Bufale di giornata

L’informazione è sempre meno attendibile. Ormai sulla stampa, in TV ed in rete,  più che notizie serie, circolano bufale e inutili gossipate di vario genere, nazionali ed estere.  L’importante è riempire le pagine. Poco importa che spesso  si tratti solo di spazzatura. Vediamo qualche esempio recente.

L’arcivescovo ed il sesso orale.

Questa notizia compariva ieri su tutti i siti d’informazione. Ovviamente ha scatenato una bufera di commenti scandalizzati ed ha fornito l’occasione per rinnovare gli attacchi alla Chiesa. Oggi si scopre che si trattava di una bufala. Era in realtà un pezzo riportato, già quattro mesi fa,  dal settimanale umoristico spagnolo El Jueves, successivamente ripreso e divulgato in rete, spacciandolo per notizia vera.  Ma nessuno ammette la figuraccia. Solo il Giornale oggi riporta la notizia, scusandosi con i lettori e chiarendo l’equivoco: “La bufala del vescovo di Granada favorevole al sesso orale“.

La grande bellezza e Benigni.

Questo box compare oggi nella Home del Corriere. Il titolo non lascia adito a dubbi: il ruolo di Jep Gambardella era destinato a Benigni. Visto che lo dice l’autorevolissimo Corriere, prendiamo per buona la notizia e  non leggiamo nemmeno l’articolo; ci fidiamo.  Ma poi, leggendo altri quotidiani in rete, vediamo che c’è una smentita:  “Benigni nel cast di Sorrentino? Mai…”. Chi avrà ragione? Allora, per accertarci, torniamo sul sito del Corriere e leggiamo il pezzo. La cosa curiosa è che   già dal titolo si resta perplessi: “Contarello a Padova: il ruolo di Jep doveva essere di Benigni. Anzi no.” Ma come, si contraddice già nel titolo? Ebbene sì. Ecco l’incipit del pezzo che riporta virgolettata una dichiarazione dello sceneggiatore Contarello: “Vi svelo un piccolo segreto: Quando io e Paolo Sorrentino abbiamo finito di scrivere la sceneggiatura di La grande Bellezza, il copione è stato presentato a Roberto Benigni; era lui che doveva fare il ruolo che poi è stato di Tony Servillo. Ma Benigni ha rifiutato: diceva che la storia non stava in piedi.”. Chiaro, limpido, parole sue. Ma il giorno dopo smentisce tutto con un’altra dichiarazione: ” Non ho mai detto che il ruolo di Jep Gambardella fosse stato pensato per Roberto Benigni e che da lui fosse stato rifiutato: il personaggio è stato immaginato e costruito sin dall’inizio per Toni Servillo.”. Entrambe le dichiarazioni vengono riportate nello stesso articolo; dichiarazione e smentita. Ma allora perché nel titolo del box si dà per scontato che sia vera la prima dichiarazione? Ma, soprattutto, se è già appurato che si tratta di una affermazione smentita e, quindi, da non prendere in considerazione, perché la si pubblica in prima pagina? Giusto per riempire gli spazi? Misteri della comunicazione.

Il bacio fra sconosciuti.

Ecco un’altra bufala di giornata. Nei giorni scorsi veniva riportata la notizia di un video in cui degli sconosciuti si baciano. Veniva dato ampio risalto alla notizia perché, a quanto riportavano i media, quel video in pochi giorni aveva avuto quasi 30 milioni di visualizzazioni in rete. Ed oggi non conta l’importanza, la serietà, l’utilità, di ciò che viene divulgato, ma conta il fatto che milioni di imbecilli guardino un certo video. E diventa subito notiziona da prima pagina. Già questo dovrebbe farci venire qualche dubbio sulla serietà di quella che chiamano oggi informazione. Ma i nostri valenti sociologi, psicologi ed esperti di comunicazione sono distratti. Bene, oggi si scopre che anche questa era una bufala. Non si tratta di baci fra sconosciuti, ma di attori che recitano per uno spot pubblicitario: “Il video del primo bacio fra sconosciuti era uno spot”.

Il bambino nel deserto.

Questa immagine riportata da tutti i media, risale, invece, a circa un mese fa. Il quotidiano Repubblica on line, portavoce del politicamente corretto, che dedica sempre ampio spazio ai casi umani, specie se provengono dal terzo mondo, pubblicava la foto a tutta pagina (così è più toccante) e titolava “Siria, un bimbo nel deserto: Marwan diventa simbolo dei rifugiati”. Oh, poverino. Certo che non si può restare insensibili davanti a questa scena. Peccato che, come venne scoperto quasi subito, quella foto era stata tagliata, proprio per isolare il bambino che, in realtà, era solo rimasto indietro rispetto al gruppo di profughi che lo precedeva e che, subito dopo, si è ricongiunto alla famiglia. La foto è stata pubblicata su Twitter da Andrew Harper, rappresentante dell’Alto commissariato ONU per i rifugiati (la stessa organizzazione di cui era portavoce Laura Boldrini, tanto per capirci…). Ma lo stesso Harper poi ha chiarito l’equivoco, pubblicando le altre foto che mostravano l’intera scena dei profughi. Intanto, però, quella foto aveva già fatto il giro del mondo, ripresa da tutti i media, fino alla scoperta della bufala: “La bufala del bambino siriano solo nel deserto“. Diciamo che il nostro collega della Boldrini…ci ha provato.

Balotelli, il grande bluff.

A rigore non è una bufala, ma siamo lì. Questo Balotelli, osannato dai media e “pompato” dalla stampa sportiva come un fenomeno “Super Mario”, si sta rivelando solo un ragazzotto straricco, superpagato, bizzoso, capriccioso, incostante, inaffidabile, irascibile, irrequieto… e potremmo continuare con gli aggettivi di questo tenore. Già al momento del suo arrivo al  Milan, un anno fa, quando i quotidiani sportivi con grande enfasi titolavano “Colpo del Milan“, scrissi che forse qualcuno si sarebbe pentito di quell’acquisto (Razzismo e danza della pioggia). Temo di aver avuto ragione. Dopo le tante delusioni, sia in campionato che negli incontri di Coppa (l’ultima di due giorni fa quando ha perso per 4-1 con l’Atletico Madrid) e la crisi profonda della squadra, che sembra essere cominciata proprio col suo arrivo, molti si chiedono  se sia davvero un fenomeno o sia un brocco supervalutato. Qualcuno lo vede già in partenza per altri lidi e, dubitando del suo stato di forma,  ci si chiede anche se sia giusto inserirlo fra i convocati per il mondiale in Brasile: “Balotelli, il grande bluff, non è da mondiale”.

Hanno impiegato un po’ di tempo a capirlo, ma sembra che ci siano arrivati. Meglio tardi che mai. Non mi dilungo sul perché questo calciatore sia stato sempre al centro dell’attenzione, sempre in prima pagina. Addirittura la stampa estera lo ha esaltato ed il Time lo ha  definito addirittura come uno dei 100 personaggi mondiali più influenti del 2012(!?). Se Balotelli fosse bianco, sarebbe solo uno fra centinaia di calciatori più o meno bravi.. Ma se desta tanta attenzione ed è sempre in primo piano non è perché è più bravo di altri, ma perché è nero. Ne hanno fatto da subito il testimonial perfetto della campagna buonista a favore  degli immigrati e dell’integrazione, insieme a Cécile Kyenge, anche lei nera e diventata ministro non si sa bene in virtù di quali meriti e capacità personali, visto che gli stessi compagni di partito l’hanno giudicata inadatta a ricoprire l’incarico e ne hanno contestato la nomina.

Stranamente anche la Kyenge, illustre sconosciuta finché non è diventata ministro, ha ricevuto l’attenzione della stampa estera. La rivista americana Foreign Policy l’ha inserita, udite udite, fra icento più influenti pensatori del pianeta nel 2013” (!?). Oggi essere neri, immigrati, gay, lesbiche, zingari,  è un privilegio, un merito, costituisce titolo preferenziale; sono categorie protette.  Se sei nero, anche se non hai particolari meriti, vieni osannato, finisci in copertina su prestigiose riviste, sei supervalutato e puoi diventare anche ministro. Vedi qui una serie di post in cui parlo dell’eccessiva attenzione mediatica per il nostro Super Mario: Balotelli News

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