Nouvelle cuisine

Fritto misto di grilli, cavallette e scarafaggi. In futuro, fra non molto, potrebbe essere questo uno dei piatti consigliati dallo chef e presenti nei menu dei ristoranti europei.

Basta con lasagne, bistecche, carbonara, brasati, sogliole, fritto misto del golfo, risottino alla pescatora, scampi, gamberoni, bollito misto, tagliatelle, ragù, grigliata mista, tartufo, cotechino, carbonara, aragosta. Dimenticatevi di queste prelibatezze. Lo consiglia la FAO e l’Unione europea (quella che stabilisce la lunghezza delle banane e la circonferenza del cetriolo), ha recepito immediatamente il suggerimento degli “esperti” ONU e nel 2012 ha approvato (e finanziato) un progetto per stimolare i paesi membri dell’Unione, a consumare meno carne, cambiare le nostre abitudini alimentari, rinunciare alle nostre tradizionali pietanze e prelibatezze nazionali e specialità regionali, e sostituirle con  una alimentazione a base di insetti, vermi e larve. E per dimostrare che è una cosa seria ha stanziato 3 milioni di euro per ogni Paese che si impegni a diffondere il nuovo verbo culinario made in Bruxelles. E purtroppo non è uno scherzo.

Il box riportato in alto è comparso due giorni fa (ma era già stato pubblicato alcuni mesi fa) su un portale internet. Visualizzando l’articolo si può scorrere una curiosa slide che mostra una cinquantina di “piatti” a base di insetti. La didascalia del pezzo dice: “Perché limitarsi a cucinare il pesce o la solita carne quando la natura offre un’infinità di ingredienti commestibili e facilmente reperibili? Ecco alcune pietanze a base di scarafaggi, scorpioni insieme all’ultima trovata: il lecca lecca con la larva.“. Se siete curiosi e di stomaco forte potete vedere qui la carrellata di leccornie: “Insetti & co.”. Buona visione.

Dopo la “nouvelle cuisine” degli anni ’70, questa è la nuova rivoluzione gastronomica sponsorizzata dall’EU. Sulla genesi di questa iniziativa (promossa già anni fa dalla FAO) e sugli aspetti anche economici della campagna dell’ONU (e dell’EU) vedi: “Insetti, FAO, ONU e sprechi“.

La giustificazione di questa iniziativa bislacca è collegata all’annoso problema della fame nel mondo. Dicono gli esperti ONU che noi, in Occidente, consumiamo troppa carne, mentre nel terzo mondo soffrono di carenze alimentari, proprio a causa del nostro eccessivo consumo di risorse. Questa strana relazione di causa/effetto fra il nostro benessere e la scarsità di risorse dei paesi poveri è tutta da dimostrare, ma è un’invenzione che fa comodo a tutte le associazioni che  campano sulla vera o presunta attività di intervento umanitario a favore del terzo mondo. Se si ha qualche dubbio in proposito, sarebbe il caso di leggere attentamente l’articolo sopra linkato su insetti, Fao, ONU e sprechi.

Allora, siccome noi mangiamo troppa carne ed i paesi poveri, non potendo mangiare carne, devono cibarsi di insetti, vermi e larve, per risolvere il problema, ecco la soluzione geniale: ai poveri del terzo mondo mandiamo un po’ delle nostre bistecche e noi cominciamo a sostituire  la carne con cibi alternativi che, assicurano i soliti esperti, sono comunque ricchi di proteine (provare per credere). Da domani, quindi, possiamo sbizzarrirci a cucinare grilli, formiche, scarafaggi, locuste, scorpioni, cavallette, ragni, larve. Insomma, il menu è vario e ricco di piatti (vedi la slide citata). Lo consiglia l’Unione europea.  E se siamo bravi ci regala anche 3 milioni di euro (tanto sono sempre soldi nostri). Vedi “L’unione europea stanzia milioni di euro per farci mangiare ragni“.

Ecco perché già dall’anno scorso, periodicamente, sui media compaiono servizi ed articoli proponendoci questo nuovo corso gastronomico. Lo fanno per adeguarsi alle direttive europee. Piccolo particolare non trascurabile, visto che siamo sempre noi a pagare (e l’Italia è uno dei maggiori finanziatori dell’EU): se tutti i Paesi dell’Unione ottemperano a questa direttiva, significa moltiplicare 3 milioni per 28, ovvero…84 milioni di euro. Geniale questo Parlamento europeo. Siamo ancora in piena crisi economica, praticamente col culo per terra, col debito pubblico che continua  a crescere, la povertà che avanza, aziende che chiudono, metà dei giovani senza lavoro, disoccupati, precari, cassintegrati, esodati, pensionati che per campare cercano di racimolare qualcosa frugando nei cassonetti degli scarti ai mercati e…in questa situazione tragica il Parlamento europeo non trova di meglio da fare che impiegare 84 milioni di euro per invitarci a mangiare cavallette, grilli  e scarafaggi.

Eppure, a sentire quelli che in questi giorni chiedono il voto agli italiani, sembrerebbe che questa Unione europea sia una cosa seria e che l’Europa e l’euro siano la nostra salvezza. Se anche voi ne siete convinti (beata ingenuità) votateli pure.  Ma tenete a portata di mano (in cucina) un buon digestivo robusto. Ne avrete bisogno dopo una scorpacciata di fritto misto a base di cavallette e scarafaggi. Auguri e buon appetito.

Alghe, insetti; il cibo dei prossimi vent’anni

Insetti & co nel piatto (altra carrellata di specialità)

Grilli arrosto e formiche tostate

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