Parassiti e culi

Pubblicato l’elenco della vergogna. Dopo ripetute pressioni da parte della stampa locale (Vedi L’Unione sarda), ieri è stato reso pubblico l’elenco degli ex consiglieri regionali della Sardegna che percepiscono il vitalizio. Si tratta di 317 ex “onorevoli” che percepiscono mediamente circa 4.000 euro al mese netti. Ma qualcuno arriva a prendere anche 5.550 euro al mese. Alcuni godono dell’assegno da decenni, anche se presenti in una sola legislatura, e dopo il decesso del titolare,  l’assegno viene percepito dai familiari o aventi diritto.

Questo elenco bisognerebbe farlo circolare fra i minatori del Sulcis, i cassintegrati sardi, i disoccupati, gli esodati, i giovani in attesa di lavoro, gli emigrati, i pensionati al minimo, a quei sardi ai quali hanno chiesto il voto in questi decenni ed ai quali avevano sempre fatto promesse e garantito il proprio impegno per risolvere i problemi dell’isola. Sono nomi di personaggi più o meno noti che hanno attraversato la scena della politica isolana negli ultimi 50 anni. Questo “assegno vitalizio” costa circa 16 milioni di euro all’anno. Se si è di stomaco forte si può vedere qui l’elenco completo: “Elenco dei percettori di assegno vitalizio diretto e indiretto“.

E non basta, perché si scopre che, oltre a questo vitalizio, “sudato” sui banchi del Consiglio regionale con chissà quale fatica, gli ex consiglieri godono anche di una speciale buonuscita di 50.000 euro esentasse che spetta a tutti, a fine legislatura, anche se rieletti, a titolo di “assegno di reinserimento”. Tutto qui? No, proprio di recente è venuto alla ribalta un altro scandalo che riguarda Claudia Lombardo, ex presidente del Consiglio regionale. Grazie alle norme vigenti, la Lombardo, può godere del vitalizio di 5.000 euro al mese da subito, a 41 anni! (Miss Vitalizio, in pensione a 41 anni).

Per i nostri politici, diversamente da tutti i cittadini normali, non valgono le norme di pensionamento, le riforme, le finestre di uscita, la spendig rewiew, il rischio di finire fra gli “esodati” senza stipendio e senza pensione. Per loro vigono norme ad hoc, riservate alla casta. I cittadini normali devono compiere 65 anni e lavorare 40 anni per poter andare in pensione e percepire un assegno che garantisce giusto la sopravvivenza (e spesso nemmeno quella). Gli “onorevoli“, invece, già dopo 5 anni di servizio in Consiglio regionale e senza limite di età anagrafica, percepiscono assegni di circa 3/4.000 euro…vita natural durante (e dopo la passano agli eredi).  Ma loro appartengono alla casta dei privilegiati, sono quelli che predicano bene e razzolano male, vengono da un altro mondo, sono quasi alieni. Sono una specie particolare e purtroppo molto diffusa sul territorio nazionale di un pericolosissimo parassita, il “politicus italicus“, una sorta di sanguisuga sociale.  Riconoscerli è abbastanza facile e si possono individuare subito, grazie alla loro esclusiva e particolare caratteristica: hanno la faccia come il culo.

Forse, pensando a questa particolarità del “politicus italicus“, la responsabile della comunicazione della lista “Tsipras“,  la sarda Paola Bacchiddu, ha pensato bene nei giorni scorsi di pubblicare in rete una foto che la mostra in bikini bianco che esalta un notevole “lato B” (La provocazione della lista Tsipras). Com’era prevedibile la foto è stata ripresa da tutti i media ed ha scatenato le solite polemiche sull’uso strumentale del corpo femminile.  Ma, polemiche a parte, l’operazione mediatica ha funzionato.  Ieri, per esempio, la Bacchiddu (che non è nemmeno candidata alle europee) era ospite a Matrix di Telese su canale 5 dove, senza la sua trovata mediatica, non sarebbe mai stata invitata. Raggiunto lo scopo. La responsabile della comunicazione ha capito benissimo che per far parlare di sé e della sua lista bisognava inventarsi qualcosa che poi la facesse finire in prima pagina. Ed oggi per finire in prima pagina il sistema migliore è sempre quello; spogliarsi. Bisogna però riconoscere che almeno è stata onesta. In un mondo in cui i politici   chiacchierano, promettono, straparlano ed hanno la faccia come il culo, lei (che essendo sarda è pratica, concreta e di poche parole), più onestamente e senza tante chiacchiere, mostra direttamente il culo. Viva la sincerità, la brevità, la Sardegna e…il culo!

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