L’opera e il clown

Ieri pomeriggio Canale 5 ha mandato in onda un bel programma, “Opera on ice“, perfetta unione di grande musica operistica e pattinaggio sul ghiaccio, realizzato nello scenario unico dell’Arena di Verona, con una madrina d’eccezione; Carolina Kostner. Fra tanti sdolcinati programmi natalizi che da giorni occupano tutti i canali TV, con Babbo Natale in tutte le salse, cartoons, filmetti per bambini e tutto l’armamentario del buonismo d’occasione, roba da farsi venire il latte alle ginocchia, è stata una bella sorpresa. L’unico neo, non poteva mancare, il presentatore della manifestazione: Alfonso Signorini.

Mi viene in mente che già altre manifestazioni musicali tenutesi all’Arena di Verona hanno avuto presentatori la cui scelta lascia molti dubbi. Una per tutti; Antonella Clerici che passa con disinvoltura dalle “tagliatelle di nonna Pina” alla musica di Verdi. Ma siccome siamo ancora in aria natalizia, cerchiamo di essere buoni e stendiamo il classico velo pietoso sulla Antonellina nazionale. Ma è possibile che non si riesca a trovare dei presentatori seri che per capacità, cultura e conoscenze specifiche, siano più adatti, e più credibili, a presentare spettacoli di musica seria? Possibile che si debba ricorrere sempre ai soliti volti noti che imperversano da anni in TV e che vanno bene per tutte le stagioni e tutti i canali; dai programmi di cucina ai talk show pomeridiani, dai giochini scemi con pacchi e pacchetti al giornalismo d’assalto?

Sembra incredibile, ma è così. Ecco perché la Clerici passa con indifferenza dalla prova del cuoco ai programmi serali con bambini canterini, al palco di Sanremo ed all’Arena di Verona a presentare musiche di Verdi. Bene, è successo anche per questa edizione di “Opera on ice“. Chi è il presentatore? Alfonso Signorini, quello che fino a pochi anni fa era un illustre sconosciuto che d’improvviso acquisisce notorietà e, grazie ad i suoi eccentrici gusti sessuali, diventa un’icona gay, fa l’ospite di professione in tutti i salotti TV, diventa anche conduttore di un suo programma e dirige riviste gossipare. Bella carriera! Ed ecco che il nostro poliedrico Signorini approda anche al prestigioso palco dell’Arena a presentare le eleganti evoluzioni di glorie nazionali ed estere del pattinaggio artistico su ghiaccio e celebri arie e brani da opere. Eccolo nel suo impeccabile abito da “bravo presentatore“.

Una giacca fuori misura e troppo larga (forse gliel’hanno rimediata all’ultimo momento), un orribile pantalone rosso fuoco che indossano solo personaggi bizzarri: Signorini, Luca Giurato ed Oscar Giannino. Gli manca solo una pallina rossa sul naso ed un cappellino fiorito in testa e sarebbe perfetto come clown da circo equestre. Ma questa gente ha mai avuto il senso del buon gusto? Forse no. Certo è che l’unica giustificazione per presentarsi con quell’abbigliamento sarebbe stato nel caso avesse dovuto presentare un’aria da “Pagliacci” di Leoncavallo. Direbbe Totò: “Signorini, ma mi faccia il piacere…”.

A proposito di Antonella Clerici, vedi:

Lirica Kitsch

Musica e tagliatelle

Antonella torna ai fornelli; e piange

Le tette di Antonella

Bonolis, la fatina bionda e…du’ palle!

4 pensieri su “L’opera e il clown

  1. Lentiacontatto

    Ciao, mi dispiace, sei stato severo nell’accostare il look di Signorini con quello della direttrice del FAI.Per tutto il resto ti do ragione. Guarda Giano,io la tv l’ho abbandonata da tempo, non vedo più un programma, niente. Mi dispiace certo, perché in mezzo a tanta spazzatura potevi trovare anche molti programmi culturali interessanti, come quello di Angela, oppure reportage di viaggi o di animali feroci ripresi nel loro habitat naturale ,oppure panorami mozzafiato.Anche programmi di medicina con le ultime scoperte scientifiche
    molto interessanti. Riprendo il discorso dei Look televisivi, che bene tu hai descritto. Mi faccio la seguente domanda: possibile che quando si prepara un programma non vengano controllati, da esperti gli abiti che indossano i vari personaggi, in questo caso il presentatore Signorini? Il costumista di turno non avrà visto che quella giaca, e quel pantalone orribile, non si adeguava a quella elegante cornice dove si trasmetteva quello spettacolo? Mi sorge un dubbio. Nell’ambito della comunità gay. Il Signorini e un personaggio molto influente ma, anche tra gli organi di stampa, essendo un giornalista di grido. Quindi sicuramente (per motivi che non so) Il “Peccato” gli è stato perdonato. A proposito di teatro, leggendo i tuoi post e relativi commenti,ho scoperto che hai fatto teatro, nel senso che hai recitato e diretto gli spettacoli. Che bello ti invidio moltissimo.Purtroppo non ho mai visto dal vivo uno spettacolo teatrale,e mi dispiace, anche se sinceramente il teatro e una forma di spettacolo che non mi ha mai appassionata, chiedo scusa per questo, dato che lo hai amato tantissimo,credo.

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    1. Giano

      Non ho accostato Signorini alla signora del FAI. Tu mi hai chiesto cosa avrei scritto se, invece di quella donna, fosse stato un uomo ad avere un abbigliamento bizzarro. Ed ho linkato quel post perché mi sono ricordato di aver scritto dei giudizi sull’abbigliamento di quel conduttore, Signorini. In quanto alla TV, meglio perderla che trovarla. E’ il trionfo del trash, della spazzatura spacciata come spettacolo. Inguardabile e insopportabile.

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    1. Giano

      Non preoccuparti dello stile e dei possibili errori; non ci faccio caso, Quando leggo un commento cerco di capire il significato del testo (quello che si vuole esprimere), al di là della forma. La forma la tengo in considerazione quando chi scrive è pagato per farlo e dovrebbe essere esempio di linguaggio perfetto; come i giornalisti della carta stampata o della TV, conduttori di programmi ed autorevoli intellettuali che fanno passerella in Tv. Quelli che usano “piuttosto che…” in senso disgiuntivo, che usano “Te” al posto del Tu, che salutano con “Ben ritrovati”, che a qualunque domanda rispondono con “Assolutamente sì…”, che riempiono le frasi con “Allora…come dire…sicuramente…”, etc. Quando si scrive un commento veloce su un forum, è facile sbagliare. Non può sbagliare chi scrive per professione, è pagato per farlo ed ha il dovere di conoscere perfettamente la lingua e di usarla in maniera corretta. Tranquilla, grazie, buona serata.

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