Crisi, vacanze e preziose risorse

Osservando gli avvenimenti e le notizie del giorno viene il forte sospetto che gli italiani stiano attraversando un periodo di smarrimento. Non è chiaro se si tratti di effetti dell’assunzione di droghe più o meno leggere, se ci sia nell’aria un qualche virus sconosciuto, oppure se la causa sia più profonda.

Ecco la buona notizia tanto per cominciare bene la giornata. Nove milioni di italiani hanno difficoltà economiche; un aumento del 57% rispetto al 2007, prima che scoppiasse la crisi mondiale. Niente di nuovo, ormai le  notizie dal fronte del lavoro, della precarietà e dell’economia sono un bollettino di guerra. L’immagine dell’Italia è quella di una nazione in cui la povertà cresce ogni giorno, aumentano i disoccupati, le aziende nazionali sono in vendita al migliore offerente e non si vedono spiragli di soluzione a breve termine.

Ma, nonostante questo disastro economico e sociale, ultimamente sembra esserci stato un cambiamento di rotta nel mondo dell’informazione e dei media in generale. In televisione sentiamo personaggi della politica che fino a ieri erano catastrofisti ed ogni giorno, come prefiche mediatiche,  cantavano lamenti atroci sul destino dell’italica stirpe. Improvvisamente, da quando è cambiato il direttore d’orchestra (Renzi) è cambiata anche la musica. Non più marce funebri e messe da requiem, ma allegre marcette, valzer, mazurche e feste campagnole. Anche la stampa si è adeguata al nuovo clima. Cambia il tono generale, si scelgono con cura le notizie da prima pagina e quelle a cui dare più spazio ed evidenza,  e si presentano con una punta di ottimismo, di benevolenza e di approvazione nei confronti dell’azione del governo e del nuovo inquilino di palazzo Chigi. Pensate che ci sia stata un’inversione di atteggiamento da parte dei media, molto più benevolo ed accondiscendente nei confronti del governo, da quando Renzi è andato a palazzo Chigi? Pensate che, per dare una mano a Renzi, si cerchi di dare segnali positivi e rassicuranti? Pensate questo? Pensate bene.

Ecco, per esempio, come oggi l’ANSA titola “Italiani in vacanza“. Sei milioni sono il 10% degli italiani. Ma il messaggio di questa notizia nella sezione “Primo piano” è l’idea che gli italiani vadano in vacanza. Non importa quanti, è secondario, ma deve prevalere l’immagine della vacanza. Siccome  quelli che restano a casa sono il restante 90%, in altri tempi e con altri governi, avrebbero titolato “Crisi: il 90% degli italiani resta a casa“.  Ma siccome al governo c’è il sindaco rampante, allora bisogna essere ottimisti e vedere il lato positivo. E così non contano i 54 milioni che restano a casa, ma i 6 milioni che vanno in vacanza. Sono le due facce della medaglia; dipende dal punto di vista e da come la si guarda.

Del resto si può essere davvero ottimisti, vista quest’altra notizia d’apertura, ancora dell’ANSA. Sembra che questi 80 euro siano la soluzione della crisi, abbiano un forte impatto sui consumi ed un effetto positivo su tutta l’economia. Sarà così? Proprio nell’articolo sull’Italia vacanziera (sopra citato), il presidente della Federalberghi, Bocca, dice che il tanto sbandierato bonus di 80 euro non fa ripartire i consumi: ” La speranza quindi che il bonus in busta paga di 80 euro, producesse un’immediata ripartenza dei consumi, non trova per il momento conferma nei fatti.“. Piccola differenza: la dichiarazione di Bocca viene inserita all’interno dell’articolo, l’idea, invece, che l’effetto degli 80 euro sia molto positivo e produca un giro di 3 miliardi di euro di spesa, incrementando i consumi, diventa titolo d’apertura in prima pagina.

Ed ecco un’altra notiziona, ancora dalla home dell’ANSA: il Pil cresce. Ma non subito, calma, cresce a partire da giugno. In effetti non è nemmeno sicuro che cresca, è una stima, una previsione fatta dall’ISTAT. Potrebbe anche non crescere e la previsione risultare sbagliata. Ma ammettiamo pure che cresca. Di quanto cresce? Dello 0.1%! Mentre le economie del mondo crescono dal 3% degli USA all’8% della Cina, noi “cresciamo” (?) dello 0,1%. E non è nemmeno sicuro: cresciamo…forse! Speriamo di crescere. Ma fra vacanzieri felici, boom dei consumi grazie agli 80 euro e Pil in crescita, queste sono le notizie d’apertura dei siti d’informazione, lasciando intendere che la crisi sia superata, che l’economia sia in ripresa e gli italiani siano tanto tranquilli e fiduciosi nel futuro che vanno in vacanza. Ecco un bell’esempio di come viene manipolata l’informazione, secondo l’effetto che si vuole ottenere. Basta presentare le notizie in modo funzionale alla causa. Bisogna tenerlo presente quando si leggono quotidiani, riviste, siti internet di informazione o si assiste a manifestazioni e battaglie a difesa della libertà di stampa.  Spesso la tanto sbandierata libertà di stampa è solo libertà di manipolare l’informazione ad uso e consumo dei potenti di turno, del gruppo editoriale o della parte politica di riferimento.

E non basta. Ci stanno raccontando da anni che gli immigrati sono una risorsa. Bene, se è vero allora dobbiamo essere più che soddisfatti perché la stagione si annuncia molto favorevole: “Alfano: 40.000 sbarchi in 5 mesi“. Bene, bene, significa che, con questo ritmo e se si rispettano le previsioni, in un anno ne arriveranno più di 100.000. Fantastico, un carico di risorse che darà un contributo sostanziale a migliorare l’economia nazionale. E’ vero che intanto ci costano 300.000 euro al giorno solo per mantenere i mezzi della marina impegnati nelle operazioni di soccorso. E’ vero che, una volta sbarcati, dobbiamo garantirgli vitto, alloggio, abbigliamento, paghetta per le piccole spese, ricariche telefoniche, sigarette, assistenza legale e sindacale, assistenza sanitaria etc… però poi sono tutte preziose risorse che ci daranno una mano.

Ultimissima del bollettino dei naviganti: “Soccorsi 3.000 migranti“. Ma adesso, con la buona stagione, gli arrivi saranno giornalieri, a migliaia per volta. Andiamo a prenderli direttamente alla partenza, in acque libiche. Loro partono, poi chiamano il numero della Capitaneria di porto di Palermo (che hanno già alla partenza), e, prima che ce li freghino gli egiziani, i tunisini o Malta,  arrivano subito le nostre navi della Marina e della Guardia costiera a “salvarli” e portarli a Lampedusa.  Sì, perché, come si diceva, sono tutte preziose risorse.

Tutte risorse che, in un periodo di crisi profonda e drammatica,  si aggiungono ai 9 milioni di italiani in difficoltà, ai disoccupati, ai precari, ai giovani senza speranza di trovare occupazione. Mentre le  aziende chiudono, aumentano i licenziamenti, interi settori dell’economia e marchi storici del made in Italy sono in vendita ed acquistati da investitori stranieri (una per tutte, la nostra prestigiosa compagnia di bandiera, l’Alitalia),  mentre i pensionati non sanno come campare e per recuperare qualcosa di commestibile, vanno nei mercati all’ora di chiusura, a rovistare fra gli scarti di frutta e verdura, mentre assistiamo al completo sfacelo economico e sociale, ci dicono che dobbiamo accogliere tutti i disperati del terzo mondo e garantirgli tutti i diritti possibili; casa, lavoro, scuola, assistenza sanitaria, ricongiungimento familiare, cittadinanza. (Immigrazione, siamo al collasso). E noi, che siamo buoni che più buoni non si può, a costo di farci aumentare le tasse per sopperire alle spese, accogliamo tutti amorevolmente.

E intanto cosa fa il governo? Il ministro Alfano, come ha riferito proprio avantieri, si limita a tenere il conto degli sbarchi; fa il ragioniere dei migranti e dei barconi. Il Parlamento, invece di cercare di fermare l’invasione, per assecondare l’ONU e la Boldrini, discute sulla necessità di migliorare l’accoglienza e non sapendo trovare dei rimedi, per nascondere la propria incapacità, scarica la responsabilità del flusso migratorio inarrestabile sull’Europa.  Ma è solo un modo per non affrontare il problema. In realtà il nostro Parlamento è indaffaratissimo a discutere altre priorità. E’  occupato a parlare di legge elettorale, di “femminicidio” (approvato il decreto legge), di lotta all’omofobia, di Genny ‘a carogna e magliette da stadio, di “divorzio breve” (approvato ieri alla Camera), di “quote rosa e parità di genere” (approvata di recente), di diminuzione della pena per gli spacciatori di droga (niente carcere per il piccolo spaccio), di abolizione del reato di immigrazione clandestina (Abolito il reato di clandestinità), così, visto che non è più reato, tutti i disperati del mondo si sentono autorizzati a venire da noi.   Poi, siccome non riusciamo a sostenere l’enorme costo e garantire l’accoglienza,  accusiamo l’Europa di non aiutarci.  Ed Alfano tiene il libro mastro dei barconi.

Siamo ridicoli. Insomma, com’è evidente, i nostri parlamentari sono impegnatissimi a discutere ed occuparsi di cose importantissime e fondamentali per gli italiani, specie per quei 9 milioni di disoccupati, precari, cassintegrati, esodati e pensionati al minimo. E intanto il nostro Bel Paese viene invaso da africani, asiatici e disperati  che arrivano in massa, occupano case e palazzi abusivamente, si impadroniscono abusivamente dei parcheggi pubblici e vi chiedono il pizzo per parcheggiare, sempre abusivamente occupano piazze, strade, spiagge e centri storici per vendere cianfrusaglie inutili, vivono di espedienti, di lavoro nero o di attività criminali e sono sostenuti, aiutati e coccolati dalla sinistra e da tutti coloro che su questa invasione di massa ci campano. Già, perché bisogna ricordare che su questo flusso di migranti disperati, nascondendosi ipocritamente dietro la bandiera del buonismo e del rispetto dei diritti umani,  c’è chi ci campa. (Immigrazione e ipocrisia)

E guai a lamentarsi perché si solleva subito l’indignazione e la protesta dei buonisti di professione, interviene l’ONU, la Boldrini, la Kyenge, il Papa, l’UNAR (vedi “A caccia di razzisti“)si viene subito accusati di xenofobia e razzismo. Siamo invasi, dobbiamo pagare le spese, che  per un Paese in crisi stanno diventando insostenibili, e non possiamo nemmeno lamentarci. Paga e taci. Vista la situazione ci si chiede come sia possibile che l’Italia si stia riducendo in queste condizioni e non abbia la forza di reagire. La spiegazione è semplice. Ci sono solo due possibilità. O gli italiani si sono mezzo rincoglioniti, oppure si sono rincoglioniti del tutto. Forse è buona la seconda.

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