigi NuzziSegreti e misteri“, che sostituisce il vecchio “Quarto grado“. Non ho visto questo nuovo programma, così come non ho mai visto nemmeno il vecchio. Fanno parte di quel genere di programmi che evito come la peste. Eppure sono programmi di successo. Prima di Nuzzi c’era Salvo Sottile a condurre “Quarto grado”, poi trasferitosi, armi e bagagli, su LA7 con un altro programma, non ricordo il titolo, che si occupa sempre di cronaca nera e delitti irrisolti. Ma pare abbiano grande successo anche “Chi l’ha visto?” condotto da Federica Sciarelli, ed altri programmi simili. Ricordo, se non sbaglio, ancora su RAI3, “Storie maledette” ed un altro programma che si occupa sempre di delitti irrisolti condotto da Lucarelli, quello che già la faccia, il tono di voce  e l’espressione è da tragedia. Evidentemente RAI3 ha una passione ed una attenzione speciale per questo tipo di programmi basati sulla cronaca nera. Ma sono certo di dimenticare altri programmi simili. Bisogna aggiungere che, a parte i programmi espressamente dedicati alla cronaca nera, ci sono una serie di talk show e programmi di intrattenimento che dedicano ampio spazio ai fatti di cronaca. Uno per tutti Porta a porta con i suoi classici plastici in studio o i vari talk salottieri del pomeriggio. Ma c’è chi apprezza il genere.

Ricordo che una volta, decenni fa, c’era una rivista, mi pare “Cronaca vera“, che si occupava esclusivamente di cronaca nera e di storie torbide: lo si capiva dai titoli di copertina. Era l’unica che si dedicava esclusivamente a quel genere e non credo che avesse un gran numero di lettori. Non l’ho mai letta, né mi risulta che la leggessero amici o persone di mia conoscenza. Forse si trovava qualche copia dal barbiere! Poi c’è stata l’esplosione delle riviste di ogni genere e la cronaca nera ed il gossip sono diventati pane quotidiano di lettori curiosi e dai gusti particolari. E la televisione ha amplificato e sfruttato pienamente questa curiosità. Oggi la cronaca nera, da argomento per pochi lettori amanti del genere, è diventato fenomeno di massa, da prima pagina, da prima serata TV.

Bisognerebbe chiedersi il perché dell’esplosione di questo interesse un po’ macabro e maniacale per i fatti di sangue  Dovrebbe essere oggetto di studio per psicologi e sociologi, dovrebbero spiegarci questo graduale e progressivo aumento dell’interesse per i fatti di cronaca nera e la moltiplicazione di riviste e programmi televisivi che se ne occupano. Si fanno tanti programmi di nera perché la gente ama occuparsi di delitti, oppure la curiosità della gente cresce perché i media dedicano tanto spazio a quel genere? Difficile stabilire quale sia la causa e quale l’effetto. Ma ho la sensazione che la motivazione che giustifica certi programmi (non solo di nera, ma di gossip, di sport, di politica etc.) non sia tanto la volontà di assecondare i gusti del pubblico, ma sia perché su quei programmi ci campano in tanti.  In ogni caso, ho sempre avuto l’impressione che le persone che amano questo genere di notizie ed hanno una curiosità morbosa per i delitti, il sangue, le tragedie, debbano avere qualche problemino di carattere psicologico. Non sarebbe male fare un salto presso un centro di igiene mentale. Tanto è gratis, paga la ASL.

Quello che mi lascia perplesso (è un mistero, un caso clinico) è il fatto che Aldo Grasso, pur facendo un lavoro che lo obbliga a guardare tutto quello che passa in televisione, sia sempre vivo e vegeto e, apparentemente, goda di buona salute. Il suo non è un lavoro, è una tortura, un supplizio. Guardare la televisione ogni giorno e seguire tutti i programmi, è come assorbire quotidianamente delle dosi massicce di elementi tossici che provocano un lento, ma inarrestabile avvelenamento e possono alterare la funzionalità cerebrale.  Dovrebbe avviare una causa di servizio e chiedere i danni all’editore.

Ragazzi, stress e cavalli

Stamattina sul sito Ansa c’è l’ennesima notizia del suicidio di un ragazzo: “Ragazzino suicida a Roma, sms alla fidanzata“.

Siamo sempre più stressati,  in balia di una società che ci obbliga a ritmi convulsi e modelli di vita che creano tutti i presupposti per far crescere dei ragazzi insicuri, immaturi e con un precario equilibrio psichico. Ne abbiamo conferma, purtroppo, quasi quotidianamente. Oggi, basta un niente per mettere in crisi un adolescente. Spesso sono motivi che lasciano perplessi e quasi increduli. Eppure le tragedie ci dicono che questi motivi che per noi sono quasi insignificanti, in ragazzi ancora immaturi possono sfociare in tragedie. Pare che questo ragazzo si sia suicidato a causa dei continui litigi con la fidanzatina (lo ha rivelato lei stessa).  E’ difficile pensare che una volta ci si suicidasse a 15 anni per un litigio con la fidanzatina.  Ma se non vogliamo fare paragoni con le generazioni precedenti, allora spiegateci perché oggi i ragazzi sono così instabili emotivamente. Deve esserci una spiegazione.

Li chiamavano “Ragazzi del ’99“, quelli che nel 1917, appena diciottenni, partivano per il fronte, in trincea e lì, sotto il fuoco nemico, non c’era il tempo per pensare o per essere in crisi; bisognava crescere in fretta e lottare per salvare la vita che era appesa ad un filo: “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie“, scriveva al fronte il soldato Ungaretti. Anche dopo la seconda guerra mondiale i ragazzi non ebbero il tempo di pensare o di deprimersi per questioni sentimentali. In uno scenario di macerie, desolazione  e fame,  bisognava crescere in fretta e rimboccarsi le maniche per ricostruire ciò che era distrutto e pensare al futuro.

I ragazzi di oggi, quelli cresciuti a merendine, PlayStation e Grande fratello hanno trovato tutto già pronto. Sarà per questo che sono così fragili? Anche questo dovrebbero spiegarci gli studiosi della psiche umana. Oggi gli psicologi vanno come il pane, te li ritrovi ad ogni angolo di strada, pronti  a fornire dotte spiegazioni per tutti i problemi ed i conflitti di carattere affettivo, sentimentale ed esistenziale; cominciano a seguire i bambini fin dalle materne. Ma allora, com’è che ci sono tanti ragazzi che si ammazzano?  Mi ricorda la storiellina del Papa, che ripeto spesso: più fa appelli per la pace e più scoppiano conflitti nel mondo. O ancora quanto dicevo poco sopra a proposito del nesso fra programmi di cronaca nera e curiosità della gente. Quale è la causa e quale l’effetto? Nel nostro caso, si direbbe; ci sono tanti psicologi perché c’è sempre più gente che ha problemi? Oppure la gente scopre sempre nuovi problemi perché ci sono troppi psicologi in giro? Mistero.

Per fortuna, però, ecco una buona notizia, come da box in alto, riportata proprio qualche giorno fa: “L’equitazione riduce l’ormone dello stress“. Capito, cari ragazzi, se avete qualche problema sentimentale, esistenziale o di altro genere, non deprimetevi, non lasciatevi abbattere dalle difficoltà della vita, c’è l’equitazione che vi salva. Viene spontaneo ricordare il classico consiglio che una volta si dava a chi tentava maldestramente di occuparsi di faccende per le quali non era portato o a chi, per inadeguatezza e incapacità, produceva solo danni. Cari ragazzi coraggio, l’equitazione fa bene; quindi, invece che suicidarvi…datevi all’ippica.

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