La grande bellezza

E’ appena finito, su Canale 5. Quasi tre ore, compresa la pubblicità. Di solito non guardo film in TV, se non raramente. Ma questo mi ha incuriosito, visto che da mesi non si parla d’altro. E poi tutti dicono che è un gran film. Ieri ha addirittura vinto l’Oscar del cinema come miglior film straniero. Quindi, se tutti dicono che è bello, dev’essere bello, per forza.

Sì, bello, anche se forse con qualche piccolo ritocco sarebbe stato ancora più bello. Per esempio Sorrentino, che oltre ad  essere il regista è anche autore del soggetto e della sceneggiatura, poteva avvalersi di altri collaboratori, invece che fare il solito “One man show“.  Lo si poteva fare meno lungo, con un soggetto diverso, una diversa sceneggiatura e dialoghi più accurati. Magari con una fotografia diversa e colori meno accesi. Forse con meno scene notturne e riprese in interni. Forse con una migliore gestione del sonoro e della presa in diretta, consentendo di capire cosa dicono i personaggi quando bisbigliano sottovoce. Forse con meno esasperanti pause e lungaggini ingiustificate.  Forse con una diversa colonna sonora. Magari con meno frequenti (troppo) citazioni felliniane che, se non si sanno fare, è meglio non fare. Magari anche con interpreti diversi. Un po’ meno cupo ed angosciante. Più rispettoso della realtà.

Non è, come alcuni commentatori sostengono, un omaggio a Roma, né ai romani, né alla bellezza. Roma è più bella di come la si mostra. I romani non sono così stronzi come quei quattro debosciati che ballano in terrazza. I diversi personaggi sembrano delle figurine appiccicate a caso su un pannello, senza una storia, senza un filo conduttore che li tenga insieme, senza una logica, senza una trama. Ecco, forse con qualche piccolo ritocco, cambiando il soggetto, la sceneggiatura, la fotografia, il sonoro, gli attori, l’ambientazione e, perché no, cambiando anche il regista,  si poteva fare un film “più bello“. Bastava fare tutta un’altra cosa; un altro film. Ma gli esperti dicono che è un capolavoro e se lo dicono gli esperti deve essere vero, per forza. Infatti ha vinto l’Oscar come miglior film straniero. Figuriamoci gli altri!

4 pensieri su “La grande bellezza

    1. Giano

      Sì, può essere che il mio televisore sia impazzito ed abbia trasmesso un altro film; con le diavolerie della tecnica moderna può succedere di tutto. Forse ho esagerato nel giudizio a caldo. Vedo di chiarire meglio con l’ultimo post appena pubblicato. Leggerò con interesse la tua recensione. Grazie

      Mi piace

  1. Annamaria

    Caro Giano, avevo già scritto ieri, ma il post non è partito.
    Era un gran complimento per te, che hai saputo tradurre magistralmente il mio pensiero sul film ” la grande schifezza “!
    Pensavo di essere rincitrullita del tutto!!! Io mi sono limitata a pochi aggettivi: grottesco, scontato, scopiazzato, linguaggio spesso poco comprensibile, vacuo. Anche le immagini lasciano desiderare…Roma resta sempre e comunque un museo a cielo aperto, nonostante tutto! Unica nota positiva: un grande Servillo, che essendo prima di tutto un attore di teatro, senza troppo faticare diventa automaticamente un bravo attore di cinema. Questo Oscar è come il Nobel, dato a Fò, a suo tempo…
    nessuna differenza! Poteva giusto piacere…agli americani!
    Grazie ancora, di cuore! Con affetto.
    Annamaria

    Mi piace

    1. Giano

      Ciao Annamaria, sì, raramente guardo dei film in TV. Questa volta mi sono lasciato convincere dalla curiosità per quest’opera osannata da tutti. La delusione è stata grande. A prima vista si può essere affascinati dalle immagini, dagli scorci romani suggestivi, dal ritmo del racconto che usa la lentezza come arma suadente che evoca accuratezza e profondità descrittiva. Ma è un sottile inganno. Si capisce quasi subito che tutto il film è improntato ad una visione volutamente alterata della realtà ed è costituita da piccoli flash, bozzetti, piccoli ed ingenui “effetti speciali”, continue e ripetitive citazioni felliniane che vorrebbero dare un’aura di impegno e genialità al film. In realtà, visto che Sorrentino è napoletano, si potrebbe usare una tipica espressione gergale per descrivere sia il regista, sia i suoi personaggi: “si sparano le pose“. Ecco, una serie di macchiette che assumono atteggiamenti, si atteggiano, si “sparano le pose” da intellettuale, da viveur, da filosofo, da artista, da scrittore maledetto, da ciò che vogliono sembrare senza esserlo. Questo è l’errore di voler imitare i maestri. Quando non si è abbastanza bravi per seguire le orme del maestro, tutte le imitazioni diventano solo ridicole parodie. Come il film di Sorrentino. E come, in generale, oggi è la stragrande maggioranza di tutto ciò che si vuole far passare per arte. Grazie, buona giornata…

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...