Cigni e ballerine

Strafalcioni musicali dei mezzi d’informazione. Ieri al TG3 delle ore 14.20 circa, fra le altre notizie, è stato mostrato un servizio con un video in cui  una ballerina russa in un parco pubblico di Mosca, con una temperatura di – 20 gradi, in tutù e con le manette ai polsi, in segno di protesta contro Putin, balla “sulle note del Lago dei cigni“. Questo dice, con grande sicurezza,  la corrispondente da Mosca Romana Fabrizi (vedi TG3 h. 14.20 minuto 13′). Anche la giornalista in studio, Mariella Venditti, non batte ciglio e sembra del tutto convinta della correttezza del servizio. Sono rimasto perplesso e, ricordando che la stessa notizia era apparsa su diversi siti in rete, ho verificato come fosse stata riferita. Esattamente come il TG3, quasi con le stesse parole. Forse, tanto per riempire le pagine, fanno un veloce copia/incolla senza nemmeno accertarsi della fondatezza delle notizie.

Si può vedere il video ed il commento nei seguenti siti: 1) ANSA, 2) L’Unione sarda, 3) Repubblica4) Tiscali.it. E se tali autorevoli fonti riportano la stessa notizia, affermando che la ballerina balla sulle note del “Lago dei cigni“,  non c’è motivo di dubitare. Peccato che il brano musicale che si sente nel video non sia, come riportano i media, dal “Lago dei cigni“, il celebre balletto di Tchaikovsky, ma sia un altrettanto famoso brano per violoncello intitolato “Il cigno”, tratto da “Le carnaval des animaux” di Camille Saint-Saens (Vedi “Il carnevale degli animali e ascolta “Saint-Saens: il cigno“).

Un errore è sempre possibile. Ma se l’errore viene ripetuto da vari autorevoli siti e nessuno lo nota o corregge,  allora non si tratta più di un errore casuale, ma di ignoranza bella e buona. Se questa è  la preparazione professionale di chi controlla l’informazione, allora non c’è speranza per il futuro. E nemmeno per il presente. Si può ben dire che il livello di cultura musicale di certi giornalisti è come la temperatura di Mosca: sotto zero!

A proposito di cigni, ecco una notizia poco confortante: “New York dichiara guerra ai cigni“. Sembra che i cigni siano talmente numerosi da creare seri problemi. Si è deciso così di eliminarli. Non di ridurre il numero, ma di sterminarli completamente, specie dai parchi della città e dai laghetti di Manhattan. “Ma dove vanno d’inverno le anitre di Central Park?”, si chiedeva il giovane Holden di Salinger. Oggi si chiederebbe dove sono finiti i cigni di New York.

Circa 5 anni fa feci un video, inserito su You Tube, proprio con la musica del Cigno di Saint-Saens come sottofondo ad una serie di rappresentazioni nell’arte del mito di Leda e il cigno. Ecco l’occasione buona per mostrarvelo.

2 pensieri su “Cigni e ballerine

    1. Giano

      La musica è una delle poche cose che ancora si salva in questi tempi. Quella specie di codice è una penitenza, una prova di pazienza. Il più delle volte è illeggibile. Non capisco chi sia quell’imbecille che si è inventato questa tortura che scoraggia anche chi vuol lasciare un commento. Coraggio…

      Mi piace

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