Papa, colombe e presagi funesti

Stamattina il Papa si è affacciato alla finestra per il consueto messaggio dell’Angelus e per salutare i fedeli che affollavano piazza San Pietro.

Poi i fedeli hanno assistito ad un altro rito consueto; la liberazione, da parte di due bambini, delle colombe della pace. Gesto più che mai appropriato ed in sintonia con lo spirito della giornata, visto che la piazza era gremita in gran parte da partecipanti  alla “Carovana della pace”. Tante volte da quella finestra è stata invocata la pace.  Sembrerebbe però, visti i risultati, che i continui appelli papali alla pace ottengano addirittura un effetto contrario.  Più i Papi invocano la pace e più conflitti si scatenano nel mondo. Tanto che sarebbe quasi consigliabile che il Papa, almeno per una volta (tentar non nuoce), si affacci a quella finestra e invece che fare il solito appello alla pace,  auspichi una bella guerra; hai visto mai che sia la volta buona che scoppia davvero la pace.

Le colombe volano libere sulla grande piazza, per la gioia di adulti e bambini. Ma forse, abituate alla sicurezza delle colombaie vaticane, sono del tutto ignare dei pericoli che incombono nel mondo esterno. La loro innocenza sembra quasi la rappresentazione in chiave animale  dell’ingenuità del classico messaggio buonista fondato sulla pace, sulla bontà d’animo e sulla fratellanza universale; concetti che trovano ampio spazio nel mondo astratto dei buoni sentimenti, del mito del buon selvaggio alla Rousseau, dell’evangelico “Ama il prossimo tuo come te stesso“, delle pompose dichiarazioni di tanto sbandierati, inapplicati ed inapplicabili “diritti dell’uomo“.  Concetti astratti, costruzioni artificiose della mente umana che sembrano avere giustificazione e ragion d’essere nel mondo della metafisica, ma che poca o nessuna attinenza hanno con il mondo reale. E infatti…

Ecco che le candide colombe, appena liberate, si rendono subito conto che la vita, fuori dalle loro rassicuranti voliere, è qualcosa di molto diverso da quello che immaginavano. Vediamo qui una drammatica sequenza fotografica che documenta la breve libertà di una colomba della pace: “La triste fine della colomba del Papa”.

Riferisce l’articolo che la colomba, appena volata via dalle mani dei bambini, è stata prima aggredita da un corvo e poi da un gabbiano che l’ha divorata. Fine della libertà e della pace. Gli antichi àuguri, che traevano auspici interpretando il volo degli uccelli, le viscere degli animali ed altri eventi, osservando questo fatto ne avrebbero tratto tristi presagi di sventura. Un corvo nero che aggredisce una bianca colomba della pace è un segno così inequivocabile che nemmeno i segni premonitori delle piaghe d’Egitto  furono così espliciti. Triste presagio ancora più inquietante perché avviene sotto gli occhi di chi, ogni giorno, auspica la pace. Vola la bianca colomba della pace. Poi arriva un corvo nero e, sotto gli occhi atterriti della “Carovana della pace“, aggredisce la colomba che diventa così messaggera di pace…eterna!  Ma per fortuna oggi non ci sono più gli àuguri a predire sventure. Ciò non significa, però, che le sventure non possano arrivare anche senza essere previste.

6 pensieri riguardo “Papa, colombe e presagi funesti”

  1. Secondo gli antichi romani il corvo era messagero di morte (vedi Cicerone) ed il gabbiano prediceva le tempeste per i marinai.
    Un gabbiano ed un corvo che attaccano una colomba della pace liberata da bimbi predicono una guerra che colpirà tantissimi innocenti!!!

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  2. Sì, anche a non voler credere a certi segnali…il fatto è inquietante. Veramente! Nell’arco della vita, anche tutti noi, che li notiamo o meno, qualche volta, abbiamo segnali, sia in positivo che in negativo. Buona giornata.

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